I Comuni colpiti dalla devastante grandinata hanno diffuso un primo resoconto dei danni Via alle procedure per i risarcimenti. Alemanno: «Fondi dall’Europa»

Uragano, chiesto lo «stato di calamità»

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Sta­to di calamità nat­u­rale. E’ la for­mu­la mag­i­ca per con­so­lare gli afflit­ti, il pri­mo impeg­no delle isti­tuzioni bres­ciane dopo l’uragano che ha dev­as­ta­to mez­za provin­cia nel­la notte tra saba­to e domeni­ca. Se il gov­er­no riconoscerà lo sta­to di calamità nat­u­rale, allo­ra arriver­an­no ris­arci­men­ti, inden­nizzi, forse anche sgravi fis­cali. Ed è su questo che si sta lavo­ran­do, a par­tire da una esat­ta quan­tifi­cazione dei dan­ni. Seg­nali incor­ag­gianti sono arrivati tem­pes­ti­va­mente. Il min­istro delle politiche agri­cole Gian­ni Ale­man­no è inter­venu­to ieri spie­gan­do le pos­si­bili vie da per­cor­rere: si pen­sa a un’as­si­cu­razione comu­ni­taria, men­tre si invi­tano Regioni ed Enti locali ad «avviare con urgen­za le pro­ce­dure nec­es­sarie per dichiarare lo sta­to di calamità e per atti­vare i fon­di». La pro­pos­ta di un fon­do comu­ni­tario assi­cu­ra­ti­vo per l’a­gri­coltura sarà nuo­va­mente pre­sen­ta­ta al prossi­mo con­siglio dei min­istri del­l’A­gri­coltura Ue che si ter­rà a set­tem­bre. Per il momen­to Ale­man­no avan­za l’ipote­si di «uti­liz­zare il fon­do di Svilup­po Italia così come è sta­to fat­to di recente per la sic­c­ità». Nei Comu­ni bres­ciani col­pi­ti sono intan­to disponi­bili i mod­uli che, entro nove giorni (oggi com­pre­so), dovran­no essere com­pi­lati da tut­ti i cit­ta­di­ni, gli impren­di­tori, gli agri­coltori e gli eser­centi dan­neg­giati dall’uragano, indi­can­do i dan­ni subiti. Provin­cia e Prefet­tura, sul­la base di ques­ta doc­u­men­tazione, potran­no spie­gare al gov­er­no che da Bot­ti­ci­no al Gar­da pas­san­do per la bas­sa Valsab­bia, l’uva e le olive sono volate via, non si con­tano le fab­briche scop­er­chi­ate, migli­a­ia le case dev­as­tate. Chi pagherà i dan­ni? Chi darà alle aziende in ginoc­chio le risorse per rimet­ter­si in moto? Per ren­der­si con­to del­la situ­azione con una pri­ma riu­nione oper­a­ti­va, ieri mat­ti­na il pres­i­dente del­la provin­cia, Alber­to Cav­al­li, ha incon­tra­to a Maner­ba i sin­daci dei Comu­ni più col­pi­ti: c’erano Pueg­na­go, Padenghe, Cal­vagese, Ser­le, Polpe­nazze, Nuv­ol­era, Nuv­o­len­to, Maner­ba, Ser­le, Bot­ti­ci­no, S. Felice, Moni­ga, Paitone. Tut­ti insieme in una specie di rito purifi­ca­tore, un com­pianto, un bol­let­ti­no di guer­ra: rac­colti dis­trut­ti qua­si al 100% nei vigneti e negli oliveti, tet­ti delle case dan­neg­giati all’80% un po’ ovunque, aziende ferme, tur­isti in fuga, auto­mo­bili con i vetri sfon­dati dal­la gran­dine. «Lo sta­to di calamità nat­u­rale — ha det­to il pres­i­dente Cav­al­li — sarà riconosci­u­to con mag­gior sol­leci­tu­dine se dimostr­ere­mo la con­ti­nu­ità ter­ri­to­ri­ale di questo cat­a­strofi­co even­to. E’ sot­to gli occhi di tut­ti, del resto, che non sono state dan­neg­giate sin­gole realtà o sin­gole aziende: un intero ter­ri­to­rio è sta­to mes­so in ginoc­chio da una cat­a­strofe sen­za prece­den­ti. Siamo in con­tat­to con la Prefet­tura, che dovrà far­si por­tav­oce pres­so il gov­er­no per ottenere lo sta­to di calamità nat­u­rale. Nel frat­tem­po, occorre che tut­ti col­la­bori­no per avere