Programmazione e pianificazione per salvaguardare più interessi

Un’agenzia interregionale per gestire il bacino del Garda

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

L’idea potrebbe essere quel­la di una cop­er­ta trop­po cor­ta. In realtà il prob­le­ma non è solo di cen­timetri ma anche di meto­do, pro­gram­mazione e piani­fi­cazione. Sti­amo par­lan­do dei liv­el­li del Benà­co, il più grande baci­no d’I­talia in questi ulti­mi tem­pi vera croce e delizia. Da una parte la neces­sità di sal­va­guardare l’e­cono­mia del dal­l’al­tra quel­la di curare gli inter­es­si degli agri­coltori man­to­vani. Un rap­por­to non sem­pre di facili equi­lib­ri carat­ter­iz­za­to da inter­es­si di parte più che da una visione uni­taria. Nonos­tante tut­to impor­tan­ti pas­si in avan­ti sono sta­ti fat­ti fino ad arrivare all’idea di una agen­zia inter­re­gionale. Ente che un domani avrà il com­pi­to di sovrin­ten­dere il com­p­lesso sis­tema del baci­no del Gar­da con il pre­gio di elim­inare alla radice tut­ti quei con­flit­ti e veti tra strut­ture per­iferiche che non garan­tis­cono un’ot­ti­ma e coor­di­na­ta azione del­lo sbar­ra­men­to di Salionze. Dopo l’E­mil­ia Romagna, il Piemonte e il Vene­to anche la Lom­bar­dia ha delib­er­a­to ai pri­mi di mar­zo il trasfer­i­men­to al Mag­is­tra­to per il Po delle opere idrauliche in cari­co alla regione. «Man­u­fat­ti tem­po addi­etro alle dipen­den­ze del Mag­is­tra­to alle acque di Venezia che ora ha invece fun­zioni solo in mate­ria di sal­va­guardia del­la cit­tà lagunare e non può per­tan­to più inter­venire diret­ta­mente sul­la rego­lazione del Lago di Gar­da», affer­ma il sen­a­tore . «Un pas­sag­gio impor­tante che ci avvic­i­na sem­pre più alla nasci­ta del­l’A­gen­zia Inter­re­gionale per il Po».

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