In poche ore è tornata la normalità, ma gli operatori turistici si lamentano

Soccorsi perfetti, ma l’incubo è senza fine

20/07/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
p.t.

Con i pan­taloni, le scarpe e la magli­et­ta anco­ra sporchi di fan­go, Franceschi­no “Chic­co” Risat­ti, vicesin­da­co di Limone e pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione “Riv­iera dei Limoni” che riu­nisce gli alber­ga­tori dei vari cen­tri fino a Salò, cam­mi­na avan­ti e indi­etro con il cel­lu­lare all’orec­chio. È al lavoro da ore, da quan­do è scat­ta­to l’al­larme. «Non ci vol­e­va pro­prio — spie­ga — per­ché è inutile dire che il ripeter­si di queste situ­azioni rap­p­re­sen­ta un pes­si­mo bigli­et­to da visi­ta per la nos­tra local­ità. Vedo che i tur­isti sono com­pren­si­bil­mente scos­si, scat­tano fotografie, par­lano tra loro: no, ques­ta è davvero una brut­ta pub­blic­ità. E vero, però, che mez­z’o­ra dopo la frana — con­tin­ua — già ben quat­tro ditte era­no al lavoro, nelle zone inter­es­sate da allaga­men­ti e fan­go. Tut­to ha fun­zion­a­to alla per­fezione, insom­ma: la Garde­sana, ricop­er­ta di detri­ti, è rimas­ta chiusa meno di un’o­ra e in paese tut­to è sta­to subito rip­uli­to. Solo in un momen­to abbi­amo avu­to pau­ra: temeva­mo che in un fur­gone sepolto dormisse del­la gente, ma for­tu­nata­mente i nos­tri tim­o­ri si sono riv­e­lati infon­dati. Per quan­to riguar­da la mon­tagna — con­clude — è evi­dente che occor­rerà lavo­rare anco­ra per creare degli “sfoghi” ver­so il lago e rime­di­are agli errori commes­si in pas­sato, quan­do i canaloni come questo furono chiusi. Quan­to accadu­to dimostra che la natu­ra, in un modo o nel­l’al­tro si riprende sem­pre ciò che gli è sta­to tolto». All’in­ter­no del «Panora­ma» l’at­mos­fera è pesante. Par­la solo Fabi­ano Fava, che coor­di­na e accoglie i cli­en­ti nel­l’al­ber­go, e il suo suona davvero come un aut­en­ti­co sfo­go. «Com’è pos­si­bile — sbot­ta — che nel 2001 accadano anco­ra fat­ti sim­ili? Han­no lavo­ra­to sul canalone per met­ter­lo in sicurez­za fino a pochi mesi fa, spenden­do centi­na­ia di mil­ioni, e questo sarebbe il risul­ta­to? Strade chiuse a sud e a nord, anche se lì sono sta­ti davvero enco­mi­a­bili nel real­iz­zare il nuo­vo tun­nel, incen­di, frane e dis­a­gi di ogni tipo per gli ospi­ti: di questo pas­so Limone rischia davvero di morire turisticamente».