Possibili allagamenti a Salò e Sirmione. Sale la portata del Mincio

Sorpresa, il lago è in pendenza

Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Lo vedono tut­ti che il liv­el­lo del lago è cresci­u­to peri­colosa­mente, fin qua­si alla soglia di guardia. Ieri le autorità di baci­no han­no dato un altro «giro di manovel­la» alla diga di Salionze, accrescen­do la por­ta­ta del fiume Min­cio a 145 metri cubi al sec­on­do (ben supe­ri­ore alle medie sta­gion­ali) per com­bat­tere il ris­chio di eson­dazioni in local­ità come Salò e Sirmione, dove le rive sono basse, spe­cial­mente sul lun­go­la­go. Ma gli idrometri reg­is­tra­no un altro fenom­e­no molto stra­no, lega­to solo in parte alle for­ti piogge. In questi giorni il lago non è una piat­ta «tavola blu», ma un piano incli­na­to con una forte dif­feren­za di quo­ta tra il nord e il sud. Sem­bra che l’acqua vada…in sali­ta: l’altroieri gli idrometri di Riva del Gar­da seg­na­vano quo­ta 137 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co, quel­li di Peschiera quo­ta 145. Il lago «pende», come una liq­ui­da Torre di Pisa, in bar­ba alla grav­ità ter­restre. «È un fenom­e­no conosci­u­to ma piut­tosto raro, o almeno è raro che la pen­den­za sia tan­to accen­tu­a­ta — spie­ga l’ingegner Mas­si­mo Gal­li del Con­sorzio del Min­cio, anche lui in aller­ta in questi giorni per l’emergenza dei liv­el­li -. A provo­care la dif­feren­za di quote tra nord e sud con­tribuis­cono le fasi lunari (c’era luna piena fino all’altra notte), le maree, forse le cor­ren­ti sub­ac­quee. Il tut­to ha con­tribuito a provo­care l’insolito fenom­e­no, anche per l’eccezionalità delle pre­cip­i­tazioni e del­la rap­i­da asce­sa del liv­el­lo del lago, che si è riem­pi­to di bot­to spin­gen­do la mas­sa d’acqua ver­so sud». Già, i liv­el­li: nei pri­mi 3 giorni del­la set­ti­mana è cadu­to il quan­ti­ta­ti­vo medio di piog­gia di tut­to il mese di mag­gio (44 mm, la media stor­i­ca di un intero mese). Ieri ha piovu­to di meno, ma la soglia di atten­zione res­ta alta e le pre­vi­sioni non buone. Tan­to che l’autorità del Po (l’Aipo, ex mag­is­tra­to delle acque), ha ordi­na­to ieri a mez­zo­giorno di aumentare anco­ra la por­ta­ta del fiume Min­cio, allargan­do le maglie del­la diga di Salionze. Si vuole evitare ogni ris­chio, anche per­chè la sta­gione è balor­da: in sette mesi (dopo il min­i­mo stori­co di metà set­tem­bre, quan­do la diga di Salionze venne chiusa per la pri­ma vol­ta dopo 53 anni), il Gar­da si è alza­to di un metro e 36 cen­timetri, pari a 503 mil­ioni di metri cubi d’acqua in più. E allo­ra, meglio «aprire le chiuse». Fino a mer­coledì pas­sa­vano dal lago al fiume 83 metri cubi d’acqua al sec­on­do. Giovedì si è pas­sati a 120 mc/sec, anche per la vio­len­za del­la piog­gia: 8 cen­timetri d’acqua in più in un giorno ad accrescere i liv­el­li del lago (con le dif­feren­ze di cui sopra, lago in pen­den­za eccetera). Ieri si è sal­i­ti a 145 metri cubi al sec­on­do di acqua dal lago al fiume, a fronte di un lago che seg­na­va un lieve calo (142 cen­timetri sul­lo zero idro­met­ri­co) nelle ore mat­tutine. Quo­ta 140 cen­timetri è di soli­to la media di mar­zo, men­tre quo­ta 150 è quel­la in cui, se si alza il ven­to e bat­te l’onda, alcu­ni pae­si come Salò e Sirmione pos­sono «alla­gar­si». «Le incerte pre­vi­sioni del tem­po, e la piog­gia tor­na­ta a cadere nel pomerig­gio, han­no indot­to a non rischiare — riv­ela anco­ra l’ingegner Gal­li -. Si pun­ta a man­tenere tut­to sot­to con­trol­lo». E il fiume? «Non è anco­ra emer­gen­za — assi­cu­ra l’ingegnere -. Il Min­cio può portare fino a 200 metri cubi al sec­on­do. Ma noi tec­ni­ci siamo pron­ti ad affrontare il peg­gio, anche con sac­chi di sab­bia sia sul lago che lun­go che il fiume».