I sindaci dei sette comuni del comprensorio chiedono una struttura per acuti e bocciano l’ampliamento di Gavardo. «Basta rinvii: costi e dislocazione non sono ostacoli insormontabili»

Valtenesi, sì al nuovo ospedale

26/10/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

I sin­daci del­la Valte­n­e­si sono sce­si in cam­po sul­la ques­tione-ospedale. Fino­ra era­no rimasti zit­ti, e in dis­parte. Adesso han­no deciso di pren­dere posizione, sol­lecitan­do la costruzione di una nuo­va strut­tura per acu­ti, da inse­di­are in una delle zone che pre­sen­tano i req­ui­si­ti nec­es­sari; la creazione di un polo riabil­i­ta­ti­vo per pazi­en­ti croni­ci; il poten­zi­a­men­to dei servizi a Gargnano (Alto Gar­da) e Noz­za (Valle Sab­bia). Di rif­lesso, dicono di no all’am­pli­a­men­to di Gavar­do. Il doc­u­men­to, dif­fu­so ieri, por­ta la fir­ma di (sin­da­co di Maner­ba), Mas­si­mo Polli­ni (Moni­ga), Gian­car­lo Alle­gri (Padenghe), Gian­car­lo Ribel­li (Polpe­nazze), (Pueg­na­go), Ambro­gio Flo­ri­oli (San Felice del Bena­co) e Rober­to Rossato (Soiano). Il dibat­ti­to sul futuro san­i­tario del­la zona è diven­ta­to rovente. Mau­ro Borel­li, il diret­tore gen­erale del­l’Azien­da ospedaliera di Desen­zano, ha pro­pos­to di dirottare alla ristrut­turazione di Gavar­do i 29 mil­ioni di euro stanziati dal­la Regione per un nuo­vo noso­comio (a Roè Vol­ciano, sul­la piana tra Vil­la e Cunet­tone di Salò, o altrove): soluzione accetta­ta da alcu­ni sin­daci del­l’al­to lago e da tut­ti quel­li del­la Valle Sab­bia, ma aspra­mente con­tes­ta­ta da altri. Ora spun­ta anche la voce del­la Valte­n­e­si. «Rite­ni­amo oppor­tuno far conoscere le con­clu­sioni una­n­i­mi cui siamo per­venu­ti — sot­to­lin­eano i sin­daci -. Ben con­sapevoli del­la com­p­lessità delle ques­tioni in gio­co, con­fidi­amo comunque che la nos­tra rif­les­sione pos­sa cos­ti­tuire un con­trib­u­to alla soluzione del­l’an­noso prob­le­ma, non più rin­vi­a­bile, nel­l’esclu­si­vo inter­esse dei cit­ta­di­ni». I sin­daci affer­mano di essere «pre­oc­cu­pati dal­la riduzione del­l’of­fer­ta san­i­taria pub­bli­ca sul ter­ri­to­rio dei dis­tret­ti del Gar­da e del­la Valle Sab­bia, e, pari­men­ti, dalle polemiche che di fat­to osta­colano la ricer­ca di una armon­i­ca soluzione». Riten­gono che esista «la neces­sità di una nuo­va strut­tura per acu­ti, costru­i­ta sec­on­do i cri­teri mod­erni del­l’ur­ban­is­ti­ca e del­l’edilizia san­i­taria, corre­da­ta da tec­nolo­gie adeguate ai tem­pi, sit­u­a­ta in una zona facil­mente acces­si­bile e com­pat­i­bile sot­to l’aspet­to ambi­en­tale». Ricor­dan­do che «le polemiche e gli scam­bi di accuse si trasci­nano da più di tren­t’an­ni» e «le risorse region­ali saran­no sem­pre più lim­i­tate», i sin­daci del­la Valte­n­e­si sol­lecitano a non rin­viare ulte­ri­or­mente una deci­sione al riguar­do e a non con­sid­er­are come un osta­co­lo insor­montabile nè «la scelta del­la dis­lo­cazione del­la nuo­va strut­tura» nè «l’even­tuale dif­feren­za tra inves­ti­men­to totale e risorse disponi­bili». Pen­sano che deb­bano «essere poten­ziati i servizi san­i­tari ero­gati a Gargnano e Noz­za» per non «penal­iz­zare ulte­ri­or­mente le popo­lazioni del­l’Al­to Gar­da e del­la Valle Sab­bia». Da ulti­mo la neces­sità di andare incon­tro alle esi­gen­ze degli anziani, il cui numero è in con­tin­ua cresci­ta, cre­an­do «una strut­tura per pazi­en­ti croni­ci, con repar­ti post-oper­a­tori, e di lun­gode­gen­za orto­pe­di­ca e car­dio-pol­monare. Per quest’ul­ti­mo aspet­to si ritiene oppor­tu­na una atten­ta val­u­tazione cir­ca il futuro del San­ta Coro­na di Fasano. In tale con­testo chiedi­amo se, allo scopo, non pos­sa essere uti­liz­za­ta l’at­tuale sede di Gavar­do, una vol­ta costru­ito il nuo­vo ospedale per acuti».

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