Spariti i camion e le code, i quattro chilometri e mezzo di nuova arteria funzionano. Positivi i commenti degli abitanti dopo l’apertura della variante

Cavalcaselle adesso respira

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Un altro paese: è così che viene rac­con­ta­to Cav­al­caselle dai suoi res­i­den­ti il giorno dopo l’apertura al traf­fi­co del trat­to di vari­ante alla statale (quat­tro chilometri e mez­zo tra il casel­lo di Peschiera e la roton­da per Affi) che por­ta auto e camion fuori dal cen­tro stori­co dell’abitato. Sem­pli­ci pas­san­ti, gente che abi­ta qui da anni, eser­centi: tut­ti sot­to­lin­eano la vivi­bil­ità ricon­quis­ta­ta dopo anni di con­viven­za forza­ta con code inter­minabili, lamiere e gas di scari­co di fronte all’uscio o alle finestre di casa.«Un incan­to», dice Irma Tagli­abue. «Sono di , ma abito qui da 10 anni e pos­so ben dire che ormai non si pote­va più vivere né spostar­si in auto. Dovunque andavi eri in colon­na. Benedet­ta la nuo­va stra­da; la dif­feren­za si è vista subito. E pen­so che ora avre­mo anche meno prob­le­mi di salute per­ché res­pi­rare tut­ta quel­la roba non face­va cer­to bene».Sul con­cet­to di mag­gior salubrità insiste anche Pao­lo Vez­zari, che lavo­ra nel super­me­r­ca­to affac­cia­to sul­la via cen­trale del nucleo stori­co del paese che affi­an­ca di fat­to la statale. «Il nos­tro cen­tro sem­bra­va una cam­era a gas: e se una vol­ta questo cap­i­ta­va solo di domeni­ca o in occa­sione di alcu­ni peri­o­di estivi, erava­mo arrivati al pun­to che era così tut­ti i giorni. Stare­mo a vedere cosa suc­ced­erà pro­prio in estate: quel­la sarà la vera pro­va del fuo­co del­la nuo­va strada».Anche Lina Zuc­cot­ti è entu­si­as­ta del­la tran­quil­lità derivante dal­la nuo­va via­bil­ità e si dice cer­ta che l’assenza di code avvan­tag­gerà anche le attiv­ità com­mer­ciali. «Non pos­so par­lare per tut­ti», com­men­ta, «ma cre­do che il minor traf­fi­co aiu­ti la gente a fer­mar­si con più tran­quil­lità. E lo stes­so vale per chi deve attra­ver­sare la statale e che ora lo potrà fare sen­za per questo met­tere la sua vita in peri­co­lo». Lia Verni­ni e Fran­co Artiz­zu, anche loro eser­centi, non sono così cer­ti delle con­seguen­ze pos­i­tive sull’attività svol­ta. «Pen­so che si potrà vedere solo tra qualche tem­po», dice la sig­no­ra. «In effet­ti molto si vedrà la prossi­ma estate», con­cor­da Artiz­zu, «con i tur­isti diret­ti a . Erava­mo abit­uati a vedere per­sone che nel tem­po ave­vano impara­to a conoscer­ci e approf­itta­vano dei pas­sag­gi per fer­mar­si. Se la nuo­va stra­da li ter­rà lon­tano dal nos­tro cen­tro non è det­to che devi­ino appos­ta per arrivare sin qui».Valbona Bala, gio­vane mam­ma, è tes­ti­mone dei con­sen­si rac­colti tra le altre mamme davan­ti alla scuo­la pri­maria. «La dif­feren­za si vede e si sente in ter­mi­ni sia di rumore che di puz­za dei gas di scari­co. Sem­bra un sog­no vedere così pochi camion: la stra­da ne era piena, a qualunque ora del giorno e del­la notte. Chi di noi ha due bam­bi­ni e mag­a­ri dove­va spostar­si per rag­giun­gere suole diverse sa bene i prob­le­mi che c’erano».Qualche mese fa pro­prio nel cen­tro del paese l’attraversamento del­la statale è sta­to rego­la­to con l’installazione di un semaforo: una scelta anche crit­i­ca­ta, per­ché si veni­va a creare un ulte­ri­ore ral­len­ta­men­to lun­go una diret­trice ad altissi­ma den­sità di traf­fi­co. La nuo­va via­bil­ità, decisa­mente più scor­rev­ole, ha dato mag­giore sig­ni­fi­ca­to anche a questo rego­la­tore luminoso.«Era anche ora che ci lib­erassero da tut­to quel macel­lo», dice Feli­ciano Boz­zo­la sal­en­do in sel­la alla sua due ruote. «Venire a fare la spe­sa alla mat­ti­na era già un prob­le­ma. Trop­pi camion, uno dietro l’altro. Anche adesso qual­cuno si sbaglia e viene da ques­ta parte. Ma impar­erà».

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