dal 17 settembre al 18 dicembre 2009 presso Fruttiere di Palazzo Te diMantova,

A Palazzo Te scatta Nuvolari

09/07/2009 in Mostre
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Di Luca Delpozzo

Pro­prio da ques­ta doppia accezione di “scat­ta” pren­dono vita due mostre in una: un per­cor­so ded­i­ca­to al pilota e uno ded­i­ca­to al fotografo, per­cor­si solo ideal­mente dis­giun­ti dato che sono molti i casi in cui Nuvolari fotografa pro­prio momen­ti e pro­tag­o­nisti del mon­do inter­nazionale delle due e delle quat­tro ruote.Le immag­i­ni, mai pri­ma esposte al pub­bli­co, apparten­gono ad un “cor­pus” di 2575 neg­a­tivi recen­te­mente ritrovati, stu­diati e dig­i­tal­iz­za­ti per inter­ven­to del­la Fon­dazione Ban­ca Agri­co­la Man­to­vana che pro­muove anche la grande mostra alle Frut­tiere di Palaz­zo Te. A curare l’e­s­po­sizione sono due gran­di spe­cial­isti di sto­ria del­l’au­to­mo­bil­is­mo: Gian­ni Can­cel­lieri e Adol­fo Orsi.Dell’imponente tesoret­to di immag­i­ni dovute all’o­bi­et­ti­vo di Nuvolari, la mostra pro­pone, un per­cor­so che ha come tito­lo “Lo sguar­do di Tazio”, una selezione di cir­ca 250 scat­ti. In queste foto il grande pilota riv­ela non soltan­to un’ot­ti­ma tec­ni­ca di ripresa (sen­so del­l’in­quad­ratu­ra, stu­dio degli effet­ti di luce e via dicen­do) ma anche una curiosità che potrem­mo definire vivace­mente cro­nis­ti­ca e un’at­ten­zione alla realtà cir­costante che dan­no a questo pic­co­lo pat­ri­mo­nio icono­grafi­co un val­ore di tes­ti­mo­ni­an­za asso­lu­ta­mente inat­te­so e di grande interesse.Molte di queste foto sve­lano l’an­i­ma pro­fon­da di Nuvolari e la sua sen­si­bil­ità, pro­fon­da­mente toc­ca­ta dal­la morte dei due figli (a quel­la di Gior­gio, nel 1937, fece segui­to quel­la di Alber­to, nel 1946, l’uno e l’al­tro diciot­ten­ni). Dolori, si dice, che Tazio cer­cò di super­are pro­prio gra­zie alla cat­turan­do nel­la pel­li­co­la la vita nei suoi sin­goli momen­ti, cer­can­do così di sot­trar­la alla morte.Sono immag­i­ni datate soprat­tut­to tra il 1937 e i pri­mi anni del­la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale, in un per­cor­so tra pub­bli­co e pri­va­to, immag­i­ni del­la moglie, dei figli, del mon­do delle corse, dei viag­gi, sem­pre però in un’ot­ti­ca sommes­sa­mente pri­va­ta, da osser­va­tore più che da pro­tag­o­nista, mai o rara­mente autocelebrativa.Accanto a questo splen­di­do “diario”, la grande mostra di Palaz­zo Te pro­pone il Nuvolari più conosci­u­to, l’e­popea emozio­nante del “man­to­vano volante”, miti­co e non dimen­ti­ca­to pilota da cor­sa di noto­ri­età mon­di­ale, l’as­so che fra moto e auto collezionò 141 vit­to­rie (di cui 70 assolute e 71 di classe), 5 pri­mati inter­nazion­ali di veloc­ità, 1 tito­lo di Cam­pi­one d’Eu­ropa e 7 di Cam­pi­one d’I­talia. Ques­ta sezione non pote­va che avere per tito­lo “L’as­so degli assi”, a ricor­do di un uomo che volle, sino all’ul­ti­mo, pie­gare la vita alla sua pas­sione per i motori e per i pri­mati. In ques­ta parte del­la mostra riv­ivran­no le immag­i­ni più famose delle sue imp­rese, torner­an­no i tro­fei da lui con­quis­ta­ti sulle strade e i cir­cuiti di tre con­ti­nen­ti. Tren­t’an­ni di sto­ria delle corse e d’I­talia, tra il 1920 e il 1950, ripro­posti attra­ver­so foto, fil­mati e cimeli, insieme alle auto che con lui furono pro­tag­o­niste, dal­la Alfa Romeo 8C 2300 Mon­za alla Auto Union tipo D, alla Bugat­ti T37, alla Maserati 8CM, che Nuvolari