Tornano le visite guidate con le Guardie ambientali Scolaresche alla Rocca per studiare la natura

Ragazzi, lezione nel verde

Di Luca Delpozzo
Manerba del Garda

Set­tem­bre: si tor­na a scuo­la, e ritor­nano anche tutte quelle attiv­ità pro­mosse per gli inseg­nan­ti e gli stu­den­ti. E’ il caso del servizio di accom­pa­g­na­men­to guida­to che il cen­tro Nat­u­ral­is­ti­co «La Roc­ca» offre per dare la pos­si­bil­ità agli isti­tu­ti sco­las­ti­ci di vis­itare la con il sup­por­to di guide qual­ifi­cate. Le guide, iscritte al Gae (Guide ambi­en­tali escur­sion­is­tiche), accom­pa­g­n­er­an­no tra i sen­tieri nel verde che per­cor­rono sec­n­den­do a lago i cir­ca 90 ettari di esten­sione del Par­co. Seguen­do vari itin­er­ari a tema, gli inseg­nan­ti e gli accom­pa­g­na­tori pos­sono priv­i­le­gia­re l’aspet­to arche­o­logi­co, stori­co, geo­logi­co, piut­tosto che nat­u­ral­is­ti­co ed escur­sion­is­ti­co. «La carat­ter­is­ti­ca del­la Roc­ca, — spie­ga Ser­gio Boem, respon­s­abile del cen­tro nat­u­ral­is­ti­co — è che, per mer­i­to del­la posizione in cui è sit­u­a­ta e per il cli­ma favorev­ole di cui gode, è un grande ser­ba­toio di ric­chezze nat­u­rali e storiche». La Roc­ca, infat­ti, van­ta una grande vari­età di flo­ra, poiché abbrac­cia vari ambi­en­ti nat­u­rali che van­no dal­la zona boschi­va alla tipi­ca veg­e­tazione del­la mac­chia mediter­ranea, dai boschi di lat­i­foglie ai carat­ter­is­ti­ci prati. Altret­tan­to varie le specie di ani­mali, uccel­li, ret­tili ed inset­ti. Inoltre, il promon­to­rio roc­cioso ospi­ta i resti di una delle più impor­tan­ti tes­ti­mo­ni­anze di edi­fi­cazioni difen­sive medievali del ter­ri­to­rio bres­ciano, che, sebbene ormai ridot­ta a rud­ere, las­cia anco­ra per­fet­ta­mente intravedere la strut­tura architet­ton­i­ca del castel­lo. Ma la vera novità delle pro­poste dal cen­tro Nat­u­ral­is­ti­co, è un diver­so approc­cio all’in­seg­na­men­to e all’ap­prendi­men­to, che, gra­zie all’u­ti­liz­zo di metodolo­gie nuove, pun­ta soprat­tut­to sul­l’es­pe­rien­za prat­i­ca. «E’ nos­tra con­vinzione — spie­ga Boem — che la visi­ta di un ambi­ente nat­u­rale non deb­ba lim­i­tar­si ad una sem­plice espo­sizione di tipo muse­ale, ma spin­gere il vis­i­ta­tore ad immerg­er­si e con­frontar­si inte­gral­mente con ciò che lo cir­con­da in una atmos­fera di scop­er­ta e di avven­tu­ra». Inoltre, per com­pletare le lezioni sul­la sto­ria locale, l’or­ga­niz­zazione rende pos­si­bili anche vis­ite al «Museo arche­o­logi­co del­la Valte­n­e­si» che con­ser­va i vari ritrova­men­ti arche­o­logi­ci del­la zona. La dura­ta min­i­ma del­la visi­ta è di due ore e mez­za. Su richi­es­ta degli inseg­nan­ti, la per­ma­nen­za può però essere pro­l­un­ga­ta anche per l’in­tera gior­na­ta o addirit­tura dis­tribui­ta in più giorni in com­bi­nazione con le numerose mete tur­is­tiche e nat­u­ral­is­tiche garde­sane pre­viste per le annu­ali gite scolastiche.