sub della scuola «Soloblu» di Padenghe hanno lanciato un singolare progetto a Manerba. Già collocata una statua di Venere, a marzo toccherà a Ermes

Un piccolo Olimpo in fondo al lago

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Di Luca Delpozzo
Benedetta Mora

La ripro­duzione in resina del­la famosa Venere di Milo è sta­ta col­lo­ca­ta nelle acque del lago, a 800 metri dal­la spi­ag­gia del­la dal grup­po som­moz­za­tori che gestisce la scuo­la sub «Soloblu» del Lido di Padenghe. Il prog­et­to è sta­to bat­tez­za­to «Atlantide 2002» ed entro la fine del 2003 promette di sis­temare altre tre divinità del­l’an­ti­ca Gre­cia a far com­pag­nia al cap­ola­voro clas­si­co. Presto ritro­ver­an­no quin­di il loro mito­logi­co Olimpo sul fon­dale del lago. La prossi­ma sarà la stat­ua di Ermes, che ver­rà col­lo­ca­ta in mar­zo e seguirà, come Venere, i pun­ti car­di­nali. «Il nome dato all’inizia­ti­va — spie­ga Mario Vavas­sori, istrut­tore fed­erale di immer­sione Anis da 15 anni, con una grande pas­sione per la sto­ria e l’arche­olo­gia — vuole essere un trib­u­to alla cul­tura orig­i­nar­ia, a quel­la da cui sono derivate in segui­to tutte le altre». Dopo essere sta­ta trasporta­ta al largo, la stat­ua, alta ben 2,5 metri, è sta­ta cala­ta a una pro­fon­dità di 18 metri, e con l’aiu­to degli oper­a­tori sub­ac­quei è sta­ta gui­da­ta fino a rag­giun­gere il fon­do, e lì anco­ra­ta al cemen­to. Un lavoro, questo, del­i­ca­to, che ha impeg­na­to a lun­go i som­moz­za­tori. «La nos­tra inizia­ti­va — con­tin­ua Vavas­sori che ha col­lab­o­ra­to assieme allo staff di «Soloblu» alla real­iz­zazione del prog­et­to — risponde a diverse esi­gen­ze. Innanz­i­tut­to al ten­ta­ti­vo di offrire nuove strut­ture e servizi in gra­do di aggiornare in con­tin­u­azione una for­ma di tur­is­mo ormai tradizionale come quel­lo sporti­vo. In sec­on­do luo­go, al deside­rio di garan­tire la sicurez­za di immer­sioni gui­date da per­son­ale esper­to nel con­testo di una attiv­ità sporti­va che, in questi ulti­mi anni, ha conosci­u­to numerosi inci­den­ti, anche mor­tali. Trop­pi som­moz­za­tori improvvisano, spin­ti dal -da-te». Una vol­ta ter­mi­nati i lavori, le quat­tro stat­ue saran­no col­le­gate tra loro a for­mare un vero e pro­prio per­cor­so sot­tomari­no vis­itabile già a par­tire dal­la sta­gione prossi­ma. «Per ragioni di sicurez­za — con­tin­ua l’istrut­tore — abbi­amo lim­i­ta­to il numero mas­si­mo di ade­sioni ad otto per­sone, che pos­sono parte­ci­pare solo se han­no già segui­to cor­si base». La Roc­ca di Maner­ba, non è nuo­va ad inizia­tive del genere. In occa­sione del­la san­tifi­cazione di Padre Pio, infat­ti, è sta­to col­lo­ca­to a 24 metri di pro­fon­dità, ai pie­di del promon­to­rio roc­cioso un bas­so­rilie­vo con l’im­mag­ine del frate di Petrel­ci­na. «La scelta del luo­go per posizionare le nos­tre stat­ue — affer­ma Vavas­sori- è ricadu­ta sulle acque al largo del­la Roc­ca di Maner­ba, per due motivi fon­da­men­tali: per­ché la Roc­ca è des­ti­na­ta tra non molto a diventare Par­co e il nos­tro pic­co­lo con­trib­u­to potrebbe in qualche modo arric­chire il suo già indis­cus­so val­ore nat­u­ral­is­ti­co e arche­o­logi­co, e per­ché, dal pun­to di vista mor­fo­logi­co, ques­ta zona si pres­ta molto bene alle immer­sioni; ric­ca, infat­ti, di diverse vari­età di pesci e di una con­for­mazione geo­log­i­ca arti­co­la­ta in numerose spac­ca­ture e ampi pianori sub­ac­quei offre ai som­moz­za­tori la pos­si­bil­ità di fare un’es­pe­rien­za nelle acque del nos­tro lago davvero uni­ca».

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