giovedì, Maggio 23, 2024
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Il cambio di proprietà non dovrebbe mutare la gestione. Il Gruppo Renova, colosso del gas. Villa Feltrinelli ceduta al magnate del petrolio Victor Vekselberg

Soldi russi per l’hotel dei vip

Villa Feltrinelli di Gargnano, ultima dimora di Benito Mussolini tra il 1943 ed il 1945, da qualche anno trasformata in hotel esclusivo e di lusso, è nuovamente passata di mano. Bob Burns, inglese con residenza ad Hong Kong, titolare della Pharmimpex, proprietaria della Villa, ha ceduto a Victor Vekselberg, magnate russo che si occupa, attraverso «Renova», di petrolio, gas, alluminio, manganese e altri investimenti, sia in Russia che in altri Paesi, a partire dal Sud Africa. Nel 2005 gli affari del gruppo Renova, un vero e proprio colosso finanziario che conta 100.000 dipendenti, hanno toccato i nove miliardi di dollari e, di recente, è stato incrementato il programma di investimenti per il consumo di gas in sei regioni dell’ex Unione Sovietica. La sola rete di distribuzione del gas, gestita da Renova, si estende su 13.500 chilometri.Di cifre ufficiali relative alla transazioni non si parla, naturalmente, ma una delle trattative avviate qualche mese fa (Bresciaoggi ne aveva parlato in due occasioni lo scorso autunno, il 7 ed il 26 novembre) ruotava attorno a 90 milioni di euro per l’intera proprietà. L’immobile ed i due ettari di parco infatti si trovano in posizione invidiabile a Nord di Gargnano, direttamente sul lago. La villa-hotel attualmente è composta da un edificio principale cui si accostano altri fabbricati e la limonaia.Al valore dell’immobile e della posizione si aggiungono l’importanza storica, legata per un verso alla florida borghesia gardesana del Novecento, con i Feltrinelli a lasciare il segno sul Garda, e per l’altro al soggiorno di Benito Mussolini, che da qui guidò per 18 mesi l’avventura della Repubblica sociale italiana, conclusasi con la sconfitta del fascismo e l’esecuzione del Duce nella zona di Dongo.A fronte del cambio della proprietà di Villa Feltrinelli, nulla invece dovrebbe mutare per gli aspetti che riguardano la gestione dell’hotel, che dovrebbe procedere come per il passato: clienti di rango, dal portafoglio corazzato e massima riservatezza da parte del personale.Quanto al consiglio di amministrazione, qualche modifica si è verificata dopo le dimissioni collettive, successive alla cessione della proprietà. Quasi tutte le dimissioni, però, sono state respinte ed i consiglieri restano pertanto al loro posto. Ma in un paio di casi, relativi ai «grandi nomi», le sostituzioni sono avvenute ed ora in Consiglio siedono i rappresentanti della nuova proprietà, che è esercitata attraverso una società svizzera che, a sua volta, ha nominato due legali milanesi per rappresentarla. Silenzio assoluto per ora, è ovvio, sui nomi.Il pensiero corre adesso al futuro di Villa Feltrinelli, che conta una sessantina di dipendenti. C’è attesa soprattutto per gli investimenti che i nuovi proprietari saranno disposti a mettere in campo.Tra le voci bene informate che corrono adesso, ce ne sono che parlano con un certo ottimismo di un ampliamento dell’attività, che potrebbe allargare l’operatività all’intero anno, senza essere limitata solamente alla stagione che si estende da aprile a ottobre, come accade ora, seguita dalla chiusura dei battenti nei mesi invernali. Se la scelta andasse davvero in questa direzione, una opportunità – per ora solo ipotizzata – sarebbe costituita dall’avvio di una «Beauty Farm». Ipotesi interessante e che, sul Garda, conta già molti e collaudati esempi (come l’Imperial a Limone o il Paradiso a Fasano, per citarne un paio), ma che a Villa Feltrinelli richiederebbe accorgimenti particolari, che possano consentire agli ospiti spostamenti rapidi e comodi per il trasferimento dai nuovi spazi, che verrebbero creati, verso le attuali camere, collocate nell’edificio storico.Ad oggi, Villa Feltrinelli opera con una ventina di camere, che sono distribuite tra il corpo centrale dell’albergo e le lussuose dependance. I prezzi sono già esclusivi ed oscillano tra i 700 ed i 3.200 euro a notte. Saranno certamente destinati ad un ulteriore incremento, in caso la scelta di una trasformazione in lussuosa «beauty farm» dovesse avere un seguito.«Nessun commento», infine, è quanto ci si sente rispondere dallo studio «Siracusa» di Brescia, che segue gli interessi amministrativi e legali di Villa Feltrinelli. Con cortesia, Claudia Siracusa dice di «non avere informazioni in merito». La Villa non è in attività in questo momento ma il direttore Markus Odermatt, che ieri non si trovava in Italia, oggi sarà a Gargnano.In questi anni di attività, Villa Feltrinelli ha avuto ospiti importanti, protetti da una rigida riservatezza. Molti l’hanno scelta per le loro nozze. In un caso, vi ha soggiornato l’ex presidente americano Bill Clinton, in Europa per il matrimonio dell’erede al trono di Spagna. La notizia trapelò solamente dopo la partenza del personaggio. In un altro caso fu l’attore Richard Gere a riposare in riva al lago, ma fu proprio lui a volere fare quattro passi in paese, mandando in visibilio le sue fans. Una cosa però è certa: a fare la parte del leone, con la loro presenza ed i loro soldi, fino ad ora sono stati gli stranieri, statunitensi in testa.

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