lunedì, Luglio 22, 2024
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Il primo cittadino ha completato le verifiche sugli immobili di enti pubblici che hanno evaso l’imposta. Il sindaco: «Il Comune non ha mai incassato un euro di Ici dallo Stato»

Chincarini batte cassa da Prodi

È ancora presto per sapere quanto arriverà nelle casse del Comune dopo la verifica sui mancati versamenti dell’Ici per gli immobili di proprietà dello Stato, in particolare tramite l’Agenzia del Demanio, che si trovano sul territorio arilicense. Cifre a parte, però, è ormai assodato che per questi edifici non sia mai stata versata la fatidica imposta. E, cifre a parte, il sindaco Chincarini è pronto a portare a termine la sua «battaglia» per la riscossione degli arretrati.«Non è mai stata pagata l’imposta, questo è quanto abbiamo accertato sinora», conferma il primo cittadino, «e dalla prossima settimana, con il rientro dalle ferie di alcuni consulenti, dovremmo riuscire a quantificare realmente questi importi. Dopo di che, come facciamo abitualmente in questi casi, segnaleremo per iscritto agli enti interessati la situazione chiedendo di produrre l’eventuale documentazione in loro possesso che possa confutare i nostri rilievi. In assenza di controprove, dai nostri uffici partiranno i bollettini per saldare le quote dovute».È da tempo che il Comune ha attivato la verifica delle posizioni degli immobili dando il via a sistematici controlli incrociati. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha impresso un’ulteriore accelerazione all’operazione è stata la recente richiesta, da parte della Regione, di un canone di 130 euro per l’occupazione dello spazio subacqueo del Canale di mezzo dove da anni viene posizionato il Presepe del lago. «Una vergogna», ha definito la richiesta lo stesso Chincarini che a sua volta ha pensato di velocizzare i tempi delle verifiche questa volta su quanto dovuto al Comune di Peschiera.«I dati raccolti», spiega il sindaco, «confermano l’anomalia di una serie di situazioni relative agli immobili di proprietà dello Stato, in carico all’Agenzia del Demanio, perché, a quanto pare, la Regione non ha proprietà. E questo indipendentemente dal fatto che poi vi siano suoi dipendenti che utilizzano certe abitazioni».Molti dei beni demaniali sono stati dati regolarmente in concessione o anche venduti a privati. «Ci pare di aver capito», riprende Chincarini, «che al Demanio ci sia un ufficio che anche a noi Comune chiede soldi per alcuni beni, vedi le passeggiate a lago o l’area a parcheggio di fronte all’isolotto del Mandracchio, e per altri invece no. Allo stesso modo viene chiesto l’affitto ai privati che hanno in concessione determinate proprietà: penso ad alcuni chioschi, come quello all’inizio della passeggiata a lago e che ricade in parte su area demaniale e in parte su terreno privato». I controlli hanno dimostrato che il privato che gestisce l’attività paga regolarmente l’Ici al Comune per la parte di sua proprietà, mentre il Demanio, che pure riscuote l’affitto dallo stesso privato, non versa al Comune nulla per la sua parte di proprietà. «Altro problema è quello degli immobili che lo Stato ha venduto a privati che li abitano o vi hanno l’attività: chi ha acquistato paga regolarmente l’Ici così come tutte le altre imposte. Ma cosa è successo sino al momento della cessione? Come mai nessuno pagava prima?». «Per il Comune», sottolinea Chincarini, «è come se quello stesso immobile avesse cominciato ad esistere solo dopo la sua vendita. Arriviamo addirittura al caso limite di una abitazione che non risulta essere accatastata. Eppure per anni è stata abitata da un dipendente dello Stato allo stesso modo in cui sono state usati molti altri edifici che sono, invece, accatastati ma non come abitazioni perché di pertinenza delle varie caserme».Infine, l’ultima tipologia di edifici: quella delle proprietà demaniali come la caserma XXX Maggio, ex carcere militare, non più utilizzato dall’esercito che dallo scorso anno non paga più i circa 5mila euro annui di tassa rifiuti.«Questo è comprensibile, visto che la struttura è stata dimessa. Ma rimane il dubbio di cosa occorre fare nei confronti dell’Ici: un proprietario di un immobile paga l’imposta sia che decida di usare la struttura sia che la lasci vuota. Per una caserma non vale lo stesso principio? A quanto mi risulta gli unici fabbricati esentati dall’Ici sono quelli inagibili o inalienabili. Non mi pare che questo sia il nostro caso e ciò rende ancora più importante il lavoro di verifica che cercheremo di concludere al più presto».

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