portò alla vit­to­ria. Ma anche le moto, dal­la Bianchi “Frec­cia azzur­ra” alla Nor­ton 500 OHV, dal­la Bor­go 500 alla Garel­li 350 GP, che cav­al­cò sulle strade e sulle piste pri­ma di pas­sare alle quat­tro ruote. E l’ul­ti­ma vet­tura che si rive­drà in Italia a più di 30 anni dal­l’ul­ti­ma espo­sizione), quel­la Cisi­talia Grand Prix con la quale, imboc­ca­to ormai da tem­po il viale del tra­mon­to, sognò il ritorno all’u­ni­co mon­do che ama­va, quel­lo delle corse.Ne emerge un pic­co­lo, immen­so uomo, inca­pace di cedere anche davan­ti a dif­fi­coltà enor­mi. Le sfor­tune e i lut­ti per­son­ali resero il pub­bli­co ancor più appas­sion­a­to nei suoi con­fron­ti. La sua deter­mi­nazione lo portò, prover­bial­mente, a insis­tere nelle gare anche quan­do l’au­to perde­va pezzi, o era in fiamme. Nel 1925, men­tre si allena­va sul­la pista di Mon­za, uscì di stra­da fer­en­dosi in modo molto serio. Una sola set­ti­mana dopo las­ciò l’ospedale con­tro il parere dei medici, cop­er­to di bende e fas­cia­ture, si fece aiutare dai mec­ca­ni­ci a montare sul­la moto, poiché a sten­to si regge­va in pie­di, e vinse.Nel 1930 vinse la davan­ti ad Achille Varzi, sor­pas­san­do­lo poco pri­ma del­l’al­ba: si rac­con­tò che, per rag­giunger­lo sen­za far­si notare e super­ar­lo a sor­pre­sa, Nuvolari spense i fari guidan­do al buio. Episo­dio autorevol­mente smen­ti­to (il sor­pas­so avvenne a giorno fat­to) ma mai da lui che, grande reg­ista di se stes­so, ben sape­va che il potere del­la leggen­da è supe­ri­ore a quel­lo del­la storia.Nel 1935, nel Gran Pre­mio di Ger­ma­nia sul­la pista del Nür­bur­gring, Nuvolari si impose guidan­do un’Al­fa Romeo net­ta­mente infe­ri­ore alle poten­ti vet­ture tedesche in gara. Vinse con una clam­orosa rimon­ta dopo essere rimas­to attarda­to nel­la sos­ta per il riforn­i­men­to di ben­z­i­na: anco­ra all’inizio del­l’ul­ti­mo giro ave­va un ritar­do di 30″ dal pri­mo! Si dice che gli orga­niz­za­tori, che non ave­vano pre­so in con­sid­er­azione una vit­to­ria ital­iana, non trovan­do il dis­co con la Mar­cia Reale (l’In­no Ital­iano del­l’e­poca) suonarono alla cer­i­mo­nia di pre­mi­azione “ ‘O Sole mio”.Nel 1948, all’età di 56 anni, a sor­pre­sa Nuvolari prese anco­ra il via nel­la Mille Miglia: pri­ma che prob­le­mi mec­ca­ni­ci lo costringessero al ritiro, rimase a lun­go in tes­ta alla gara infliggen­do agli avver­sari dis­tac­chi enor­mi. Il 10 aprile 1950 dis­putò la “Sali­ta al Monte Pel­le­gri­no” in Sicil­ia su Cisi­talia-Abarth 204 del­la Squadra Car­lo Abarth (anche ques­ta vet­tura sarà tra quelle esposte). Ottenne la vit­to­ria nel­la classe fino 1100 cc Sport e il quin­to pos­to asso­lu­to. Fu l’ul­ti­ma gara di Nuvolari e la sua ulti­ma vit­to­ria. Poi tre anni più tar­di la morte e il defini­to ingres­so nel­la leggenda.La mostra avrà due tes­ti­mo­ni­al d’ec­cezione: Lucio Dal­la, per il suo famoso cd con­te­nente la can­zone “Nuvolari”, e il cam­pi­one moto­ci­clis­ti­co Loris Capirossi, per Eber­hard Italia, Soci­età spon­sor del­la man­i­fes­tazione, uni­ta­mente alla Soci­età Leoni Moto, che met­terà a dis­po­sizione una ves­pa Yama­haa “Gig­gle”, che ver­rà sorteggia­ta fra tut­ti i let­tori del­la Gazzetta di Man­to­va che pre­sen­ter­an­no alla cas­sa l’ap­pos­i­to coupon.“Quando scat­ta Nuvolari” Man­to­va, Palaz­zo Te, dal 17 set­tem­bre al 18 dicem­bre 2009. Orario: lunedì 13–18; martedì/domenica 9–18. 

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