Da lunedì 13 luglio il Museo Le Robe de na Olta di Moniga del Garda ha riaperto le sue due salette al piano terra del palazzo comunale, accanto all’ufficio postale, con un percorso dedicato alle tradizioni contadine e alla memoria della vita quotidiana di un tempo. L’esposizione raccoglie oggetti legati al lavoro e alla famiglia tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, offrendo uno sguardo diretto su usi, strumenti e ambienti domestici appartenuti alle generazioni precedenti.
Gli attrezzi del lavoro agricolo
Nella prima parte del percorso trovano spazio numerosi utensili impiegati nelle attività dei campi e della vigna. Sulla destra dell’ingresso sono esposti falci, rastrelli, seghe, lame multiuso e altri strumenti utilizzati per la coltivazione e la raccolta dei cereali, dalla preparazione del terreno fino alla lavorazione dei raccolti.
Tra gli oggetti presenti figurano anche il gromial, usato per raccogliere foglie e frutta, insieme a damigianine, piccoli tini e attrezzature per la cura della vite. Compaiono inoltre irroratrici, solforatrici, il sofièt del sulfer, oltre a pialle e piunì sbaeladùr destinati ai bozzoli.
Le testimonianze del periodo tra le due guerre
Sul lato opposto della sala sono raccolti diversi elementi riconducibili agli anni compresi tra i due conflitti mondiali. Qui si trovano una scrivania con una delle prime macchine da scrivere datate, fotografie d’epoca e una vetrinetta con macchine fotografiche conservate come testimonianza di quel periodo.
L’allestimento propone così alcuni frammenti della quotidianità di allora attraverso oggetti che raccontano abitudini domestiche, lavoro amministrativo e prime forme di documentazione visiva.
La cucina di fine Ottocento
Pochi passi più avanti si entra nella cucina, dove sono stati ricostruiti ambienti e consuetudini familiari di fine Ottocento. Al centro compare una tavola in legno apparecchiata, circondata da sedie impagliate; intorno si notano tegami in alluminio, rame e terracotta, vasi, pignatte, catene, paiolo, alari e molle.
Sulla stufa economica degli anni Cinquanta sono sistemati mestoli, ramine, forchettoni, la napoletana e il macinino. Sulle mensole trovano posto zuccheriere e anche un pezzo Richard Ginori che la padrona di casa custodiva con particolare orgoglio.
Completano l’ambiente i ferri da stiro a brace o in metallo pesante sul davanzale; alla parete si vedono arcolaio e macchina da cucire a pedali.
La camera da letto e gli oggetti personali
Dal locale cucina si passa alla camera da letto. Sul vecchio letto in legno scuro è disposto un copriletto realizzato a mano; accanto compaiono la monega e lo scaldì, utilizzati per intiepidire le lenzuola ricamate manualmente. Sulla parete sono esposti una popolare immagine della Maternità insieme a ritratti di santi e crocifissi.
Sul comò è collocata una campana di vetro con fiori di stoffa e statuine; nei cassettoni si conserva altra biancheria ricamata. Accanto al letto ci sono i comodini con piccoli oggetti d’uso serale e alcuni giocattoli.
Un luogo dedicato alla memoria
Il museo propone un percorso che riunisce oggetti tradizionali, costumi domestici e strumenti legati alla vita contadina locale. L’iniziativa nasce come spazio culturale capace di mettere in relazione generazioni diverse attraverso materiali che richiamano il passato familiare dei genitori e dei nonni.
Il Museo Le Robe de na Olta è aperto tutti i lunedì dalle ore 9 alle ore 12.


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti







