Entro sei mesi nuove iniziative per sconfiggere i guai dell'alghetta

Schiume a lago: Berasi incalza l’Enel

07/05/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Dan­ni eco­nomi­ci che potreb­bero essere quan­tifi­cati e quin­di tradot­ti in una clam­orosa richi­es­ta di ris­arci­men­to. Le «molestie» all’im­mag­ine del tur­is­mo garde­sano e trenti­no, prodot­ti dalle schi­ume cen­trifu­gate del­la Cen­trale — innocue, ma esteti­ca­mente detur­pan­ti — han­no assun­to ieri mat­ti­na, per la pri­ma vol­ta in una sede uffi­ciale, anche i con­no­tati di una spazi­en­ti­ta volon­tà, da parte di Provin­cia e Comune di Riva, di strap­pare all’Enel qual­cosa di più di un gener­i­co «interessamento».Ma la vela­ta minac­cia di ricor­rere alle maniere for­ti, nel­l’in­con­tro pres­so l’asses­so­ra­to trenti­no di Iva Berasi, è sta­ta subito accan­to­na­ta, per­chè da parte del­l’Enel — rap­p­re­sen­ta­ta dagli ingeg­neri Pesce, Spina­to e Vitali — è sta­ta mes­sa sul tap­peto un’en­er­gi­ca volon­tà di assec­on­dare le ammin­is­trazioni locali nel­la lot­ta alla «planc­totrix oscil­la­to­ria», quel­l’al­ghet­ta micro­scop­i­ca che nel lago di Ledro è asso­lu­ta­mente defi­la­ta, ma che dopo aver per­cor­so i tubi del­la Cen­trale ed essere sta­ta sbat­tuta nelle tur­bine, si trasfor­ma in una polt­glia bian­coverde gal­leg­giante nel gol­fo di Riva, spes­so accom­pa­g­na­ta dal dis­gus­to di legioni di stranieri ignari…che non è fogna.Preso atto che l’al­ghet­ta ci sarà anche negli anni a venire (lo dicono gli stu­diosi del­l’A­pa), inghiot­ti­to il boc­cone amaro delle «dighe» che trop­po dighe non sono (quelle del­l’ul­ti­ma gen­er­azione, migliora­bili, sono state bel­la­mente scav­al­cate dalle schi­ume anche negli ulti­mi giorni), l’Enel non solo s’è accor­da­ta con il Comune (era pre­sente l’asses­sore Mari­no) per ripar­tire le spese delle miglior­ie sulle zat­tere gal­leg­gianti e sui mon­i­tor­ag­gi, ma ha anche accetta­to che la Provin­cia le fac­cia, in un cer­to sen­so, da «sen­tinel­la». Cosa sig­nifi­ca? Sem­plice. L’Enel s’è ris­er­va­ta sei mesi per ver­i­fi­care con i suoi tec­ni­ci nuovi sis­te­mi di abbat­ti­men­to delle schi­ume (due le ipote­si più get­to­nate: scari­care l’ac­qua a mag­giore pro­fon­dità e al largo; oppure sot­to­porre l’ul­ti­mo canalone a lago ad una vio­len­ta doc­cia). Se ci rius­cirà, bene. Altri­men­ti via lib­era alla Provin­cia, che con l’asses­sore Berasi sta già pen­san­do di coin­vol­gere i ricer­ca­tori del­l’ trenti­na nel­la guer­ra all’al­ghet­ta per­ni­ciosa. Insom­ma quel­lo di ieri è sta­to un ver­tice «oper­a­ti­vo», con la coscien­za che a lun­go andare le chi­azze di schi­u­ma sono un dan­no non solo per il tur­is­mo, ma anche per l’Enel che tra qualche anno si tro­verà a «rine­goziare» con la Provin­cia lo sfrut­ta­men­to delle acque di Ledro.

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