Venerdì si inaugurano i primi due lotti della variante, dalla Verona- Lago alla strada comunale per Palazzolo.
Bassi auspica anche il collegamento con la vecchia Sp 5

Tangenziale, non c’è due senza tre

16/05/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Lino Cattabianchi

Sono pron­ti — e saran­no inau­gu­rati, sal­vo sor­p­rese, ven­erdì 18 mag­gio dall’assessore provin­ciale ai lavori pub­bli­ci Luca Sebas­tiano — i pri­mi due stral­ci del­la nuo­va tan­gen­ziale Sp5, che servirà per alleg­gerire l’abitato di Bus­solen­go dal traf­fi­co di attra­ver­sa­men­to e per per­me­t­tere agli auto­mo­bilisti verone­si di per­cor­rere con mag­giore celer­ità la trat­ta Verona — .«Nell’ultima set­ti­mana di aprile si è tenu­to nuo­va­mente l’ormai con­sue­to tavo­lo con­giun­to Provin­cia — Comune con lo scopo di ver­i­fi­care l’avanzamento dei lavori per gli stral­ci attual­mente in ese­cuzione e di con­tin­uare a mon­i­torare insieme le prob­lem­atiche del ter­zo stral­cio», spie­ga il con­sigliere provin­ciale di Bus­solen­go Andrea Bassi.Il prog­et­to esec­u­ti­vo dell’opera prevede tre stral­ci fun­zion­ali: i pri­mi due sono quel­li ormai ulti­mati e com­pren­dono il trat­to che a par­tire dal­la super­stra­da Verona — San Pietro in Car­i­ano (vari­ante alla statale 12) in zona Bas­sona arri­va alla stra­da comu­nale per Palaz­zo­lo; il ter­zo stral­cio riguar­da invece il restante trat­to che, dal­la stra­da per Palaz­zo­lo si rac­cor­da all’attuale Sp5 in local­ità Figara, poco pri­ma del sot­topas­so all’autostrada A22 del Brennero.In quest’ultimo stral­cio è sta­to anche inser­i­to (tec­ni­ca­mente come pri­mo lot­to), per prob­le­mi di con­for­mità urban­is­ti­ca del Comune di Verona rel­a­tivi al 2004, il sot­topas­so che dovrà uti­liz­zare chi per­corre la super­stra­da prove­nen­do dal casel­lo di Verona Nord e vuole immet­ter­si sul­la nuo­va tan­gen­ziale di Bussolengo.«Dopo una serie incred­i­bile di vicis­si­tu­di­ni con ritar­di solo parzial­mente gius­ti­fi­ca­bili», con­tin­ua il con­sigliere Bassi, «si com­in­cia a intravedere la fine del per­cor­so. Per l’inaugurazione dei pri­mi due stral­ci siamo ormai pron­ti, men­tre per ciò che riguar­da le pro­ce­dure del ter­zo stral­cio siamo vicinis­si­mi all’aggiudicazione. Sem­pre per ciò che riguar­da il ter­zo stral­cio, mi sen­to di for­mu­la­re due aus­pi­ci: intan­to che si par­ta con l’esecuzione del pri­mo lot­to (sec­on­do inter­ven­to) per ren­dere com­ple­ta­mente oper­a­ti­vo il col­lega­men­to del­la super­stra­da con la nuo­va provinciale.«E poi», pre­cisa il con­sigliere, «che l’aggiudicatario del­la gara sia con­scio del­la gran­dis­si­ma impor­tan­za che ha quest’opera per la comu­nità provin­ciale e quin­di che si pos­sano rispettare il più pos­si­bile i tem­pi sta­bil­i­ti dal contratto».Infine uno sguar­do ad uno dei prossi­mi obi­et­tivi: «Sarà indis­pens­abile, dopo la com­ple­ta real­iz­zazione del­la nuo­va Sp5 Verona-Lago, col­le­gar­la con la vec­chia Sp5: in caso con­trario, si creerebbe un grosso prob­le­ma via­bilis­ti­co all’altezza del casel­lo di Verona Nord, in quan­to tutte le auto­mo­bili prove­ni­en­ti dal Gar­da e dirette a Verona si tro­vereb­bero a con­verg­ere sul­la già traf­fi­ca­ta super­stra­da Verona — San Pietro (la vari­ante alla statale 12).«Tale pro­pos­ta, già pre­vista dal Pat del Comune di Verona, e per la quale esiste uno stu­dio di fat­tibil­ità redat­to dai nos­tri uffi­ci tec­ni­ci, uti­liz­zan­do in buona parte anche arterie già esisten­ti, col­legherebbe le due strade all’altezza del­lo svin­co­lo per la Zai Bas­sona, per­me­t­ten­do così alle auto che si devono recare nel­la zona ovest di Verona (Croce Bian­ca, Bor­go ) di uti­liz­zare la vec­chia Sp5 evi­tan­do di andare a intasare la già del­i­ca­ta con­fluen­za viaria anti­s­tante al casel­lo di Verona Nord».A chi attac­ca l’Amministrazione provin­ciale per il ritar­do accu­mu­la­to, il con­sigliere Bassi risponde: «Spes­so gli attac­chi che ci sono giun­ti sono davvero privi di buon­sen­so e det­tati da livore ide­o­logi­co e invidia. Chi­unque sa che il com­pi­to del­la polit­i­ca è di pro­gram­mare e poi finanziare le opere, poi la pal­la pas­sa agli uffi­ci tec­ni­ci e alle ditte esecutri­ci. Nel caso di quest’opera la polit­i­ca ha da tem­po assolto com­ple­ta­mente al pro­prio dovere. Gli intop­pi si sono incon­trati nel­la fase suc­ces­si­va, dove il potere del­la polit­i­ca purtrop­po è davvero molto ridot­to. L’unica vera cosa che pos­so promet­tere è atten­zione e vig­i­lan­za con­tin­ua come ho fat­to fino ad ora».

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