sabato, Febbraio 14, 2026
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Il consigliere Lucchini denuncia una situazione insostenibile: «Non siamo tutelati, l’ispettorato c’è ma non si vede» Attracchi selvaggi: chi paga per il posto (200 euro l’anno) lo trova occupato

Soste abusive al porto. I controlli?

Caos nel porto vecchio. Natanti in entrata e uscita come fosse un’autostrada. Attracchi selvaggi, danni alle barche ormeggiate, pescatori inbufaliti. E nessuno interviene. Con l’estate il fenomeno si acuisce ed è davvero incontrollato. Più o meno la stessa minestra anche al porto attiguo al campeggio comunale vicinissimo alla passeggiata appena intitolata a Vittorio Cavazzocca Mazzanti, in direzione di villa Pergolana. Ma a chi spetta la competenza ed il controllo sul traffico dei natanti all’interno del porto? Perchè nessuno interviene? Queste sono le domande che sia i residenti che i turisti rivolgono alle istituzioni locali per capire come «gira» il traffico all’interno del porto. E le risposte o non ci sono o tardano molto ad arrivare… «in porto». Nel frattempo è la giungla. Come dice un anziano pescatore: «la va a ci pì pol». Tradotto: ognuno fa quello che vuole. Chi è più arrabbiato di tutti è chi ha il posto barca al porto, paga per averlo e non è minimamente tutelato. Il posto barca costa ogni anno circa 200 euro, mediamente. La tassa, o meglio l’orpello, lo introita la Regione. Chi invece deve vigilare e seguire l’andamento dei flussi nel porto è l’Ispettorato di porto. Che c’è ma non si vede. «La precedenza per il posto barca nel porto», spiega Marco Lucchini, consigliere comunale ed esperto del settore, «l’hanno in primo luogo i pescatori professionisti, in secondo luogo i residenti ed infine chi ne fa domanda. E fin qui va bene. Quello che non va bene è che noi paghiamo e non siamo tutelati. Dobbiamo», continua Lucchini, «guardarci alle spalle perchè appena usciamo per andare a pesca, subito si mette al nostro posto un natante abusivo e quando ritorniamo siamo senza posto. E allora cosa paghiamo a fare? Siamo doppiamente mazziati». Il fenomeno degli abusivi si triplica nel fine settimana. Natanti stranieri, anche di grosso peso, entrano nel porto, attraccano e addirittura restano fermi per due giorni. Molti restano sul natante e ci vivono. Sporcano, utilizzano i servizi del paese, non pagano nulla ed occupano il posto ad altre barche. Sovente nelle loro manovre urtano i natanti ormeggiati e causano danni. Indisturbati se ne vanno lasciando il danno agli ignari proprietari che hanno la barca regolarmente ormeggiata e pagata in porto. «È assurdo che noi paghiamo per il posto barca e che poi questi abusivi», spiega un operatore turistico, «in barba a leggi e regolamenti se ne vadano impuniti. O i carabinieri, o la guardia costiera, o i vigili urbani dovranno pur intervenire, o è tutto consentito? Vale la legge del più forte». La Regione Veneto e l’Ispettorato di porto hanno collocato, nell’imbocco del porto vecchio, dei bei cartelli, trilingue, con i divieti per i natanti e con le relative sanzioni. Ma sono avvisi «morti» perchè non c’è alcun servizio di controllo. L’Ispettorato di porto interviene solo su segnalazione scritta per la presenza di natanti abusivi. E siamo al ridicolo. «Va poi segnalato il doppio inquinamento che i natanti nel porto portano con sé», spiega ancora Lucchini, «sia per le esalazioni ed i fumi dei motori, sia per i forti rumori che essi producono nelle manovre di attracco. E non c’è rispetto per nessuno. E il nostro turismo», continua ancora Lucchini, «muore, perde di valore. Non vogliamo che i motoscafi non circolino sul lago ma pretendiamo che le regole siano rispettate da tutti». In questi giorni di calura l’acqua del porto si è notevolmente abbassata e tendono ad affiorare maggiormente le alghe radicate sul fondo. Con tutto questo via vai ed il movimento dell’acqua provocato dalle eliche dei motori il «verde» si è mosso e sta invadendo la darsena, con una pessima immagine per il turista. Anche questo è un cattivo biglietto da visita per Lazise e per chi opera nel turismo e con il turismo.

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