In arrivo libro commemorativo. Esperienza nata nell’aprile del ’55 con un’ottica interregionale

Comunità del Garda 50 anni e futuro incerto

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Quest’anno la speg­ne le sue cinquan­ta can­de­line. Mez­zo sec­o­lo di vita con un pas­sato alle spalle scan­di­to da gran­di even­ti, da scelte spes­so anche cor­ag­giose, da tra­guar­di rag­giun­ti anche se a fat­i­ca. Ma con un oriz­zonte den­so di nubi nere, sen­za squar­ci di luce per il momen­to. Per ricor­dare l’evento, tra poche set­ti­mane ver­rà pre­sen­ta­to un libro scrit­to a sei mani da Ser­gio Onger, Mario Bal­doli e Alber­to Comi­ni i quali, attra­ver­so una ricer­ca accu­ra­ta ese­gui­ta negli archivi, han­no riper­cor­so questo mez­zo sec­o­lo di vita dell’ente. Una pub­bli­cazione che si basa su doc­u­men­ti gior­nal­is­ti­ci e su inter­viste che ne han­no accom­pa­g­na­to la nasci­ta e la cresci­ta. Gli ulti­mi due anni sono sta­ti per l’ente di Gar­done Riv­iera par­ti­co­lar­mente sof­fer­ti e dolorosi. Numerose le defezioni da parte dei soci stori­ci, come Sirmione e Desen­zano, ai quali si sono aggiun­ti Padenghe. Tem­po fa, inoltre, altri enti locali ave­vano sbat­tuto la por­ta di via Roma per non fare più rien­tro. Eppure, la Comu­nità del Gar­da ha sem­pre tenu­to in alta con­sid­er­azione l’unitarietà tra le quat­tro province e tre regioni. Bas­ta pen­sare al prog­et­to del risana­men­to delle acque del lago con la suc­ces­si­va nasci­ta del , la dis­ci­plina del­la da dipor­to e il rego­la­men­to per la pesca, che nes­sun lago ital­iano può vantare. E anco­ra i prob­le­mi dei liv­el­li del lago tenu­ti sem­pre sot­to osser­vazione, la tutela dell’ambiente, la nasci­ta dell’Autorità inter­re­gionale, la pro­mozione del tur­is­mo sot­to un uni­co ombrel­lo, la pub­bli­cazione dei dati sul­la bal­ne­abil­ità in Ger­ma­nia e in altri Pae­si europei. Questi solo alcu­ni degli obi­et­tivi lan­ciati e rag­giun­ti in parte. Comunque, i fes­teggia­men­ti sono com­in­ciati. Era il 3 aprile 1955 quan­do un grup­pet­to di alcu­ni rap­p­re­sen­tan­ti dei comu­ni riv­ieraschi del Gar­da decide­va di dare vita ad un comi­ta­to per­ma­nente di coor­di­na­men­to, poi bat­tez­za­to «Comu­nità del Gar­da». Una scelta det­ta­ta dall’eccessiva fram­men­tazione ammin­is­tra­ti­va che allo­ra (non era­no anco­ra sorte le regioni a statu­to ordi­nario) si man­i­fes­ta­va con par­ti­co­lare accen­tu­azione. Un’idea geniale, indub­bi­a­mente. Pri­mo pres­i­dente venne elet­to l’avvocato Lui­gi Buf­fat­ti, allo­ra pres­i­dente del­la Provin­cia di Verona, al suo fian­co venne des­ig­na­to come seg­re­tario gen­erale il pro­fes­sor Gio­van­ni Dean. A dare l’accelerazione deci­si­va fu, però, l’avvocato Aventi­no Frau nei pri­mi anni Set­tan­ta che, di lì a poco, più gio­vane dep­u­ta­to ital­iano, andò al Par­la­men­to per com­in­cia­re una bril­lante car­ri­era polit­i­ca. Fu pro­prio Frau a imprimere la svol­ta per la cos­ti­tuzione del Con­sorzio , aven­do al fian­co un grande seg­re­tario gen­erale: l’avvocato Lui­gi Canepa. Adesso, la Comu­nità del Gar­da nav­i­ga, dice­va­mo, in acque agi­tate. Una spin­ta auton­o­misti­ca giun­ta da più par­ti ha provo­ca­to, si dice­va, il for­fait di alcune ammin­is­trazioni, alle quali però l’attuale pres­i­dente attuale con­ta di rispon­dere con nuovi ingres­si. Insom­ma, l’emorragia sem­bra esser­si arrestata.