giovedì, Luglio 18, 2024
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Le preoccupazioni degli operatori: «Spiegateci il perché dell’intorbidimento».
L’esperto: «Acque non rimescolate, il problema è sul fondale»

«Lago pulito in superficie»

Mentre ci sono novità «confortanti» sulla salute del Lago di Garda, l’Unione gardesana albergatori veronesi (Ugav) chiede chiarimenti all’Azienda gardesana servizi (Ags), gestore del ciclo integrato dell’acqua e la depurazione, per sapere se servano provvedimenti dopo che, la settimana scorsa, si è verificato il fenomeno di intorbidimento dovuto però, secondo l’Arpav, a una normale fioritura primaverile di alghe. Il presidente Vittorino Zanetti risponde all’Ugav: «La situazione non dipende da sversamenti del collettore ma da una situazione climatica e chimico-fisica definita dalla stessa Arpav naturale».Inoltre Zanetti fa sapere di essere disponibile ad eventuali interventi di coordinamento tra Comuni qualora fossero necessarie ricerche o approfondimenti. Uno studio complessivo sul «bacino imbrifero Garda» è necessario per gli stessi esperti, che fanno sapere come, dopo 15 anni di aumento di fosforo (nutriente che governa la crescita del fitoplancton), le acque non sembrano più caratterizzate da un trend di nutrienti algali in aumento, comunque ai massimi storici. Il bacino inoltre non s’è «mescolato»: significa che la maggior parte degli inquinanti resta sul fondo e il lago si mostra pulito, ma solo in apparenza.Lo ho rilevato Nico Salmaso, ricercatore al dipartimento risorse naturali, unità limnologia e pescicoltura, dell’Istituto agrario di S. Michele all’Adige (Trento), che ha fornito gli ultimi dati sulle medie annuali di fosforo rilevate nel 2006, sulla base di prelievi mensili.«Evidenziano un rallentamento e una stabilizzazione delle concentrazioni medie annue di fosforo totale nell’intera colonna d’acqua (prelievi a tutte le profondità)», dice. Mancando una studio specifico sui carichi di nutrienti nel lago è però difficile individuarne la causa: «Serve una ricerca che consideri tutto quanto finisce nel lago, non solo dal collettore, ma da fiumi, prati, colture, fognature», osserva Salmaso.L’altra novità, recente: in primavera si è raggiunta la minima estensione verticale del «mescolamento» che ha determinato una diminuzione di nutrienti algali (fosforo in particolare) nelle acque superficiali, legata al clima. «Il rifornimento di tali nutrienti dagli strati profondi ai superficiali è stato minimo», spiega. «Il mescolamento ha interessato infatti uno strato modesto (meno di 100 metri dalla superficie) per cui non s’è verificata una completa fertilizzazione delle acque superficiali. Tutto ciò è dovuto a un inverno molto mite, all’incompleto raffreddamento della colonna d’acqua». Le conseguenze saranno visibili: «Ci sono le condizioni affinché il lago, nei prossimi mesi, possa apparire più pulito, ma in superficie», dice. Il fosforo resta sul fondo, come la spazzatura nascosta sotto il tappeto: «Paradossalmente quando il lago “gira” poco è anche più pulito, è il mescolamento a riportarlo alla condizione reale».Un’inversione di tendenza? «Occorre essere prudenti. Siamo forse a una stabilizzazione delle concentrazioni, pur sempre alte», dice Salmaso. Resta la preoccupazione dovuta all’aumento di nutrienti rilevato dagli anni Settanta su tutta la colonna d’acqua. Alla fine degli anni ‘80 sono apparse infatti nuove specie di cianobatteri, la Anabaena lemmermanii, responsabile delle fioriture viste anche l’estate scorsa. “Urge studiare gli aspetti ecologici che portano a tale manifestazione, facendo attenzione alla componente tossicologica. L’Anabaena è nota per i suoi ceppi tossici capaci di produrre neurotossine ed epatotossine: bisogna capire se esistono nel lago».La prospettiva: «Come in tutti laghi sud-alpini, sul Garda s’è riscontrata una tendenza al riscaldamento delle acque profonde, connesso al riscaldamento globale, che può avere conseguenze negative, portare a una minore frequenza di “mescolamento”, con conseguenze negative sui livelli di ossigenazione».

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