un quadro com­ple­to dei dan­ni». «La pre­oc­cu­pazione- ha aggiun­to Cav­al­li — non riguar­da solo il ris­arci­men­to per i dan­ni alle strut­ture e ai rac­colti, non solo le perdite imme­di­ate. L’incertezza investe il futuro del tes­su­to eco­nom­i­co: mi riferisco alle indus­trie ferme per i dan­ni ai macchi­nari, alle riper­cus­sioni future sui rac­colti delle aziende agri­cole dopo la dev­as­tazione che ha fla­gel­la­to le piante, a tut­to il lavoro nec­es­sario per pot­er ricom­in­cia­re dac­capo». I sin­daci han­no par­la­to chiaro: è sta­ta una cat­a­strofe sen­za prece­den­ti, in una notte è anda­to in fumo il lavoro di anni, anche dei prossi­mi. L’uragano non ha spaz­za­to via solo l’uva, ma interi vigneti. Non solo le olive, ma interi uliveti. questo è il peg­gio. «Da noi — ha spie­ga­to il sin­da­co di San Felice, Ambro­gio Flo­ri­oli — è sta­to dis­trut­to il 100% del rac­colto dell’olivicoltura, ma non solo: anche il rac­colto dell’anno prossi­mo è com­pro­mes­so, per le lesioni alle piante. Stes­so dis­cor­so per i campeg­gi: non c’è solo il man­ca­to guadag­no per i tan­ti tur­isti che, all’indomani del dilu­vio, sono scap­pati via. Il prob­le­ma è ricostru­ire strut­ture com­ple­ta­mente dis­trutte». Stes­so allarme da parte del sin­da­co di Bot­ti­ci­no, Gia­co­mo Rossi: «Sulle viti del Bot­ti­ci­no Doc il rac­colto è per­du­to al 100%, con dan­ni cer­ti anche per l’anno prossi­mo per le lesioni alle piante. Ma anche per l’industria c’è tim­o­re sul­la capac­ità di ripresa: nel nos­tro comune pare che il 99% delle aziende sia sta­to scop­er­chi­a­to, tra i tan­ti edi­fi­ci dan­neg­giati, è crol­la­to un capan­none di 2000 metri qua­drati che dava lavoro a 25 per­sone: ora l’azienda è fer­ma, e non vedo come e quan­do potrà ripar­tire». Agri­coltura, tur­is­mo, ma anche indus­tria in ginoc­chio: tan­tis­sime le aziende scop­er­chi­ate, i tet­ti dei capan­noni sono mac­erie che in molti casi sono cadute sui macchi­nari dan­neg­gian­doli. E non solo: tan­ti capan­noni ave­vano com­po­nen­ti in amianto: come smaltir­lo? Anche ques­ta è un’emergenza ambi­en­tale. Nel­la riu­nione di ieri lo han­no fat­to notare, tra gli altri, i sin­daci di Nuv­ol­era Wal­ter Zanoni, di Nuv­o­len­to Piero Pagliar­di e di Prevalle, Pao­lo Cat­te­ri­na: «I detri­ti dei capan­noni crol­lati sono in gran parte rifiu­ti spe­ciali, che spes­so con­tent­gono amianto: van­no rimossi al più presto, anche per con­sen­tire alle aziende di ripren­dere a lavo­rare. Serve un piano urgente di smal­ti­men­to». In fret­ta si con­tano e si ripara­no i dan­ni, ma le stime e gli inter­ven­ti di queste ore potreb­bero riv­e­lar­si pre­co­ci. E’ infat­ti di nuo­vo pre­al­larme per il mal­tem­po in Lom­bar­dia. Sec­on­do le pre­vi­sioni del­l’Er­saf, infat­ti, è in arri­vo per le ser­ate di oggi e domani «aria fred­da prove­niente da nord che provocherà, soprat­tut­to in pia­nu­ra, for­ti tem­po­rali local­mente asso­ciati a gran­dine». Intan­to, men­tre si susseguono gli incon­tri tra l’amministrazione provin­ciale, i sin­daci e le cat­e­gorie pro­dut­tive, per domani mat­ti­na alle 9.30 è sta­ta con­vo­ca­ta a Palaz­zo Bro­let­to una sedu­ta stra­or­di­nar­ia del Con­siglio provin­ciale, e a Lazise, sul­la spon­da vene­ta del Gar­da, per dar modo anche agli ammin­is­tra­tori bres­ciani di parte­ci­pare, è slit­ta­to a domani l’an­nun­ci­a­to ver­tice tecnico.