Alberghiero a rischio. Gli insegnanti: «Giù le mani dalla scuola»

. A Villa Alba 260 allievi in 13 classi

01/04/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
se.za.

L’Is­ti­tu­to pro­fes­sion­ale alberghiero «Cate­ri­na de’ Medici» di Gar­done Riv­iera (pre­side Adal­ber­to Avanzi, vice Francesco Muscetta) lan­cia un allarme. «Giù le mani dal­la scuo­la — dicono gli inseg­nan­ti e il per­son­ale di seg­rete­ria -. Chiedi­amo di pot­er pros­eguire la nos­tra attiv­ità. Purtrop­po giun­gono seg­nali con­trad­di­tori, che non las­ciano ben sper­are». Sono 260 gli allievi, sud­di­visi in 13 clas­si: quat­tro prime, tre sec­onde (il bien­nio gener­i­co di ori­en­ta­men­to è comune), due terze (con spe­cial­iz­zazione di cuci­na o sala-bar o seg­rete­ria), due quarte e altret­tante quinte (è pos­si­bile con­seguire la matu­rità in tec­ni­co dei servizi tur­is­ti­ci oppure del­la ris­torazione). «Le preis­crizioni sono aumen­tate. Abbi­amo 90 ragazzi che fre­quenter­an­no la pri­ma nel 2001/02. E le terze diven­ter­an­no tre. Occor­rono almeno un paio di aule in più: atten­di­amo la rispos­ta del sin­da­co Alessan­dro Baz­zani, che forse ci con­sen­tirà di uti­liz­zare la vic­i­na scuo­la media. Teni­amo bene il pas­so, però…». Più che di dover­si pri­vare del­la sezione stac­ca­ta di Desen­zano (400 stu­den­ti), forse accor­pa­ta all’I­tis di Lona­to, il «Cate­ri­na de’ Medici» teme di essere sbal­lot­ta­to chissà dove. «Non vor­rem­mo fare la fine del vaso di coc­cio, stri­to­la­to. L’al­berghiero è sor­to qui e qui ha trova­to la forza di crescere». Fu la pri­ma scuo­la del genere in Lom­bar­dia. Ce n’era una a Stre­sa, in Piemonte, e l’al­tra ad Abano, nel Vene­to. L’idea nacque durante una crociera nel Mediter­ra­neo. Ne par­larono l’onorev­ole Gian­ni Pedi­ni, il diret­tore gen­erale al min­is­tero del­la Pub­bli­ca istruzione Alear­do Sac­chet­to (poi diven­ta­to pres­i­dente del Vit­to­ri­ale, dal ’64 al ’74), il pro­pri­etario del Grand Hotel (Enri­co Miz­zaro), i respon­s­abili degli isti­tu­ti alberghieri già creati e il pro­fes­sor Costante Bel­let­ti. Tut­ti con­cor­darono sul fat­to che Gar­done Riv­iera sarebbe sta­ta la cor­nice adat­ta, e Vil­la Alba la sede ide­ale. C’era un osta­co­lo da super­are: l’ed­i­fi­cio appartene­va alla Saf­fa di , la dit­ta pro­dut­trice dei fiammiferi. Allo­ra il Comune vendette uno spic­chio del par­co, autor­iz­zan­do la costruzione del­l’Eu­ro­tel, e coi sol­di incas­sati acquistò per 40 mil­ioni la splen­di­da Vil­la. Molti oper­a­tori tur­is­ti­ci locali fir­marono le cam­biali, garan­ten­do il paga­men­to. La scuo­la iniz­iò nel ’61, con 23 ragazzi. Proveni­vano un po’ da tut­ta la provin­cia. Le iscrizioni ven­nero rac­colte nel sot­toscala del munici­pio. Nei pri­mi mesi Bel­let­ti (il pre­side) e gli stu­den­ti man­gia­vano assieme ai mura­tori. In dicem­bre furono istal­late le cucine. Def­i­nite le sezioni (tre: Cuci­na, Sala-bar, Seg­rete­ria d’al­ber­go), l’an­no dopo gli allievi diven­tarono 90. I seg­reti del boom imme­di­a­to? L’ar­ri­vo di due per­son­ag­gi di spic­co, appe­na andati in pen­sione: Mari­no Tri­gari, maitre del Savoy, e Car­lo Pag­gi, cuo­co del Grand Hotel. Quest’ul­ti­mo ave­va avu­to tra i suoi cli­en­ti Win­ston Churchill. Vil­la Alba ha ospi­ta­to nomi d’al­to ran­go: Andrej Gromiko, min­istro degli Esteri rus­so, accom­pa­g­na­to da Giuseppe Luraghi (Alfa Romeo) e Gino Luc­chi­ni; Gio­van­ni Leone, pri­ma di essere elet­to pres­i­dente del­la Repub­bli­ca; Arnol­do Mon­dadori, cui venne con­feri­ta la cit­tad­i­nan­za ono­raria. Poi la scuo­la, trasfer­i­tasi nel­la sede nuo­va, si è chia­ma­ta «Cate­ri­na de’ Medici». Gar­done Riv­iera ha figlia­to gli isti­tu­ti alberghieri di Dar­fo, (spon­da veronese del lago), Bres­cia-cit­tà, Idro e Desen­zano, l’u­ni­co anco­ra alle dipendenze.