Nelle ultime settimane i resti della Casa della Trota sul Ponale, l’ex albergo alla foce del torrente tra Riva del Garda e la Valle di Ledro, sono tornati al centro delle cronache per i tuffi di appassionati di cliff diving: giovani arrivati anche dalla Germania si lanciano nel lago dai terrazzi dell’edificio abbandonato, e i video dei loro salti circolano sui social.
Il divieto di accesso e i rischi
L’edificio è abbandonato da anni e in avanzato stato di degrado. L’accesso è vietato e la struttura è circondata da reti, che però presentano varchi.
Ai rischi del rudere si aggiungono quelli dell’acqua: il fondale vicino ai punti di tuffo è in parte basso e roccioso. Gli stessi tuffatori riconoscono che la struttura è pericolante e che il divieto serve alla sicurezza.
Dal Settecento all’acquisto della Provincia
Il nucleo originario dell’edificio è settecentesco. Nell’Ottocento la zona fu raggiunta dalla Strada del Ponale, scavata nella roccia e aperta nel 1851 su iniziativa dell’imprenditore ledrense Giacomo Cis per collegare la Valle di Ledro a Riva del Garda.
Il 10 luglio 2026 la Giunta della Provincia autonoma di Trento, su proposta del presidente Maurizio Fugatti, ha approvato l’acquisizione della Casa della Trota per 2,3 milioni di euro.
Demolizioni e nuovo tracciato della Ciclovia
L’acquisto serve alla Ciclovia del Garda: il tracciato evita la galleria inizialmente prevista e passa su un nuovo percorso fronte lago di circa 300 metri, che raccorda il lotto tra la galleria Orione e la foce del Ponale con quello tra la galleria dei Titani e la galleria Aurora. I lavori su questo tratto partiranno a ottobre, a fine stagione turistica.
Il progetto prevede il recupero del corpo settecentesco e la demolizione dei fabbricati aggiunti in seguito, la pulizia della falesia, la rimozione dei ruderi e il ripristino dell’antico sentiero tra il lago e la strada del Ponale. Si inserisce negli interventi che interessano anche le gallerie Titani e Limniadi.


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