L'assessore provinciale all'urbanistica, Roberto Pinter, ha illustrato l'altro pomeriggio ai sindaci del comprensorio la proposta di variante al pup che la giunta si appresta a varare.

Tunnel di Nago: Pinter sul velluto dopo il diktat

29/11/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

L’asses­sore provin­ciale all’ur­ban­is­ti­ca, Rober­to Pin­ter, ha illus­tra­to l’al­tro pomerig­gio ai sin­daci del com­pren­so­rio la pro­pos­ta di vari­ante al pup che la giun­ta si appres­ta a varare. Dopo che le ammin­is­trazioni locali avran­no fat­to per­venire le rispet­tive osser­vazioni, nel mese di feb­braio 2001, la giun­ta pro­ced­erà ad una sec­on­dea adozione del­la vari­ante pri­ma di trasfor­mar­la in un dis­eg­no di legge vero e pro­prio. A parte ques­tioni locali, il C9 è toc­ca­to dal­la grande : da tut­ti i sin­daci pre­sen­ti al dibat­ti­to, affer­ma una nota del­la provin­cia, «è venu­ta una forte sol­lecitazione a definire i prin­ci­pali nodi viari del­la zona. E l’at­ten­zione si è cen­tra­ta soprat­tut­to, a questo propos­i­to, sul­la gal­le­ria cor­ta fra Nago e Tor­bole. L’asses­sore Pin­ter ha rib­a­di­to che la giun­ta provin­ciale ha in mer­i­to un ori­en­ta­men­to molto deciso». Fuori di politich­ese, Pin­ter ha ripetu­to l’opzione per la gal­le­ria cor­ta, già annun­ci­a­ta dal pres­i­dente Del­lai e dal­l’ingeg­n­er Tiso. Con­tro ques­ta ipote­si c’è la con­tra­ri­età d’u­na larga, forse mag­gior­i­taria, porzione di altog­a­rde­sani. Infat­ti sono per la gal­le­ria lun­ga — che com­pren­da cioè la can­cel­lazione del­la sali­ta e del­la suc­ces­si­va disce­sa di pas­so san Gio­van­ni — i comi­tati Vivibas (Vivi­bil­ità Val­la­ga­ri­na e Bas­so Sar­ca) che radunano cen­si­ti di Nago, Can­eve, Bolog­nano ed Arco, più l’in­tero coor­di­na­men­to impren­di­tori del­l’Al­to Gar­da e Ledro, più Riva Domani in con­siglio comu­nale a Riva. I pri­mi sono con­trari per ques­tioni locali, per­chè il trac­cia­to Tiso rov­ina cam­pagna pre­gia­ta o per­chè sul ter­ri­to­rio arcense viene scar­i­ca­ta la mag­gio­ran­za del traf­fi­co com­pren­so­ri­ale. Gli impren­di­tori han­no ripetu­to in tutte le salse che riten­gono scri­te­ri­ata la scelta del tun­nel cor­to poichè il risparmio di oggi non paga la provvi­sori­età e la parzial­ità del­la soluzione. Il fat­to è che Del­lai ha gio­ca­to duro quand’è sce­so nel­la Busa: pren­dere la gal­le­ria breve o las­cia­re tut­to. La rispos­ta dei locali è con­dizion­a­ta da questo dik­tat, e la con­tra­ri­età si ammor­bidisce tut­ta nel­la con­sid­er­azione che poco è pur meglio che niente e che nes­suno vuol fare guerre di reli­gione per il tun­nel. Che così sarà corto.