Lo storico capitano parla della società di navigazione e "spara" su coloro che hanno perso le antiche radici lacustri

Bacchin: «Navigarda pronta a qualsiasi emergenza»

09/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
gl.m.

«Siamo pron­ti. Se l’in­ten­zione dei ver­ti­ci provin­ciali tren­ti­ni è quel­la di non riaprire la fino a quan­do non sarà real­iz­za­to il paven­ta­to tun­nel per Limone, la è pron­tis­si­ma a sob­bar­car­si il com­pi­to di garan­tire il col­lega­men­to, via lago, tra Riva e la spon­da bres­ciana». Paro­la di cap­i­tano, paro­la di Francesco Bacchin, uno dei coman­dan­ti “stori­ci” nel­la flot­ta garde­sana del­la Nav­i­gar­da. Un inter­ven­to mira­to, il suo, alla dife­sa del­l’azien­da in cui è imp­ie­ga­to da cir­ca un ven­ten­nio e che conosce alla per­fezione. A tal pun­to da pot­er esprimere un giudizio attendibile sul­lo sta­to delle cose che riguar­da la Nav­i­gar­da e quin­di anche in proiezione futu­ra. «Abbi­amo gli uomi­ni ed i mezzi per fron­teggia­re ques­ta par­ti­co­lare situ­azione — rac­con­ta il cap­i­tano — e la nos­tra flot­ta sta crescen­do. Oltre a quelle già in dotazione sti­amo acqui­s­tan­do altre navi che presto solcher­an­no le acque del Gar­da. Solo che non dipende uni­ca­mente da noi. Occorre che ognuno fac­cia la pro­pria parte per­ché altri­men­ti suc­cede come due anni fa quan­do per fron­teggia­re l’e­mer­gen­za di quel­la trag­i­ca frana, che ave­va iso­la­to Limone dal Trenti­no, era­no sta­ti mes­si a dis­po­sizione traghet­ti e bat­tel­li che pun­tual­mente viag­gia­vano vuoti. E questo per­ché c’er­a­no i pull­man che face­vano il giro da Tremo­sine. Occorre mag­giore seri­età da parte di chi ammin­is­tra e gov­er­na. Non si può, ad esem­pio, aspettare che ven­ga giù la frana o peg­gio che ci scap­pi il mor­to per pren­dere provved­i­men­ti. Sul­l’on­da del­l’e­mo­tiv­ità per il dram­mati­co inci­dente del febbraio’99 era sta­to ipo­tiz­za­to un inter­ven­to di mes­sa in sicurez­za del­la stra­da per Limone e per questo noi del­la Nav­i­gar­da erava­mo sta­ti posti in pre­al­larme. Ma poi nul­la è sta­to fat­to ed ora siamo di nuo­vo da pun­to e accapo». Nelle dichiarazioni di Francesco Bacchin c’è spazio anche per una pun­ta d’or­goglio nos­tal­gi­co: «Riva si è com­ple­ta­mente dimen­ti­ca­ta delle pro­prie orig­i­ni che sono lacus­tri e non mon­tanare come pen­sa qualche ammin­is­tra­tore. Oggi si ver­gogna addirit­tura di possedere un por­to e per questo lo ha camuffa­to con “lava­tri­ci”, pen­si­line “fer­roviarie” e fior­iere che intral­ciano il pas­sag­gio. E pen­sare che è sta­ta persi­no una delle prime e più note scuole navali del nord d’Italia».