Mi attengo a quanto mi hanno comunicato gli uffici legali del Comune, una volta esaminata la relazione del professor Giovanni Alberti

Sironi e l’aeroporto Catullo

05/06/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Giulio Valsagni

Mi atten­go a quan­to mi han­no comu­ni­ca­to gli uffi­ci legali del Comune, una vol­ta esam­i­na­ta la relazione del pro­fes­sor Gio­van­ni Alber­ti: se non ne tene­vo con­to, avrei potu­to rispon­dere di col­pa grave, dan­no erar­i­ale e forse anche di fal­so ide­o­logi­co. Io non ho voglia di finire in pri­gione…», dice il sin­da­co Michela Sironi a chi le chiede come mai l’asses­sore Luca Dar­bi abbia espres­so voto con­trario al bilan­cio del­l’Aero­por­to Cat­ul­lo di Vil­lafran­ca, del quale è socio anche il Comune. Uni­co tra tut­ti i soci a votare così, quan­do i due stes­si rap­p­re­sen­tan­ti del Comune in seno al Con­siglio d’am­min­is­trazione ave­vano vota­to a favore.Un caso, questo, che sta provo­can­do un ter­re­mo­to del quale non si conosce ne il momen­to in cui fini­ran­no le scosse, ne l’en­tità dei dan­ni finali.Un colpo a sor­pre­sa, quel­lo di Dar­bi-Sironi. Anzi, stan­do alle parole del dimis­sion­ario pres­i­dente del Cat­ul­lo, Mas­si­mo Fer­ro, “una pug­nala­ta alle spalle”. Né pare aver apprez­za­to la let­tera invi­atagli dal sin­da­co a “mis­fat­to” com­pi­u­to: un apprez­za­men­to del­l’at­tiv­ità svol­ta «nonos­tante recen­te­mente siano affio­rati diver­si pun­ti di vista su speci­fiche ques­tioni», con un augu­rio finale di buona rius­ci­ta dei suoi prog­et­ti futuri (Fer­ro è pres­i­dente del­la Cam­era di Com­mer­cio) «lon­tana da quei “cul­tur­isti” del­l’adu­lazione da cui occorre guardar­si atten­ta­mente». Intan­to Fer­ro, che qual­cosa di ges­tione aero­por­tuale ne sa, ha deciso di far par­lare i suoi avvo­cati, ipo­tiz­zan­do querele per calun­nia e diffamazione.Il cam­bio di guardia al Cat­ul­lo, quin­di, è pas­sato in sec­on­do piano, con la nom­i­na di Feman­do San­son alla pres­i­den­za. L’asses­sore Dar­bi ricor­da che «il Comune ave­va chiesto tem­po» per val­utare meglio la doc­u­men­tazione for­ni­ta e le richi­este di appro­fondi­men­to avan­zate dal pro­fes­sor Alber­ti sul bilan­cio. «Aver deciso in ogni caso di votare — sostiene Dar­bi — è sta­ta una forzatu­ra nei con­fron­ti di un socio che avverti­va la neces­si­ta di sal­va­guardare l’in­ter­esse di Verona», soprat­tut­to per quan­to riguar­da lo scor­poro del­lo sca­lo di Mon­tichiari dal Cat­ul­lo, e i tim­o­ri che gli attuali soci per­dano influen­za sul­l’aero­por­to bres­ciano dopo aver­lo fat­to “decol­lare”. Chi­ude il sin­da­co, a chi adom­bra altre final­ità nel voto con­trario di Dar­bi al bilan­cio del Cat­ul­lo (nei giorni prece­den­ti si parla­va di un Dar­bi can­dida­to alla pres­i­den­za che poi è toc­ca­ta a San­son): «Insin­u­azioni prive di sen­so. Guai a sovrap­porre i rap­por­ti per­son­ali a quel­li isti­tuzion­ali. Si tornerebbe alla pri­ma Repub­bli­ca… E io ho il dovere di tute­lare gli inter­es­si del Comune».Dentro il suo stes­so par­ti­to. Forza Italia, non tut­ti (anzi) han­no diger­i­to l’im­pre­vista mossa. L’on. Pier­al­fon­so Frat­ta Pasi­ni si augu­ra «che vi siano sta­ti vali­di argo­men­ti a sostenere quan­to è suc­ces­so»; il seg­re­tario provin­ciale uscente Gian­car­lo Con­ta ipo­tiz­za pure il “licen­zi­a­men­to” di Dar­bi, e chiede spie­gazioni al sin­da­co. Che a sua vol­ta repli­ca: «Darò tutte le spie­gazioni che mi saran­no richi­este, comunque le deleghe le dò e le ritiro io.Drastico l’on. Aventi­no Frau, da tem­po fred­dis­si­mo con il sin­da­co: «E il vuo­to del­la polit­i­ca, frut­to del­la totale man­can­za di dis­cus­sione su qual­si­asi cosa impor­tante riguar­di Verona. Quan­do mai si è dis­cus­so non dico del Cat­ul­lo, ma pure del Quad­rante, del Piano rego­la­tore, del­l’Agsm, del ruo­lo delle banche?». Inner­vos­i­to pure il seg­re­tario provin­ciale di An, Alber­to Gior­get­ti, che par­la di «posizione per­son­ale e irrazionale», chieden­do un imme­di­a­to ver­tice di mag­gio­ran­za: «Troppe fib­ril­lazioni, in questo periodo».Sarà pur vero che le ques­tioni per­son­ali non si devono sovrap­porre a quelle isti­tuzion­ali, ma è anche vero che le isti­tuzioni sono rap­p­re­sen­tate da per­sone. Le tre prin­ci­pali isti­tuzioni verone­si sono il Comune, la Cam­era di Com­mer­cio (gui­da­ta da Fer­ro) e la Provin­cia (pre­siedu­ta da Alear­do Mer­lin, molto più vici­no alle posizioni di Fer­ro che del­la Sironi): diver­si enti eco­nomi­ci sono di pro­pri­età pro­prio di queste tre isti­tuzioni. Ed infine che da una guer­ra tra i tre ver­ti­ci, la cit­tà non ha nul­la da guadagnare.