Una serie di deliberazioni univoche nei paesi della Riviera, fa eccezione soltanto Malcesine

Un catasto unicoper i paesi del lago

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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

I comu­ni del­la Riv­iera, a eccezione di Mal­ce­sine, han­no delib­er­a­to la cos­ti­tuzione di un polo cat­a­stale con sede a Gar­da. Nei giorni scor­si le ammin­is­trazioni di , Bren­zone, Gar­da, Lazise, Pas­tren­go e Peschiera del Gar­da han­no dato il via lib­era all’operazione, che ha come paese capofi­la Bardolino.«In orig­ine si era deciso di dare il com­pi­to di seguire l’iter di cos­ti­tuzione a Gar­da, ma poi la stes­sa ammin­is­trazione ci ha chiesto di fare da capofi­la per­ché non se la sen­ti­va di seguire sul piano buro­crati­co tut­ta la vicen­da. L’importante è par­tire con il decen­tra­men­to poi stra­da facen­do anche altri Comu­ni si aggregher­an­no al nos­tro polo», spie­ga in con­siglio comu­nale il sin­da­co di Bar­dolino Pietro Meschi.Sulla stes­sa lunghez­za d’onda , pri­mo cit­tadi­no di Tor­ri. «L’acquisizione delle fun­zioni del cat­a­sto, con­sen­ti­ta per decre­to del Pres­i­dente del con­siglio del 14 giug­no scor­so, è un pri­mo pas­so sul­la stra­da di una ges­tione comu­ni­taria di più un servizio. Pen­so alla creazione, ad esem­pio, di uno sportel­lo uni­co per la riscos­sione dei canoni dema­niali. In quest’ottica va vista la deci­sione di unir­ci tra pae­si del lago anziché con­fluire con la Comu­nità mon­tana del », con­clude Passionelli.A Bar­dolino la deci­sione di cos­ti­tuire un polo cat­a­stale riv­ieras­co è sta­ta approva­to con i soli voti di maggioranza.Il provved­i­men­to è sta­to licen­zi­a­to nell’ultimo con­siglio comu­nale al ter­mine di una dis­cus­sione che non è rius­ci­ta a fare sin­te­si tra diverse posizioni. I rap­p­re­sen­tan­ti di mino­ran­za e del grup­po mis­to han­no chiesto di aderire, come servizio, alla Comu­nità del Bal­do; la mag­gio­ran­za ha dife­so la scelta di creare un nuo­vo polo cat­a­stale tra più pae­si del­la spon­da gardesana.«La ques­tione non è nuo­va: già cinque anni fa il Con­siglio si era espres­so a favore dell’adesione al polo cat­a­stale che sta­va nascen­do pres­so la Comu­nità del Bal­do, ente che ora sta fun­zio­nan­do e sul quale c’è la con­ver­gen­za di qua­si tut­ti i Comu­ni ader­en­ti, di quel­li del­la comu­nità del­la Lessinia e di un con­sorzio dei Comu­ni del Bas­so Veronese: in tut­to cir­ca 54», sostiene l’esponente del Grup­po Mis­to Giu­liano Rizzi. «Per questo siamo più ori­en­tati all’adesione alla Comu­nità del Bal­do che si è strut­tura­ta con un cen­tro tec­ni­co per cui ha già investi­to 1 mil­ione e mez­zo. Rischi­amo di far nascere un nano-polo».Stesso parere da Lau­ro Sabai­ni, «Vince la Gente»: «Non capis­co per­ché non si voglia andare con la Comu­nità, vista anche l’economia di spesa».«Non chi­u­di­amo le porte a un’eventuale ade­sione alla Comu­nità del Bal­do, che dovrà risol­vere prob­le­mi legati al cen­tro oper­a­ti­vo servizi: non può oper­are per­ché la ges­tione è affi­da­ta a pri­vati, quin­di vieta­ta dal­la legge», rib­adisce Meschi. «Non teni­amo par­ti­co­lar­mente al polo del Gar­da. Se entro tre mesi si chiari­ran­no le cose nul­la vieta di andare con la Comu­nità, o che ques­ta ven­ga con noi: in ques­ta fase tutte le scelte sono anco­ra pos­si­bili», conclude.

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