Un libro racconta i personaggi famosi che soggiornarono in un luogo simbolo del lago. Tra gli ospiti figura anche Riedweg, il nazista mai pentito

Una «San Vigilio story» tra attori, statisti e SS

12/12/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Un lavoro cer­tosi­no, una pas­sione gen­uina. Solo cosi Mar­co Faraoni, avvo­ca­to civilista, è rius­ci­to a portare a ter­mine, usan­do i ritagli di tem­po liberi dal lavoro e dal­la famiglia, l’intrigante pub­bli­cazione ded­i­ca­ta agli ospi­ti illus­tri che han­no sog­gior­na­to alla locan­da San Vig­ilio, luo­go incan­tev­ole baci­a­to dalle onde delle acque del Benaco.Una ricer­ca che parte dal­la garde­san­ità del gio­vane autore, nipote di Lui­gi «Bigeti» Bertasi. E pro­prio al non­no, nato a San Vig­ilio e figlio del fat­tore del con­te Guar­i­en­ti e poi mar­i­to di Stel­la Salier, cameriera dagli anni Trenta alla locan­da San Vig­ilio, Faraoni ded­i­ca la sua opera: «È arriva­to l’ambasciatore. Uomi­ni e donne cele­bri a San Vig­ilio negli anni Cinquan­ta». Una car­rel­la­ta di per­son­ag­gi sco­vati dal­la sem­plice let­tura dei vec­chi reg­istri delle pre­sen­ze alla famosa locan­da: mano­scrit­ti ora cus­todi­ti nel­la del Comune. Vi si leg­gono i nomi, e non solo, delle oltre 1900 per­sone che tra il 20 mar­zo 1951 e il 12 giug­no 1962 sono state ospi­ti del­la mit­i­ca locan­da del sign­or Walsh.L’autore si è imbat­tuto in per­son­al­ità di spic­co che agli albori dell’industria del tur­is­mo fecero tap­pa sul Gar­da. Oltre ai noti attori Lau­rence Olivi­er e Vivien Leigh, al nobile tedesco Franz Met­ter­nich, dis­cen­dente del­lo sta­tista e diplo­mati­co artefice del Con­gres­so di Vien­na del 1814, ci s’imbatte anche in fig­ure dal pas­sato ter­ri­bile come Franz Ried­weg, uffi­ciale svizze­ro delle SS e ami­co per­son­ale di Hein­rich Himm­ler. Nel 1947 la Corte penale fed­erale Svizzera lo con­dan­na in con­tu­ma­cia a 16 anni di reclu­sione ma non scon­terà mai la pena che cadrà in pre­scrizione nel 1974. Dopo la guer­ra Ried­weg riprese indis­tur­ba­to la sua attiv­ità di medico a Mona­co di Baviera sen­za mai pen­tir­si delle sue azioni. In una inter­vista del 2004 disse di con­dannare sen­za ris­erve il geno­cidio per­pe­tra­to con­tro gli ebrei, anche se qualche anno pri­ma ave­va affermato:«Dovete com­pren­dere Hitler. I giudei vol­e­vano dom­inare il mon­do. Quan­to a me ho conosci­u­to l’Olocausto dopo la guer­ra». Date le sue ami­cizie risul­ta davvero dif­fi­cile credere che non sapesse nul­la lui, dal 1940 a capo del­la stam­pa di pro­pa­gan­da delle SS. Franz Ried­weg, mor­to nel 2005 a 98 anni, ave­va sog­gior­na­to nel­la locan­da di San Vig­ilio per quat­tro giorni nell’agosto del 1960 con i figli e la moglie Syi­bille von Blomberg, figlia del min­istro del­la dife­sa e poi del­la Guer­ra nel gov­er­no del Reich.

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