Aperti i termini per la prevendita dei 181 garage privati, da ricavare nella struttura che sarà realizzata di via Brunati. Priorità a residenti e operatori economici. Sei mesi di tempo per la domanda

Autosilo, scatta la «corsa» ai box

19/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ieri è inizia­ta l’operazione di pre­ven­di­ta dei 181 box del nuo­vo autosi­lo di Salò, in via Brunati. I pro­pri­etari di immo­bili con des­ti­nazione res­i­den­ziale, com­mer­ciale, direzionale o tur­is­ti­co-ricetti­va avran­no sei mesi di tem­po per chiedere l’assegnazione, ver­san­do una cauzione di 10mila euro e impeg­nan­dosi a cos­ti­tuire vin­co­lo per­ti­nen­ziale. Dopo il 18 aprile 2007 i box non preno­tati saran­no cedu­ti sul libero mercato.L’operazione è por­ta­ta avan­ti con­giun­ta­mente dal munici­pio e dal­la Costruzioni bres­ciane tren­tine (Ctb), una cor­da­ta com­pos­ta dal­la Roda di Pon­te­vi­co, dal­la Pavoni di Vobarno e dal­la Pasquaz­zo di Ivano Fra­ce­na. Benchè il cantiere sia sta­to uffi­cial­mente aper­to, per l’esecuzione di opere provvi­sion­ali (recinzioni, pon­teg­gi, seg­nalet­i­ca) i lavori di sca­vo non sono anco­ra iniziati.L’autosilo, che da solo costerà più di sei mil­ioni di euro, pari a una dozzi­na di mil­iar­di di vec­chie lire, sorg­erà nel ter­rapieno dell’ex campet­to di cal­cio del col­le­gio Civi­co che, fino a poche set­ti­mane fa, accoglie­va un centi­naio di vet­ture. Ne usci­ran­no ben sei liv­el­li, di cui due sot­to la stra­da. Tre piani del parcheg­gio (i due inter­rati, il piano ter­reno e una porzione del sec­on­do), per 181 posti auto, sono quel­li ora mes­si in ven­di­ta. Gli altri tre (pri­mo, sec­on­do e cop­er­tu­ra a raso), per 242 spazi, saran­no invece pub­bli­ci con tar­if­fa oraria, e pos­si­bil­ità di abbona­men­ti set­ti­manali o mensili.Allo scopo di met­tere in sicurez­za il cantiere e gli edi­fi­ci, l’oro­grafia del luo­go rende nec­es­sario il con­sol­i­da­men­to del ter­reno. I micropali, i diafram­mi (le berli­ne­si) e i tiran­ti-ancor­ag­gi appli­cati lun­go il perimetro dovreb­bero per­me­t­tere di real­iz­zare l’opera sen­za prob­le­mi di frane o crol­li. La nuo­va muratu­ra ver­ti­cale in cemen­to arma­to servirà da sup­por­to per i vari piani e le rampe di accesso.All’ingresso, in via Brunati, pre­vista una rota­to­ria, per garan­tire meglio lo scor­ri­men­to del traf­fi­co veicolare.Ma l’intervento, attua­to con la for­mu­la del project financ­ing, non si limi­ta a ques­ta strut­tura. Il com­par­to include infat­ti l’ex col­le­gio civi­co, l’ex chiesa di San­ta Giusti­na, le ex ele­men­tari «Fratel­li Cervi» e l’ex mater­na «Bravi», edi­fi­ci chiusi da anni, tut­ti apparte­nen­ti all’­Opera pia car­ità laicale & Isti­tu­to Lodro­ni­ano (in buona parte) e al comune (in quo­ta minore).Oltre all’autosilo nel ter­rapieno, si real­izzer­an­no il Palaz­zo del­la cul­tura (4.076 mq.), negozi e attiv­ità terziarie come stu­di pro­fes­sion­ali, edi­cole, far­ma­cie, eccetera (1.053 mq.), appar­ta­men­ti (3.249), con parcheg­gi per 120 auto, e un’area verde da 4.000 mq, di cui 2.866 attrezzati.«Un’operazione che, per essere com­ple­ta­ta, richiederà cinque, sei anni di tem­po — dichiara il sin­da­co -. Un inves­ti­men­to com­p­lessi­vo da 30 mil­iar­di di vec­chie lire, 16 mil­ioni di euro». Prog­et­to redat­to dal­l’ar­chitet­to Maria Pao­la Corvi e dal­l’ingeg­nere Antoni­no Alesci.Il Palaz­zo del­la cul­tura ospiterà, tra l’altro, il del vio­li­no. Lo stru­men­to più impor­tante, come abbi­amo già scrit­to, sarà il con­tra­b­bas­so fir­ma­to da Gas­paro nel 1590, ven­du­to nei giorni scor­si dal mae­stro pia­centi­no Leonar­do Colon­na all’imprenditore edile Gian­car­lo Bion­do, che lo darà in comoda­to al munici­pio per ven­ti anni. L’obiettivo è di inse­di­are nel Palaz­zo pub­bli­co des­ti­nazioni in gra­do di attrarre il tur­is­mo anche d’inverno.Per quan­to riguar­da i fab­bri­cati «pri­vati», alcu­ni spazi (por­ti­ci, pas­sag­gi pedonali) saran­no di uso pubblico.

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