La Regione non concede il milione di euro per l’adeguamento del centro congressi. Pollice verso anche per la limonaia: «Non è opera pubblica»

Villa Alba a bocca asciutta

19/11/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Giorni fa, nell’ambito dell’Obiettivo 2, la ha approva­to una serie di con­tribu­ti riguardan­ti il poten­zi­a­men­to e la qual­i­fi­cazione delle infra­strut­ture per lo svilup­po del tur­is­mo. Gar­done Riv­iera ave­va pre­sen­ta­to tre prog­et­ti, con­vin­to di pot­er rice­vere i finanzi­a­men­ti nec­es­sari a real­iz­zare le opere. Invece non ha ottenu­to nul­la. La sis­temazione del por­tic­ci­o­lo di Fasano, con la real­iz­zazione del­la passeg­gia­ta a lago (cos­to 600 mil­ioni di euro, con richi­es­ta di ricev­erne 240 mila a fon­do per­du­to e 360 mila da resti­tuire in 20 anni, sen­za inter­es­si), e l’arredo urbano di piaz­za del Vit­to­ri­ale (95 mila euro) sono sta­ti con­ge­lati, nel sen­so che riman­gono in grad­u­a­to­ria. Potran­no rice­vere i quat­tri­ni in futuro, se ci saran­no nuovi fon­di. No, invece, all’adeguamento e alla mes­sa a nor­ma degli impianti del cen­tro con­gres­si Vil­la Alba, per un mil­ione e 53 mila euro. Il prog­et­to non ha ottenu­to il pun­teg­gio min­i­mo indis­pens­abile pre­vis­to dal ban­do. Del­la vicen­da abbi­amo par­la­to recen­te­mente. La giun­ta comu­nale ha dovu­to sospendere (provvi­so­ri­a­mente, in atte­sa di una deci­sione defin­i­ti­va) il con­trat­to di con­ces­sione del­lo splen­di­do edi­fi­cio mon­u­men­tale, affida­to al grup­po Sacec­cav depu­razioni Sacede, di Desio, in provin­cia di , che ha com­in­ci­a­to a non pagare più l’affitto del peri­o­do feb­braio-aprile 2005, con­te­s­tando la man­ca­ta ese­cuzione di una serie di lavori da parte del munici­pio: la cen­trale ter­mi­ca, l’impianto elet­tri­co, cuci­na, bar, ecc. Il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani e gli asses­sori stan­no val­u­tan­do quale altra stra­da per­cor­rere (richiedere un mutuo alle banche?). L’ultimo no del Pirellone ha riguarda­to il restau­ro del­la limon­a­ia di Vil­la Ele­na, per 750 mila euro. «L’intervento non è coer­ente con le final­ità dell’Obiettivo 2, poichè le opere non sono di natu­ra pub­bli­ca. Quin­di è con­sid­er­a­to inam­mis­si­bile», ha spie­ga­to la com­mis­sione esam­i­na­trice. «Come cit­tadi­no di Gar­done Riv­iera, sono felice del man­ca­to ok del­la Regione», ha com­men­ta­to il con­sigliere di mino­ran­za Andrea Cipani, espo­nente del­la Casa delle Lib­ertà, con­traria all’iniziativa, sus­ci­tan­do l’irritazione del sin­da­co. «Io –ha reag­i­to Baz­zani — non riesco invece a capire il moti­vo di tale deci­sione, vis­to che in pas­sato la Comu­nità mon­tana Alto Gar­da ha effet­tua­to grossi inves­ti­men­ti su strut­ture pri­vate, come al Pra’ de la fam di Tig­nale-por­to». «Res­ta il fat­to che, se non ricev­er­e­mo i finanzi­a­men­ti, non real­izzer­e­mo nul­la», ha con­clu­so il vicesin­da­co Euge­nio Mus­ciot­to. La limon­a­ia appar­tiene a vil­la Ele­na. Prog­et­ta­ta agli inizi del sec­o­lo XX dall’ingegnere Ange­lo Fuchs, è di pro­pri­età del­la famiglia Por­talupi-Fer­ri­ni. Inuti­liz­za­ta e abban­do­na­ta a se stes­sa (sono rimaste solo le canaline), si tro­va ai pie­di del­la chiesa par­roc­chiale. Il sin­da­co Baz­zani ha ottenu­to la strut­tura e i tre ter­raz­za­men­ti sot­tostan­ti in comoda­to gra­tu­ito per trent’anni anni, impeg­nan­dosi a sostenere le spese di restau­ro. E ha affida­to all’architetto Alber­ta Caz­zani, docente al Politec­ni­co di Milano, l’incarico di redi­gere uno stu­dio det­taglia­to. L’obiettivo è di avere uno spazio pub­bli­co verde, con­sid­er­a­ta la vic­i­nan­za al Vit­to­ri­ale e al nucleo abi­ta­to, uti­liz­zan­do­lo per espo­sizioni tem­po­ra­nee all’aperto (scul­ture, piante e fiori), degus­tazioni di , pre­sen­tazioni di lib­ri, con­cer­ti­ni, con­feren­ze. O anco­ra: affit­tar­lo a pri­vati per rice­vi­men­ti e pic­cole feste. Il Grup­po di azione locale (Gal) dell’Alto Gar­da e del­la Valle Sab­bia, com­pos­to da enti pub­bli­ci e impren­di­tori, ha con­fer­ma­to l’interesse per l’idea. Idem la Comu­nità mon­tana par­co. Milano, però, nega i quat­tri­ni, van­i­f­i­can­do (per ora) l’operazione.