La Giunta comunale di Desenzano del Garda ha approvato con la delibera n. 320 del 6 ottobre 2026 la convenzione per un intervento nell’area ex Federal Mogul, in via Marconi 131. Azione Desenzano e il Partito democratico contestano il metodo: si approva uno stralcio prima di aver definito il futuro dell’intero comparto.
Un intervento su una porzione dell’area
La domanda di permesso di costruire convenzionato è stata presentata dalla società Risanamento srl l’11 febbraio 2026 e integrata nei mesi successivi. Secondo l’albo pretorio, riguarda la demo-ricostruzione di una porzione di edificio a destinazione produttiva, all’interno di una proprietà di 30.898 metri quadrati. Il direttivo di Azione ricorda che l’intervento interessa circa 5.400 metri quadrati su un’area che supera i 30.000.
Le cifre contestate
Secondo Azione, il nuovo edificio avrebbe una superficie di 4.995,53 metri quadrati, meno di cinque metri quadrati sotto la soglia dei 5.000 oltre la quale la legge richiede un piano attuativo preventivo. Il gruppo chiede inoltre indicazioni vincolanti sulla destinazione dei 296.970 euro derivanti dalla monetizzazione degli standard urbanistici e dei parcheggi, e un impegno formale a non trasformare in futuro l’uso da produttivo-commerciale a solo commerciale.
La richiesta di un progetto complessivo
Azione dichiara di sostenere la rigenerazione urbana e gli investimenti privati, purché portino valore al territorio. Il direttivo ricorda che il recupero dell’ex Federal Mogul è una priorità del proprio programma di mandato, con aree verdi, servizi di prossimità e soluzioni abitative a costi accessibili. Chiede alla Giunta di rendere pubblico il progetto complessivo per l’intero comparto, prima di approvare i singoli stralci.
Il PD: bonifica, traffico e negozi di vicinato
Sulla stessa linea il circolo del Partito democratico di Desenzano. La segretaria Giustina Bonanno accosta la vicenda a quella dell’incubatoio al Lavagnone: l’amministrazione Malinverno, sostiene, agisce nel rispetto delle norme ma «senza alcuna volontà non dico di confronto, ma almeno di informazione», facendo passare scelte che pesano sul futuro della città come atti di ordinaria amministrazione.
Il consigliere Stefano Terzi, capogruppo di Stefano per Desenzano, ricorda di aver reso pubblici già a marzo alcuni documenti sulla trasformazione dell’area per aprire un confronto, e che nel consiglio comunale di febbraio sull’adozione del nuovo PGT l’opposizione aveva segnalato la mancanza di un piano strategico per il comparto. Da allora, dice, nessun confronto pubblico.
La capogruppo del PD Maria Vittoria Papa elenca i rischi di una trasformazione «a pezzi»: il traffico in via Marconi, la bonifica del resto dell’area, che per i costi potrebbe restare un’area fantasma, e un nuovo colpo ai negozi di vicinato di piazza Garibaldi. L’intervento è previsto dal PGT vigente, osserva, ma con il nuovo piano in discussione si poteva provare a fare diversamente.


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