Mancano venti giorni al Gran Carnevale, ma tra i costruttori di carri arcensi e rivani la battaglia è già entrata nel vivo

Angelini de Stranforio ha lanciato il guanto della sfida

06/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
cad.

Sono in fib­ril­lazione i costrut­tori arcensi di car­ri alle­gori­ci del gran . Anche quest’an­no, infat­ti, in palio c’è l’«Arco d’Ar­gen­to», l’am­bito pre­mio al vinci­tore del cor­so mascher­a­to e i rivani, che da quat­tro anni parte­ci­pano da pro­tag­o­nisti alla sfi­la­ta car­nescalesca, han­no già lan­ci­a­to il guan­to del­la sfi­da, sicuri del­la vit­to­ria. Nel 2000 non rag­giun­sero l’o­bi­et­ti­vo per essere sta­ti, sec­on­do i rivani, snob­bati dal­la giuria per via del soli­to cam­panil­is­mo (anche se s’ag­giu­di­carono il «pre­mio sim­pa­tia» vota­to dal­la marea degli spet­tat­tori). A lan­cia­re il procla­ma è Gian Car­lo Aldo Maria degli Angeli­ni de Stran­forio, per gli inti­mi sola­mente Gian Car­lo Angeli­ni, che si avvale del diret­tore artis­ti­co Rober­to Piaz­za e del comi­ta­to man­i­fes­tazioni rivane, tra i quali Ezio Buon­aluce, Giu­liano Miori, Lau­ra e Rena­to Civet­ti­ni. «Non è la soli­ta spara­ta a salve carnevalesca, ma sono sicuro di portare in Roc­ca, a mo’ di tro­feo di con­quista, l’«Arco d’ar­gen­to» — provo­ca degli Angeli­ni — Tra noi e gli altri con­cor­ren­ti v’è l’abis­so, per via del­la dif­fer­ente “classe” nel­l’alles­ti­men­to dei car­ri. La nos­tra costruzione, che ha per tema la fia­ba di Mary Pop­pins, avviene in modo artis­ti­co, cre­ati­vo. Lavo­riamo come i “maestri” dei pres­ti­giosi carnevali di San­re­mo e Viareg­gio. Tut­to viene allesti­to a mano, da cer­tosi­ni, e ricop­er­to da pezzi di gior­nale incol­lati per for­mare la famosa car­tapes­ta. Poi la col­orit­u­ra e l’ad­dob­bo. I nos­tri avver­sari, invece, di artis­ti­co han­no ben poco. Usano in gran parte pezzi rici­clati preparati altrove e la dice lun­ga il fat­to che i loro for­n­i­tori sono i costrut­tori di Viareg­gio con i quali han­no un col­lauda­to feel­ing, cor­rob­o­ra­to da peri­odiche «trasferte di lavoro». L’u­ni­ca pre­oc­cu­pazione è la giuria, spe­ri­amo, ma dubito, che non abbia il “male del cam­panile”. Per un giudizio più salomon­i­co, infat­ti, dovrebbe ten­er con­to di come s’ap­prontano i carri».L’indomita bal­dan­za dell’«ammiraglio» degli Angeli­ni de Stran­forio ha toc­ca­to nel vivo i costrut­tori arcensi e due di essi, Mario Mat­teot­ti del grup­po dei «Mat­tac­chioni» e Ren­zo Ischia, il popo­lare «Gno­chet» dei «Bur­loni», han­no rispos­to per le rime. «Ogni anno i “rivanei” pro­pon­gono le solite fav­ole venate dal “mal d’al­ga” vuol dire che non han­no le idee per temi impeg­na­tivi come i nos­tri — incalzano i due — e, quin­di, ci chiedi­amo come pen­sano di pot­er vin­cere? Di cer­to, anche nel 2002, il filone dei bena­cen­si srà il soli­to: sto­riel­la per bam­bi­ni con l’im­man­ca­bile imbar­cazione. Nel 1999 alle­stirono un veliero, ora una bar­che­t­ta e l’an­no prossi­mo? Un bar­cone garde­sano? Aspettare per credere».

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