Lo hanno deciso dodici amministrazioni comunali. Il ciclo integrato affidato all’Azienda gardesana servizi

Sindaci concordi: l’Ags gestirà fogne e acquedotti

Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

Unanime la volon­tà dei sin­daci garde­sani nell’affidare all’ la ges­tione del ciclo inte­gra­to dell’acqua. Una situ­azione tran­si­to­ria in atte­sa che poi la ges­tione ven­ga assun­ta, come pre­vis­to nell’ultima finanziaria, dall’Autorità di baci­no per poi pas­sare suc­ces­si­va­mente a soci­età pri­vate. Scelta tem­pes­ti­va­mente for­mal­iz­za­ta nei giorni scor­si dai Con­sigli comu­nali dei dod­i­ci Comu­ni pro­pri­etari degli impianti e tito­lari dell’indirizzo politi­co del­la stes­sa Azien­da servizi. «Solo inter­ve­nen­do uni­ta­mente in questo modo», fa pre­sente Vit­tori­no Zanet­ti pres­i­dente del Con­siglio di ammin­is­trazione dell’Ags, «abbi­amo dato una dimostrazione all’Autorità d’ambito ter­ri­to­ri­ale otti­male (in sigla Ato, l’organismo che con­trol­la e piani­fi­ca la ges­tione del ter­ri­to­rio veronese, ndr ) di avere le capac­ità di oper­are autono­ma­mente pas­san­do da una for­ma di ges­tione sin­go­la del servizio idri­co inte­gra­to ad una for­ma asso­cia­ti­va». Nel recente incon­tro dei sin­daci lacus­tri con l’ingegner Fran­chi­ni, diret­tore dell’Ato veronese, per conoscere le inter­pre­tazioni che l’autorità d’ambito ha dato alla nor­ma­ti­va rel­a­ti­va appun­to alla serie di pas­sag­gi di ges­tione pre­visti per il ciclo inte­gra­to da quel­lo idri­co a quel­lo delle fog­na­ture, sono emerse non poche per­p­lessità. In pri­mo luo­go l’incertezza del­la dura­ta del peri­o­do tran­si­to­rio, in quan­to lega­to alla pos­si­bil­ità tec­ni­ca dell’Ambito ter­ri­to­ri­ale otti­male veronese di pro­cedere al ril­e­va­men­to delle reti idriche e fog­nar­ie di ogni Comune. Altro fat­tore di incertez­za ravvisato, l’attuazione del rel­a­ti­vo rego­la­men­to che dovrebbe essere pron­to, sal­vo pro­roghe, per la fine del prossi­mo mese di giug­no. La neces­sità per­tan­to, alla luce di tutte queste con­sid­er­azioni, di accel­er­are i tem­pi da parte degli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci garde­sani, per la cos­ti­tuzione dell’Ambito ter­ri­to­ri­ale inter­re­gionale del Gar­da. Anche per il fat­to che fino a quan­do non ci sarà un piano d’ambito non sarà pos­si­bile dare avvio alla fase piani­fi­ca­to­ria con del­lo sta­to di fat­to delle realtà esisten­ti per poi pas­sare a quel­la dell’affidamento del servizio alle soci­età pri­vate. Per questo da tem­po gli ammin­is­tra­tori garde­sani si sono mossi a liv­el­lo regionale sia in Lom­bar­dia come nel Vene­to e recen­te­mente svilup­pan­do anche rap­por­ti con il Trenti­no con l’incontro infor­male avvenu­to a Riva con l’assessore all’ecologia del­la Provin­cia Autono­ma di Tren­to, Iva Berasi. È comunque pre­vis­to che la fase tran­si­to­ria si pro­l­ungherà almeno fino al 2005 e quin­di la neces­sità di avviare il tipo di ges­tione in for­ma asso­cia­ti­va del servizio idri­co integrato.