Uto Ughi ai giovani: per la musica si deve soffrire

06/09/2014 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

Due ore è dura­to (dalle 17 alle 19) l’in­con­tro tra il mae­stro , a col­lo­quio con il gior­nal­ista Arman­do Torno, gior­nal­ista, scrit­tore, musi­col­o­go, edi­to­ri­al­ista del Cor­riere del­la Sera e con­dut­tore radio­fon­i­co, e i gio­vani musicisti del Bon­por­ti, nel­la ser­a­ta di ven­erdì 5 set­tem­bre a Riva del Gar­da, pre­sen­ti in sala anche molti «gran­di», spe­cial­mente musicisti e appas­sion­ati di musi­ca clas­si­ca. L’in­con­tro si è aper­to – dopo i salu­ti di rito, per l’am­min­is­trazione comu­nale a cura del vicesin­da­co Alber­to Bertoli­ni (trat­tenu­to da altri impeg­ni, è arriva­to poco dopo l’inizio anche il sin­da­co ) – con la proiezione del fil­ma­to «Uto Ughi. Una vita in musi­ca», real­iz­za­to dal­l’as­so­ci­azione cul­tur­ale «Arturo Toscani­ni» di Sav­igliano; e si è chiu­so con l’«impeg­na­ti­va» esi­bizione di due stu­den­ti di vio­li­no del Con­ser­va­to­rio, Vit­to­rio Passeri­ni e Francesca Piaz­za, che han­no avu­to l’onore di un’audizione ai mas­si­mi liv­el­li. Con i com­pli­men­ti (e qualche sug­ger­i­men­to) del maestro.

Per un musicista, e spe­cial­mente un vio­lin­ista, un appun­ta­men­to d’ec­cezione: un incon­tro «aper­to», col­lo­qui­ale, con uno dei mas­si­mi vio­lin­isti del mon­do. Un appun­ta­men­to che fa parte del fes­ti­val «Note dal Gar­da» e che affi­an­ca i tre con­cer­ti di Uto Ughi a Gargnano (mer­coledì 3 set­tem­bre), a Limone sul Gar­da (il giorno seguente) e a Riva del Gar­da (saba­to 6 set­tem­bre).Dopo la proiezione del fil­ma­to, che in cir­ca mez­z’o­ra ha riper­cor­so le tappe fon­da­men­tali del­la stra­or­di­nar­ia car­ri­era di Uto Ughi, il col­lo­quio tra Arman­do Torno e il mae­stro, che si è sof­fer­ma­to molto sul suo gri­do d’al­larme per le pro­fonde caren­ze del­la scuo­la ital­iana in tema di dif­fu­sione del­la conoscen­za del­la musi­ca: «In Italia non si investe in musi­ca – ha det­to il mae­stro – e addirit­tura si fan­no leg­gi con­trarie alla musi­ca. E si chi­udono impune­mente, sen­za che nes­suno dica nul­la, quat­tro orchestre del­la RAI, che cos­ti­tu­iv­ano la spina dor­sale del­la musi­ca in Italia».

Sul­la sper­anze da dare (o non dare) ad un gio­vane appas­sion­a­to di musi­ca inten­zion­a­to a fare il musicista, Uto Ughi ha ricorda­to che l’o­rig­ine eti­mo­log­i­ca del ter­mine pas­sione riman­da al pati­men­to, alla sof­feren­za; e che non esistono, in questo caso, le scor­ci­a­toie che cer­ti mod­el­li cul­tur­ali dete­ri­ori pro­pon­gono oggi; «Oggi un gio­vane che stu­dia musi­ca è un essere vota­to al sac­ri­fi­cio – ha det­to Uto Ughi – soprat­tut­to per­ché gli sboc­chi lavo­ra­tivi sono sem­pre meno. Ques­ta è una col­pa del­la soci­età: un’orches­tra gio­vanile ci dovrebbe essere in tutte le cit­tà, invece man­cano le strut­ture e quin­di le pos­si­bil­ità per i gio­vani. E intan­to le sale da con­cer­to, in Italia spe­cial­mente ma anche nel resto d’Eu­ropa, sono fre­quen­tate da per­sone anziane, anche per­ché i bigli­et­ti costano trop­po cari, e non è sta­to fat­to ciò che era nec­es­sario per dif­fondere la sen­si­bil­ità e l’amore per la musi­ca». A questo propos­i­to Uto Ughi ha sprona­to i gio­vani a ribel­lar­si, a far­si sen­tire, a protestare.

La ser­a­ta si è chiusa con l’e­si­bizione di Vit­to­rio Passeri­ni, 17 anni, e Francesca Piaz­za, 22, stu­den­ti di vio­li­no al Con­ser­va­to­rio di Riva del Gar­da, entram­bi di Bren­ton­i­co, che han­no ese­gui­to – accom­pa­g­nati al pianoforte da Cor­ra­do Ruz­za, docente e coor­di­na­tore del­la sezione stac­ca­ta di Riva del Gar­da del Con­ser­va­to­rio Bon­por­ti di Tren­to – rispet­ti­va­mente il pri­mo tem­po del con­cer­to per vio­li­no e orches­tra op. 64 di Mendelssohn, e la sonata numero 8 di Beethoven. Un’e­si­bizione che il mae­stro ha molto apprez­za­to, in par­ti­co­lare per la pre­ci­sione del­l’ese­cuzione, com­pli­men­tan­dosi con entrambi.