Si è rinnovata la tradizione del bagno per il saluto al nuovo anno davanti a una folla di curiosi. Un gruppetto di temerari si è gettato nelle acque gelate del lago

Benvenuto 2002 con un tuffo

02/01/2002 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Brenzone

Nel seg­no del­la tradizione. Da quat­tordi­ci anni nel cen­tro del­l’al­to lago un grup­po d’am­i­ci salu­ta l’ar­ri­vo del pri­mo del­l’an­no con un tuffo nel Benà­co. Una con­sue­tu­dine aper­ta a tut­ti ma che, guar­da caso, sten­ta ad allargare la cer­chia a nuovi adep­ti. «Una ques­tione mera­mente di gra­di, di tem­per­atu­ra del­l’ac­qua», sosten­gono e a ragione con­vin­ti il grup­pet­to di cor­ag­giosi che nonos­tante l’a­van­zare del­l’età non ha nes­suna inten­zione di met­tere la tes­ta a pos­to. Una sod­dis­fazione per loro doppia quan­do ai soli­ti visi noti si aggiunge all’ul­ti­mo sec­on­do (non serve l’in­vi­to scrit­to) un altro temer­ario. Un’oc­ca­sione da fes­teggia­re con una poderosa stret­ta di mano, un sor­riso assas­si­no e un pen­siero del tipo: «Ma questo avrà tutte le rotelle a pos­to?». Di cer­to Ange­lo Fac­chet­ti, nes­suna par­entela con il cele­bre terzi­no sin­istro del­l’In­ter, ha sim­pa­tia da vendere e una gius­ta pazz­ia che serve per uscire dagli sche­mi. «Lunedì ho let­to L’Are­na e scop­er­to ques­ta sin­go­lare tradizione. Un’oc­ca­sione da non perdere, ho subito pen­sato. D’al­tronde cosa vuoi che sia. Già in novem­bre ho fat­to un bag­no nel Min­cio», ha rac­con­ta­to il trentaduenne di Peschiera, di pro­fes­sione man­is­cal­co. Det­to e fat­to. Ieri pomerig­gio alle tre in pun­to insieme ad altri sei com­pag­ni di merende si è tuffa­to nel lago davan­ti al munici­pio di Bren­zone. Ad assis­tere allo spet­ta­co­lo per cuori… fred­di la fol­la delle gran­di occa­sioni cap­i­tana­ta dal sin­da­co Gio­van­ni Zap­palà, pron­to a dare il suo appog­gio morale. Ones­ta­mente dif­fi­cile pre­tendere di più dal pri­mo cit­tadi­no che si dice «costringesse» in pas­sato in modo burle­sco un rap­p­re­sen­tante del Con­siglio comu­nale a parte­ci­pare all’inizia­ti­va. Guar­da caso, toc­ca­va sem­pre a Flavio Pilati, in realtà uni­co volon­tario, da due anni sag­gia­mente defi­latosi. Sul­la stes­sa lunghez­za d’on­da anche Wolf­gang Schmidt, rimas­to per il sec­on­do anno con­sec­u­ti­vo sul­la spi­ag­gia a guardare le evoluzione dei com­pag­ni di tante sor­tite. «Ho fat­to un com­pro­mes­so con mia moglie Alexsia», si è qua­si scher­mi­to il teu­ton­i­co nat­u­ral­iz­za­to garde­sano che non ha volu­to dire nul­la di più pri­ma di estrarre dal­l’in­sep­a­ra­bile bor­sone il suo nuo­vo fiammante teleob­bi­et­ti­vo. Da immor­ta­lare c’er­a­no le evoluzione in acqua dei macel­lai Lui­gi e Gian Anto­nio Sar­tori, due fratel­li da sem­pre in pri­ma fila, uni­ta­mente a Dani­lo Dona­ti­ni, al bag­no d’inizio anno. Insieme a loro con tan­to di cap­pel­lo da Bab­bo in tes­ta Rena­to Ben­det­ti di Mal­ce­sine, per lui set­ti­ma per­for­mance, e «Zio Pino», alias Giuseppe Calò, un mar­can­to­nio per hob­by inseg­nante d’ar­ti marziali. All’ul­ti­mo istante, quan­do tut­ti era­no già in acqua, si è uni­to al grup­po il posti­no Pao­lo Gui­di. Nes­suna rac­co­man­da­ta da con­seg­nare ma solo la voglia di salutare il 2002 con un gesto sim­bol­i­co mag­a­ri per un ipoteti­co futuro annul­lo postale. La tem­per­atu­ra del­l’ac­qua? Sette gra­di non di più. Nel­la nor­ma sec­on­do i vet­erani, decisa­mente fred­da per Ange­lo Fac­chet­ti. «Nel Min­cio era più cal­da», giu­ra il man­is­cal­co. «Qui l’im­pat­to è sta­to tremen­do. Dopo poche sec­on­di in acqua ti sen­ti il gelo pic­chiare sul­la pelle». Nes­suna pro­va. Ques­ta vol­ta ci cre­di­amo sul­la parola.

Parole chiave: