«Presto non ci saranno più gli obiettori», sottolinea Signorelli. Si cercano volontari per creare un gruppo

Banca del tempo al via

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

C’è la creazione di una Ban­ca del tem­po tra i prog­et­ti dell’Amministrazione comu­nale e, in par­ti­co­lare, di Rena­to Sig­norel­li, con­sigliere del­e­ga­to al sociale. All’origine dell’iniziativa, la del Comune che reg­is­tra una con­sis­tente pre­sen­za di per­sone che super­a­no i 65 anni: ben 787 uomi­ni e 1.158 donne, per un totale di 1.943 su una popo­lazione totale di 8.953 per­sone. «Ma vi sono anche più di set­tan­ta ultra­ot­tan­ten­ni», spie­ga lo stes­so con­sigliere, «e cre­do sia nat­u­rale che un’amministrazione desideri far sen­tire la sua pre­sen­za anche e soprat­tut­to con questi cit­ta­di­ni più bisog­nosi di atten­zioni degli altri». Atten­zioni che sino al prossi­mo mese di giug­no e luglio sarà anco­ra garan­ti­to dal­la pre­sen­za degli obi­et­tori di coscien­za. «Dopo quel peri­o­do, però, non ci sarà più la pos­si­bil­ità di usufruire di queste preziose col­lab­o­razioni e quin­di dovre­mo trovare tra la nos­tra gente la rispos­ta a ques­ta neces­sità sociale». Sig­norel­li sot­to­lin­ea che la volon­tà dell’amministrazione non è solo quel­la di man­tenere l’assistenza for­ni­ta sino­ra. «Ci piac­erebbe dare vita a una vera e pro­pria Ban­ca del tem­po libero», spie­ga il con­sigliere. «Chi­unque può met­tere a dis­po­sizione del­la comu­nità un po’ di tem­po e le sue com­pe­ten­ze per far fronte a prob­le­mi anche banali, come cam­biare una lam­pad­i­na. Prob­le­mi che pos­sono diventare osta­coli insor­montabili per chi non ha altre risorse se non quel­la di aspettare un aiu­to ester­no». Sig­norel­li pre­cisa che il prog­et­to è pron­to a par­tire non appe­na sarà indi­vid­u­a­to un grup­po di poche per­sone, pun­to di rifer­i­men­to per l’intera orga­niz­zazione. «Chiedi­amo alla nos­tra cit­tad­i­nan­za di dare un’ennesima pro­va di sen­si­bil­ità e disponi­bil­ità. Questo sarà un pas­so in più, con la certez­za», con­clude il con­sigliere del­e­ga­to al sociale, «che quest’esperienza sarà un arric­chi­men­to per tutti».

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