Parcheggi: Matteotti cancella l'ordine diramato da Muna

Zone a disco orario, è dietrofront

07/09/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Molinari

Munari crea, ma for­tu­nata­mente Mat­teot­ti dis­fa. E’ la sin­te­si — com­i­ca, ma real­is­ti­ca — delle ultime mosse comu­nali sul ver­sante dei parcheg­gi, dove lo scon­tro tra due diverse «filosofie», altre volte rimas­to al chiu­so del­la sala Giun­ta, ieri è usci­to clam­orosa­mente allo scoperto.Lunedì mat­ti­na, su ordine del­l’asses­sore alla e al cantiere comu­nale Emilio Munari, gli operai munic­i­pali ave­vano col­lo­ca­to cartel­li di «dis­co orario» sui parcheg­gi (pri­ma liberi) di viale Roma e viale Dante: e già si accingevano a ripetere l’op­er­azione, nei giorni a venire, su viale Prati, via Bas­tione e via Filan­da. Ieri mat­ti­na è scat­ta­to il con­tro­or­dine, fir­ma­to dal vicesin­da­co Pietro Mat­teot­ti, che provvi­so­ri­a­mente sedu­to sul­la poltrona più impor­tante del Munici­pio (Mal­ossi­ni è in Palesti­na) ha reag­i­to pri­ma con stiz­za e poi con autorev­olez­za alla notizia del­l’al­larga­men­to del­la «zona dis­co», let­ta sul­l’Al­to Adi­ge e da lui asso­lu­ta­mente non autorizzata.«Ho invi­a­to un ordine di servizio al cantiere comu­nale — spie­ga Mat­teot­ti — Chiedo la sospen­sione delle istal­lazioni dei cartel­li e la rimozione di quel­li col­lo­cati lunedì. Devono spaz­zarli via, tranne quel­li di largo Mar­coni, davan­ti all’ospedale. Sul fat­to che questi dovessero diventare a dis­co orario c’era l’ac­cor­do in Giun­ta. Era un provved­i­men­to ovvio, dopo la creazione del parcheg­gio libero all’ex Eca e di quel­lo a paga­men­to di viale Canel­la. Ma per il resto sarò intransigente».Non è la pri­ma vol­ta che Mat­teot­ti si tro­va di fronte ad una «inva­sione di cam­po» di Munari, che a quan­to pare sarebbe ispi­ra­to dal coman­dante dei vig­ili urbani. Ma se in pas­sato la diver­gen­za s’era risol­ta pri­ma dei cartel­li (era avvenu­to in via Filzi nord, che sen­za l’in­ter­ven­to di Mat­teot­ti ave­va rischi­a­to di diventare a paga­men­to) ieri il con­flit­to è esploso in maniera plateale. E i rivani, sicu­ra­mente diver­ti­ti, vedran­no sparire dei cartel­li appe­na appe­na con­fic­cati nell’asfalto.«Preferisco le fig­ure bar­bi­ne piut­tosto che far inviperire la gente — spie­ga Mat­teot­ti — Mod­i­fi­care in set­tem­bre l’as­set­to dei parcheg­gi non avrebbe sen­so nem­meno se il provved­i­men­to fos­se (ma ripeto che non lo è) con­di­vis­i­bile. Lo sap­pi­amo tut­ti che il prob­le­ma dei posti auto a Riva esiste soltan­to durante la sta­gione tur­is­ti­ca. Ci met­ti­amo a fare le riv­o­luzioni adesso che abbi­amo di fronte sei mesi di tranquillità?».Il vicesin­da­co rib­adisce insom­ma che tutte le mod­i­fiche sono sospese almeno fino a quan­do non sarà isti­tui­ta (se sarà isti­tui­ta) la «Alto Gar­da Parcheg­gi», la soci­età pub­bli­co-pri­va­ta che dovrebbe gestire sia l’in­ter­ra­to di via Pilati (quan­do final­mente sarà costru­ito) sia le altre zone a paga­men­to del­la città.«Scrivetelo tran­quil­la­mente — dice Mat­teot­ti — finchè in Giun­ta ci sarò io, sui parcheg­gi non cam­bia nul­la. Non voglio spec­u­lazioni ai dan­ni dei cit­ta­di­ni. C’è un doc­u­men­to, fir­ma­to anche dagli asses­sori Munari e Mosan­er, che fis­sa dei palet­ti per le zone a paga­men­to e per le tar­iffe. Dob­bi­amo ono­rar­lo. Per me rap­p­re­sen­ta una specie di pat­to d’onore con la città».