venerdì, Giugno 21, 2024
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Nove feriti, 200 sfollati, mille abitazioni sotto osservazione. E Cavalli «chiama» il Governo

Case, scuole, caserme: i danni del sisma

Nove feriti lievi medicati al Pronto soccorso. Due ospedali (Salò e Fasano) sgomberati. Quasi duecento sfollati, che la notte scorsa sono stati ospitati presso alberghi della zona. Almeno mille richieste di sopralluoghi su abitazioni lesionate, che nelle prossime ore saranno sottoposte all’esame di una commissione tecnica. E poi scuole chiuse per tutta la giornata di giovedì in una ventina di Comuni, un acquedotto (a Villanuova) che eroga acqua dichiarata non potabile, problemi a numerose strutture pubbliche (ambulatori Asl, caserme di Polizia e Guardia di finanza, casa-accoglienza della Croce rossa a Salò). È questo il bilancio, ancora ampiamente provvisorio, del terremoto che ha investito l’altra notte la provincia di Brescia. La scossa è stata avvertita alle 23.59 di mercoledì. La magnitudo è la 5.2 della scala Richter, VIII della scala Mercalli, l’epicentro è collocato nelle montagne fra Gardone Riviera e Vobarno, Salò e Valvestino. La frattura sismica è avvenuta a una profondità di circa 8 km: relativamente in superficie, e questo spiega la vastità dell’area in cui la scossa è stata avvertita. Fino a ieri sera i sismografi avevano avvertito altre otto scosse di assestamento di magnitudo compresa fra 1.7 e 2.0, non percepite dalle persone. Il bilancio parla dunque di danni lievi alle persone (a parte la paura, le notti insonni, le ansie inguaribili), e di danni sicuramente ingenti al patrimonio abitativo. Imponente lo schieramento di forze della protezione civile a tutti i livelli (nazionale, regionale e provinciale) per far fronte a tutti gli aspetti dell’emergenza. I vigili del fuoco sono intervenuti in tempo reale. In un’ora è entrato in funzione il Centro coordinamento soccorsi allestito in prefettura. Nella notte è stato allestito un campo-base nel vecchio stadio Amadei di Salò, e da ieri pomeriggio un Centro operativo misto allestito nell’Istituto Battisti di Salò, trasformato in succursale del municipio (inagibile) e riferimento per i comuni della zona. Mille uomini mobilitati, fra cui 40 tecnici di Regione, Provincia e Vigili del fuoco distribuiti su 14 squadre, che ieri hanno monitorato i primi 30 edifici di interesse pubblico dalla tenuta precaria. Il direttore del Dipartimento protezione civile presso la presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, è giunto a Brescia all’alba di ieri e ha seguito passo dopo passo la macchina dei soccorsi. Nel primo pomeriggio, in un incontro con la stampa, non ha nascosto la propria soddisfazione: «All’inizio eravamo molto preoccupati. Un sisma di magnitudo 5.2 in certe zone d’Italia può fare anche delle vittime. Qui, all’apparenza, non si sono verificati grandi danni. Abbiamo sorvolato la zona in elicottero e non abbiamo riscontrato crolli vistosi. Le sorprese potrebbero venire quando analizzeremo gli edifici dall’interno». La stima sui danni potrà essere fatta solo nei prossimi giorni. Ieri l’assessore regionale alla protezione civile Massimo Buscemi, intervenendo in Consiglio regionale, ha parlato di 20 milioni di euro di danni già accertati. Ma l’analisi è solo agli inizi e s’è concentrata solo sugli edifici pubblici. In compenso accertamenti già effettuati sulla diga di Valvestino e sui versanti della montagna che incombono su di essa hanno scongiurato pericoli per la sottostante comunità di Toscolano. Nei prossimi giorni la ricognizione sui luoghi del terremoto si intensificherà: già oggi arriveranno in zona un gruppo di lavoro del Dipertimento beni culturali per accertare le ferite inferte al patrimonio artistico. In provincia arriverà anche il presidente della Commissione grandi rischi. In giornata il governo si pronuncerà sulla dichiarazione dello stato di emergenza. La vicepresidente della Lombardia Viviana Beccalossi assicura il massimo impegno del Pirellone per soccorrere persone duramente provate dal terremoto: «La Regione sarà presente a qualunque costo per aiutare le famiglie che non possono rientrare nelle loro abitazioni». La vicepresidente sottolinea, con orgoglio, «la grandissima compostezza e dignità dei cittadini bresciani, che hanno affrontato questa situazione drammatica con molta pacatezza». Il suo collega Buscemi chiarisce la strategia regionale: «No alle tendopoli e alle roulotte: è una scelta netta della Regione, sottolineata anche dal presidente Formigoni. Puntiamo sull’utilizzo degli alberghi, che sul Garda non mancano, per accogliere chi non è certo delle condizioni di sicurezza della propria abitazione». Infine il presidente Cavalli, in prima linea per tutta la giornata insieme al suo assessore alla Protezione civile Corrado Scolari, manda tramite Bertolaso un messaggio al governo: «Nel 1901, con un sisma di intensità simile a questa, crollarono le case a lago di Salò. L’allora governo Zanardelli stanziò una somma ingente per la ricostruzione della cittadina. Confidiamo che il governo attuale non sia da meno».

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