Chi governa il lago. La Comunità denuncia il naufragio dell’autorità unica interregionale. Mongiello: «Servono risorse e maggiore chiarezza»

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22/07/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

L’autorità inter­re­gionale del Gar­da? Era una bel­la idea, ma ha fat­to naufra­gio. Il sis­tema di coor­di­na­men­to tra la , la Lom­bar­dia e la Provin­cia autono­ma di Tren­to, ideato un paio di decen­ni fa dal­la , dove­va occu­par­si delle più impor­tan­ti tem­atiche garde­sane. Oggi è lo stes­so organ­is­mo comu­ni­tario a ril­e­vare, implici­ta­mente, il fal­li­men­to di quell’idea. Nel cor­so del­la sua recente assem­blea gen­erale, svoltasi a Gar­da, la Comu­nità ha infat­ti puli­to il pro­prio bilan­cio da quelle pre­vi­sioni di entra­ta che nel tem­po era­no risul­tate più vir­tu­ali che reali, prime fra tutte le quote asso­cia­tive a sosteg­no dell’autorità inter­re­gionale. Insom­ma: gli enti sovralo­cali ave­vano sot­to­scrit­to il prog­et­to, ma poi non l’hanno sostenu­to coi quat­tri­ni nec­es­sari. E allo­ra? «E allo­ra», dice , bres­ciano, pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, «reg­is­trare questo fenom­e­no sig­nifi­ca sot­to­lin­eare l’urgenza di trovare soluzioni che favoriscano politiche e nor­ma­tive comu­ni per il Gar­da. È nec­es­saria una polit­i­ca garde­sana che, sen­za mor­ti­fi­care le inizia­tive locali, comu­nali, ter­ri­to­ri­ali, provin­ciali, ricer­chi i fili dell’unità da tessere tut­ti insieme». Già, ma che cosa può fare la Comu­nità del Gar­da se non ha poteri con­creti e soprat­tut­to non ha finanzi­a­men­ti? Le quote ver­sate dai comu­ni riv­ieraschi bas­tano appe­na a far fun­zionare gli uffi­ci. «Le tem­atiche sulle quali la Comu­nità sta ded­i­can­do, per statu­to, le pro­prie atten­zioni», chiarisce il pres­i­dente Mongiel­lo, «riguardano l’ambiente, la sicurez­za, il tur­is­mo, la cul­tura. Soprat­tut­to, però, in questi anni la Comu­nità si è pos­ta un inter­rog­a­ti­vo di fon­do: quale cred­i­bil­ità può vantare quest’ente se non acqui­sisce autorev­olez­za, cioè se non le viene attribui­ta una defini­ta autorità di rifer­i­men­to isti­tuzionale? Sino ad ora, in un con­testo di entrate min­i­mali, in Comu­nità ci siamo trovati ad oper­are soprat­tut­to lun­go la stra­da dei prog­et­ti stra­or­di­nari. Cer­can­do cioè finanzi­a­men­ti mirati, acquisi­ti di vol­ta in vol­ta da entità pub­bliche o pri­vate». «Si pen­si ad esem­pio», con­tin­ua il pres­i­dente, «a Som­merser­vice, un appun­ta­men­to sta­bile per il tur­is­mo di lin­gua tedesca, gra­zie all’intesa rag­giun­ta tra Comu­nità, Enit, , Vene­to e Provin­cia autono­ma di Tren­to. Si pen­si alla , uni­co servizio in acque interne nazion­ali, in stret­to coor­di­na­men­to con il 118 e con la . Entram­bi questi servizi godono del deter­mi­nante con­trib­u­to degli enti pub­bli­ci region­ali e min­is­te­ri­ali. Altri prog­et­ti sono in cantiere, soprat­tut­to di carat­tere edi­to­ri­ale, a sup­por­to di un tur­is­mo di nic­chia, con la parte­ci­pazione pub­bli­co-pri­va­ta». Insom­ma: la neces­sità aguz­za l’ingegno. Ma per il futuro quale può essere il ruo­lo del­la Comu­nità del Gar­da? «Ecco», ha rib­a­di­to Mongiel­lo nel cor­so dei lavori assem­bleari di Gar­da, «questo è il tema di fon­do. Siano gli Enti asso­ciati a riflet­tere e a for­mu­la­re le loro pro­poste. In autun­no fare­mo il pun­to e per ripar­tire sen­za equiv­o­ci e ten­ten­na­men­ti, indi­can­do fun­zioni, com­pe­ten­ze, risorse. Vogliamo una Comu­nità più autorev­ole ed efficiente».