I progetti di ristrutturazione ostacolati dai limiti imposti dalla Soprintendenza Castello, superare i vincoli

Un piano prevede una sala congressi per circa mille posti

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Trent’anni di idee, proposi­ti, pro­poste, prog­et­ti e tante chi­ac­chiere. Ma da 30 anni e più a ques­ta parte il castel­lo del­la cit­tà res­ta vuo­to. Ora l’Amministrazione ha deciso di uscire dall’indeterminatezza che cir­con­da il pos­si­bile recu­pero o restau­ro del castel­lo. E per fare chiarez­za si è riv­ol­ta ad un pro­fes­sion­ista al quale viene chiesto di «indi­vid­uare la com­pat­i­bil­ità degli obi­et­tivi di recu­pero con i vin­coli di tutela mon­u­men­tale». L’incarico è sta­to affida­to dal­la Giun­ta Anel­li al prof. arch. Cesare Feif­fer, dice il sin­da­co Emanuele Gius­tac­chi­ni. «Si par­la sem­pre di recu­per­are l’ottocentesca caser­ma Beretta rica­van­dovi un cen­tro con­gres­si con una sala da 800, forse 1.000 posti, di un cen­tro espos­i­ti­vo per aziende pri­vate e per il Comune, di un teatro all’aperto, e di tante altre belle idee — dice il sin­da­co Felice Anel­li — Ma poi ci si tro­va a dover fare i con­ti con i vin­coli mon­u­men­tali che gra­vano sul castel­lo. Così ad esem­pio la capien­za del­la sala, in con­seguen­za dei vin­coli viene subito dimez­za­ta quan­to a posti, per non par­lare dell’impossibilità di abbat­tere muri. Insom­ma ci si tro­va sem­pre a fare i con­ti con una situ­azione bloc­ca­ta dai vin­coli gesti­ti dal­la Soprint­en­den­za di . Per questo l’Amministrazione vuol conoscere quali sono le pos­si­bil­ità reali d’intervento. Tut­to ciò serve a sgom­brare il cam­po da ipote­si, mag­a­ri sug­ges­tive ma imprat­i­ca­bili, evi­tan­do perdite di tem­po e con­sen­ten­do all’Amministrazione del­la cit­tà di val­utare subito la fat­tibil­ità». L’attenzione sul castel­lo, cedu­to nel 1883 al demanio statale per­ché i mil­i­tari potessero col­lo­carvi un pre­sidio e tor­na­to di pro­pri­età del Comune nel 1969, si è trasfor­ma­ta in inizia­tive con­crete negli ulti­mi anni. Il sin­da­co Roc­ca ave­va pun­ta­to sul­la trasfor­mazione dei volu­mi del castel­lo in . E a tale scopo ave­va rag­giun­to un’intesa, tradot­ta nel­la fir­ma di un doc­u­men­to d’intenti, con l’Università inglese di Southamp­ton. Il castel­lo sarebbe diven­ta­to la sede euro­pea dell’Università trasfor­man­do in aule, lab­o­ra­tori la caser­ma Beretta dove avrebbe trova­to pos­to anche un teatro. Il prog­et­to di mas­si­ma affida­to ad un luminare dell’architettura inglese non è mai diven­ta­to un prog­et­to esec­u­ti­vo. Infat­ti per real­iz­zare il restau­ro ser­vivano cir­ca 18 mil­iar­di. Il prog­et­to ita­lo-inglese venne pre­sen­ta­to per ottenere un con­gruo finanzi­a­men­to alla comu­nità euro­pea. I sol­di non sono sta­ti con­ces­si. E nel frat­tem­po le elezioni perse dal cen­tro sin­is­tra por­tarono in Comune l’attuale Giun­ta di Cen­trode­stra che ha abban­do­na­to l’iniziativa. Una pro­pos­ta è sta­ta for­mu­la­ta dal Comi­ta­to per il castel­lo cen­tra­ta sul­la creazione di una sala con­gres­si da 800–1.000 posti, sale per con­veg­ni, espo­sizione di mer­ci e beni, teatro all’aperto, servizi. Anche in questo caso la spe­sa è sti­ma­ta in cir­ca 18 mil­iar­di. Nel piano tri­en­nale delle opere pub­bliche l’Amministrazione ha inser­i­to due inter­ven­ti sul castel­lo. Quel­lo più impo­nente riguar­da l’ex caser­ma Beretta, la torre d’ingresso, il cor­tile. La spe­sa da coprire con con­trib­u­to di terzi, è di 8.300.000 euro pari a cir­ca 16 mil­iar­di. In atte­sa di approntare un prog­et­to e trovare fon­di il Comune ha deciso di ristrut­turare gli immo­bili del castel­lo col­lo­cati sul lato ovest. La spe­sa, pre­vista nel piano delle opere pub­bliche nel 2002 è di cir­ca 3 mil­iar­di ma si prevede di ottenere un con­trib­u­to statale di 500 milioni.

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