«Ida and I», omaggio all’amore e al ricordo di Noble e Borletti

Statua per la comunità. Verrà collocata a palazzo Pompei

17/03/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Michael Noble è sta­to un otti­mo scul­tore. Una sua opera diven­terà a breve pat­ri­mo­nio dei garde­sani. E con quel­la scul­tura tornerà a vivere il ricor­do struggente di un’intensa sto­ria d’amore, ma anche di una stra­or­di­nar­ia vicen­da d’arte. Ex uffi­ciale bri­tan­ni­co, Noble ha vis­su­to a lun­go a Gar­da. Abita­va a Vil­la Ida­nia, com­pag­no di Ida Bor­let­ti, don­na ener­gi­ca, erede d’una delle più cele­bri famiglie dell’industria ital­iana del dopoguer­ra. «Bor­let­ti pun­ti per­fet­ti», dice­va la pub­blic­ità delle mac­chine da cucire. E la veloc­ità delle auto­mo­bili si legge­va sui tachimetri Bor­let­ti. Ida e Mike s’erano conosciu­ti nel 1951 al Grand Hotel Excel­sior di Roma: lei ave­va alle spalle il naufra­gio del mat­ri­mo­nio. Dopo qualche mese s’incontrarono di nuo­vo a casa di Wal­ly Toscani­ni. Un saba­to andarono insieme a sen­tire la Callas alla Scala e scop­piò l’amore. Nel 1956 si trasferiscono a Gar­da. Scelsero una vil­la in col­li­na. La chia­marono Ida­nia, da «Ida and I»: è inglese, sig­nifi­ca Ida ed io. La vil­la divenne cen­tro d’importanti espe­rien­ze d’arte, ma anche luo­go d’accoglienza di ragazzi dis­agiati. Vi pas­sa­vano scul­tori, poeti, scrit­tori. Alfon­so Gat­to era di casa. Ci sog­gior­na­vano anche i gio­vani dell’Istituto dei Buoni fan­ci­ul­li di Verona. Nac­quero la scuo­la di gia­r­di­nag­gio e di ceram­i­ca: Ida dirige­va la pri­ma, Mike, insieme con Pino Castagna, la sec­on­da. Nel 1957 ecco nascere il lab­o­ra­to­rio d’arte per pazi­en­ti dell’istituto psichi­atri­co di Verona. Dino Buz­za­ti vide le loro opere e affer­mò: «Sono dei veri artisti». Tut­to­ra quell’esperienza res­ta negli annali d’arte. Poi qual­cosa s’incrinò e l’amore sfiorì. Ma di quel­la pas­sione res­ta memo­ria in una scul­tura. S’intitolata anch’essa «Ida and I». L’autore è Mike Noble. Pochi l’hanno vista, sin qui, quel­la stat­ua: gli ospi­ti del­la vil­la. Ma d’ora in poi sarà dei garde­sani e dei vis­i­ta­tori del­la cit­tad­i­na riv­ieras­ca: Lucio Pozzi, figlio di Ida Bor­let­ti, ispi­ra­to dall’amico Pino Castagna, ne ha fat­to fondere una copia in bron­zo e l’ha regala­ta al Comune di Gar­da, «A ricor­do e cel­e­brazione del mer­av­iglioso rap­por­to di col­lab­o­razione fra la vos­tra comu­nità e mia madre e suo mar­i­to». In Comune han­no deciso la des­ti­nazione: la piazzetta che si sta rica­van­do davan­ti a palaz­zo Pom­pei, in ristrut­turazione. Pozzi ricor­da, in quest’omaggio, il con­trib­u­to fon­da­men­tale di Castagna, «sen­za l’aiuto pre­ciso ed affet­tu­oso del quale», dice, «non sarebbe sta­to pos­si­bile con­cepir­lo e por­tar­lo in por­to». «Accettan­do con immen­so piacere la sua don­azione», han­no scrit­to a Lucio Pozzi il sin­da­co Davide Bendinel­li e il suo vice Gian Pao­lo Rossi, «vogliamo esprimere, anche a nome di tut­ta l’amministrazione, pro­fon­da grat­i­tu­dine per il mag­nifi­co omag­gio alla comu­nità di Gar­da. Sua mam­ma Ida e Mike Noble sono sem­pre pre­sen­ti nel­la memo­ria del­la nos­tra gente per la gen­erosità, le inizia­tive e il deco­ro di cui ci han­no fat­to dono. Siamo con­vin­ti che la col­lo­cazione del­la stat­ua nel­la nuo­va piazzetta che andremo ad inau­gu­rare tra poco sia la più idonea e con­sona al val­ore dell’opera».