Originaria di Caino, viveva a Gardone. Una vita di lavoro: oggi festa grande alla casa di riposo

Caterina a quota 104 è la decana del Garda

25/02/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
se.za.

Mart­edì Cate­ri­na Bertac­chi­ni taglierà il tra­guar­do dei 104 anni. E’ una delle super­nonne del lago. Orig­i­nar­ia di Caino, ha lavo­ra­to a lun­go in cam­pagna. Poi si è trasferi­ta sul Gar­da, sgob­ban­do come cameriera negli alberghi. A Gar­done Riv­iera ha cura­to per con­to del munici­pio i diurni alla fer­ma­ta dei bus. Non si è mai sposa­ta, e non ha par­en­ti stret­ti. L’u­ni­ca pronipote, Vin­cen­za, abi­ta a Bot­ti­ci­no. Ospi­ta­ta per un cer­to peri­o­do a Vil­la Incan­to di San Michele, la strut­tura di pro­pri­età del­la Fon­dazione Bravi, adesso Cate­ri­na è nel­la casa di riposo di Toscolano Mader­no, che sta diven­tan­do l’iso­la della…longevità. Numerosi, infat­ti, gli anziani arrivati all’età dei 100. Oggi, i volon­tari le dedicher­an­no una fes­ta par­ti­co­lare, con tre giorni di anticipo sul­la data del com­plean­no. E il pres­i­dente Camil­lo Chi­mi­ni gli con­seg­n­erà una rosa. A lei come a Italia Bac­ca, Tere­sa Dal Ben, Gio­van­na Bot­turi e Alber­to Mut­ti, che sono un po’ più gio­vani, ma com­pi­ono gli anni nel­lo stes­so peri­o­do. La Bertac­chi­ni è un granel­lo di pepe, anco­ra luci­da di mente. Con­tin­ua a leg­gere le riv­iste sen­za usare gli occhiali. Quan­do la avvicini­amo, ha la luna di tra­ver­so, ed è arrab­bi­a­ta con­tro il mon­do intero. Man­da al diavo­lo persi­no l’op­er­a­trice che sta sis­te­man­do sul tavo­lo le posate per il pran­zo. Ma Cate­ri­na è capace di momen­ti dol­cis­si­mi. Sedu­ta sul­la seg­gi­o­la, tiene la mol­li­ca di pane nei pug­ni chiusi. Aspet­ta di uscire nel cor­tile per get­tar­la agli storni che intrec­ciano voli chi­as­sosi. «Quan­do me ne andrò — ha las­ci­a­to scrit­to -, davan­ti alla mia tom­ba voglio solo un ret­tan­go­lo di ter­ra, una pic­co­la croce di leg­no e un fiore di cam­po». Den­tro, gli è rimas­ta la sem­plic­ità di una vita intera. Nel 1902, l’an­no del­la sua nasci­ta, Fer­di­nan­do Boc­coni isti­tuì a l’ com­mer­ciale, attribuen­dole il nome del figlio Lui­gi; l’in­glese Lan­ches­ter inven­tò i freni a dis­co; il tedesco Miethe la pel­li­co­la pan­cro­mat­i­ca; il francese Richet sco­prì il fenom­e­no del­l’anafi­las­si e Bayliss & Star­ling la secreti­na, l’or­mone che provo­ca la secrezione del suc­co pan­cre­ati­co. Il Cana­da venne col­le­ga­to all’Aus­tralia da un cavo telegrafi­co sot­tomari­no. L’Ar­genti­na ottenne la Patag­o­nia, dopo un con­flit­to col Cile. Il Giap­pone si alleò alla Gran Bre­tagna con­tro i rus­si. Negli Sta­ti Uni­ti i mina­tori di Car­bone del­la Penn­syl­va­nia sci­op­er­arono per sei mesi. In Bel­gio, invece, ci fu un lun­go sciopero gen­erale per con­quistare il suf­fra­gio uni­ver­sale. In Fran­cia andò al gov­er­no il rad­i­cale Combes, che attuò una polit­i­ca anti­cler­i­cale: sop­presse le scuole, gli ordi­ni e i con­ven­ti reli­giosi, incam­eran­done i beni. Gabriele D’An­nun­zio pub­blicò le “Nov­el­le del­la Pescara”, Benedet­to Croce la sua “Estet­i­ca”, André Gide “L’im­moral­ista”, Jim Con­rad “Cuore di tene­bra”. Claude Debussy musicò il poe­ma sin­fon­i­co “Pel­leas et Merisande”, il napo­le­tano Ernesto De Cur­tis “Tor­na a Surriento”.

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