Marsadri, centauro di Raffa, ha rimesso su strada un cimelio a due ruote Con la Indian Scout del 1928 ha fatto un «tour» di 220 kilometri

Vincenzo e la sua moto «anni ’20»

07/07/2004 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Le più belle moto costru­ite fino agli anni Ses­san­ta sono andate a pren­dere una boc­ca­ta d’aria in Svizzera, per­cor­ren­do la bellez­za di 500 chilometri in tre tappe. In tes­ta al grup­po, con la moto più anti­ca, Vin­cen­zo Marsadri di Raf­fa di Pueg­na­go La parten­za dei quar­an­ta parte­ci­pan­ti è avvenu­ta da Boario Terme. L’avvio è sta­to subito fati­coso: Edo­lo, Ponte di Leg­no, Pas­so del Gavia (2.620 metri). Dopo il pran­zo a Bormio, di nuo­vo in sel­la. E su, lun­go i tor­nan­ti del­lo Stelvio (la cima Cop­pi, a quo­ta 2.758), quin­di il pas­so Umbrail (2.502), quel­lo del Forno (2.149) e il Fluela, fino a Davos. Gior­na­ta mer­av­igliosa. All’ar­ri­vo il con­tachilometri si è fer­ma­to a 220. Alla man­i­fes­tazione, orga­niz­za­ta dal Musi­cal Vet­er­an Club di Bres­cia, han­no parte­ci­pa­to 40 moto­ci­clette, rig­orosa­mente selezion­ate dal­l’Au­to­mo­to­club stori­co ital­iano (Asi). La più vec­chia, una Indi­an del 1928, ha delizia­to il pub­bli­co pre­sente ai bor­di del­la stra­da. Il pro­pri­etario, Vin­cen­zo Marsadri, tra l’al­tro il parte­ci­pante più anziano, ha sus­ci­ta­to ammi­razione per l’a­bil­ità nel con­durla. La Indi­an Scout è una moto­ci­clet­ta dif­fi­cile da guidare sul­la strade di mon­tagna, dato che ha i coman­di com­pli­cati, ed è car­ente di fre­na­ta. Eccel­lente l’or­ga­niz­zazione, cura­ta dal pres­i­dente Mau­ro Pasot­ti e dal­la sig­no­ra Luisa.

Parole chiave: