Un calendario di festività sfavorevole, ora il meteo tutt’altro che estivo: i numeri registrati l’anno scorso sono ormai un ricordo

Turismo con il conto in rosso

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

di L’an­da­men­to cli­mati­co di un’es­tate che in ter­mi­ni di cal­do tar­da a decol­lare sta penal­iz­zan­do la sta­gione tur­is­ti­ca garde­sana. La situ­azione è con­fer­ma­ta dagli oper­a­tori del set­tore che non man­cano, però, di sot­to­lin­eare anche altri fat­tori che inci­dono sulle affluen­ze trac­cian­do il quadro di un giug­no 2008 piut­tosto lon­tano dalle pre­sen­ze reg­is­trate negli anni scorsi.«E’ evi­dente: il cli­ma di queste set­ti­mane non ci aiu­ta», dice Gio­van­ni Berni­ni, pres­i­dente del­l’As­sog­a­r­da­camp­ing. «D’al­tra parte si trat­ta di un prob­le­ma gen­erale, che si fa sen­tire un po’ ovunque nelle local­ità tur­is­tiche ital­iane. Un giug­no come quel­lo del 2007 è ormai impos­si­bile da eguagliare. Va però anche det­to», pre­cisa Beri­ni, «che la situ­azione attuale era sta­ta anche parzial­mente pre­vista. Quest’an­no la Pasqua è venu­ta molto presto e di con­seguen­za sono cadute a mag­gio feste come il Cor­pus Domi­ni e l’As­cen­sione: ricor­ren­ze molto impor­tan­ti per le pre­sen­ze tedesche per­ché coin­ci­dono con peri­o­di di vacan­za che soli­ta­mente por­tano sul Gar­da molti di questi turisti».L’estate 2008 fa dunque i con­ti anche con un cal­en­dario poco favorev­ole ma che non è l’u­ni­co fat­tore, cli­ma a parte, ad essere mes­so in dis­cus­sione. «Io non attribuis­co tut­ta la col­pa al fred­do e al meteo di queste set­ti­mane»; con­fer­ma il pres­i­dente di Assog­a­r­da­camp­ing. «Bisogna guardare anche altrove: a un e direi a un’I­talia che in gen­erale è diven­ta­ta molto cara; o quan­to meno molto più cara di altre méte che dunque atti­ra­no mag­gior­mente i tur­isti. E anche quan­do non fos­se cos­tosa la local­ità o la tipolo­gia di vacan­za scelta, è cer­ta­mente molto più caro di una vol­ta venire fin qui, per esem­pio, dal­la Ger­ma­nia e dai Pae­si del nord Europa».«Se a questo si aggiun­gono i voli “low cost” che por­tano le per­sone ovunque e quin­di anche in local­ità più calde, indipen­den­te­mente dalle biz­zarrie di una sta­gione come ques­ta, il quadro è già completato».Uno sce­nario a tinte fos­che che però guar­da al futuro con prospet­tive decisa­mente più rosee. «Le preno­tazioni per luglio a agos­to ci sono e se anche il tem­po ci aiuterà è molto prob­a­bile che questi mesi del­la sta­gione esti­va in cor­so saran­no pos­i­tivi, sul­la scia degli anni scor­si. Purtrop­po quel­lo che è per­so è perso».Il bilan­cio non cam­bia pas­san­do dalle strut­ture all’aper­to come i campeg­gi alla recettiv­ità alberghiera e alla ris­torazione. «Anche nel nos­tro caso luglio e agos­to si pre­sen­tano sot­to buoni aus­pi­ci», dice Raf­fael­lo Speri pres­i­dente Asso­ci­azione alberghi e campeg­gi di Peschiera ed espo­nente del­l’U­gav (Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si). «Per quan­to riguar­da giug­no, invece, si era già vis­to che il cal­en­dario non ci avrebbe aiu­ta­to: la Pasqua è arriva­ta trop­po presto ma questo si è fat­to sen­tire un po’ ovunque. Ci risul­ta, infat­ti, che il calo di richi­este per questo peri­o­do sia avvenu­to in molte local­ità d’I­talia. A questo si è aggiun­to il brut­to tem­po che influisce molto soprat­tut­to per­ché le abi­tu­di­ni dei tur­isti, ital­iani o stranieri sono cam­bi­ate». «La gente», spie­ga Speri, «non preno­ta più con largo anticipo, come face­va un tem­po, ed è nor­male che con­dizioni di brut­to tem­po inci­dano neg­a­ti­va­mente su deci­sioni prese all’ul­ti­mo min­u­to. La cosa vale anche per i vil­lag­gi tur­is­ti­ci, dove suc­cede che per­sone che han­no già preno­ta­to e paga­to partono pri­ma per­ché non è bel­lo essere in vacan­za sot­to l’acqua».Il rap­p­re­sen­tante di Ugav con­di­vide l’anal­isi del calo di pre­sen­ze da attribuire ad una molteplic­ità di fat­tori. «Negli anni scor­si il calo di pre­sen­ze tedesche era sta­to sop­per­i­to dal­l’ar­ri­vo di tur­isti olan­desi, bel­gi, dane­si e anche ingle­si e svedesi. Si trat­ta di famiglie abit­u­ate a spostar­si in auto ed é chiaro che venire in macchi­na dai quei Pae­si oggi cos­ta molto di più».Meno pre­sen­ze in alberghi e campeg­gi sig­nif­i­cano anche meno per­sone sedute ai tavoli di ris­toran­ti e pizzerie. «Per for­tu­na ci aspet­tano un luglio e agos­to con molte preno­tazioni e dunque prospet­tive migliori. Scon­giu­ra­to una vol­ta tan­to il peri­co­lo di un anno di crisi idri­ca, l’aus­pi­cio di tut­ti», con­clude Speri, «è che per quel peri­o­do anche il sole deci­da di fare la sua parte».

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