...Serve un’operazione decoro»

«Sul lago l’arredo urbano piange…

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Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

è una cap­i­tale anche per stile. Da qualche set­ti­mana nel­la cap­i­tale meneghi­na è par­ti­ta «l’op­er­azione deco­ro». L’Am­min­is­trazione comu­nale di Milano ha dichiara­to guer­ra a cartel­li pub­blic­i­tari, pali inutili, seg­nali stradali, chioschi e fior­iere fuori pos­to. I rap­p­re­sen­tan­ti del Tour­ing Club Ital­iano han­no sot­to­lin­eato ? a com­men­to del­l’inizia­ti­va di restyling urbano ? che molti cartel­li dis­ori­en­tano i tur­isti e che un ambi­ente di qual­ità miglio­ra i com­por­ta­men­ti. Tutte osser­vazioni valide anche per le nos­tre local­ità di vacan­za, e in par­ti­co­lar modo per quelle del che vivono sul tur­is­mo come prin­ci­pale risor­sa eco­nom­i­ca, come sot­to­lin­eano alcu­ni tec­ni­ci con­sul­tati per rac­cogliere opin­ioni. Un esper­to sug­gerisce che «l’op­er­azione deco­ro» potrebbe com­in­cia­re nei nos­tri pae­si, ad esem­pio, «ren­den­do omo­genei gli arre­di dei sin­goli pae­si, o quan­to meno delle sin­gole frazioni: dalle pavi­men­tazioni, ai lam­pi­oni, ai ces­ti­ni por­tar­i­fiu­ti, alle pan­chine. A Gar­done Riv­iera nel­l’ul­ti­mo decen­nio nes­suna ammin­is­trazione ha pen­sato di dare ordine all’arredo e la Com­mis­sione per l’or­na­to, rina­ta pochi anni orsono, non è rius­ci­ta a portare a com­pi­men­to un pro­gram­ma organ­i­co di sis­temazioni che potessero con­ferire mag­gior deco­ro alla cit­tad­i­na ? un tem­po all’a­van­guardia nel tur­is­mo garde­sano ? come dimostra­no i ces­ti­ni por­tar­i­fiu­ti di vario genere col­lo­cati in tem­pi suc­ces­sivi sul­lo stes­so lun­go­la­go non più «salot­to» del Gar­da. Per non dire del dis­or­dine dei cartel­li dei locali pub­bli­ci e del­l’oc­cu­pazione degli stes­si spazi pub­bli­ci, tal­vol­ta caot­i­ca, di tavoli­ni e di sedie». Tra i pae­si che offrono un buon esem­pio di arredo nelle pavi­men­tazioni viene seg­nala­to Polpe­nazze. «Ma pure in bor­gate come Cisano di San Felice, o recen­te­mente a Liano di Roé Vol­ciano, per non dire di altre, sono state real­iz­zate pavi­men­tazioni adat­te all’am­bi­ente e che con­tribuis­cono a creare atmos­fere sicu­ra­mente gra­dite a res­i­den­ti e forestieri. Nat­u­ral­mente non è aus­pi­ca­bile una piani­fi­cazione dal­l’al­to, vale a dire l’im­po­sizione di un prog­et­to uguale per tut­ti. Ogni local­ità van­ta pro­prie carat­ter­is­tiche ambi­en­tali». «Inter­ven­ti apprez­z­abili ? com­men­ta a sua vol­ta un architet­to ? sono quel­li che ten­gono con­to del­l’u­so del­lo spazio (stra­da, parcheg­gio, zona a traf­fi­co lim­i­ta­to, ecc.) e del­la natu­ra stes­sa del luo­go, cioè degli edi­fi­ci che si affac­ciano sul­la piaz­za, grande o pic­co­la che sia, o sul­la stra­da, ecc. In sostan­za ogni inter­ven­to dovrebbe essere pre­ce­du­to da un accu­ra­to stu­dio ambi­en­tale e da con­sul­tazioni con tec­ni­ci spe­cial­iz­za­ti. E pri­ma del­l’at­tuazione di un prog­et­to, dovreb­bero essere pos­si­bil­mente infor­mati gli stes­si abi­tan­ti, in gra­do, qualche vol­ta, di utili sug­ger­i­men­ti, per il sem­plice moti­vo che conoscono la vivi­bil­ità del luo­go meglio di altre per­sone. Diver­sa­mente non solo si rischia di real­iz­zare un «arredo» non fun­zionale, con spre­co di denaro pub­bli­co, ma addirit­tura neg­a­ti­vo per chi ci vive oltre che lesi­vo del carat­tere dell’ambiente».

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