La vecchia Mariotti, casermone riciclato fra via Padova e via Filanda, è stata abbattuta

Con la Mariotti sparisce un pezzo di storia

29/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Cesare Guardini

La vec­chia Mar­i­ot­ti, caser­mone rici­cla­to fra via Pado­va e via Filan­da, è sta­ta abbat­tuta. Le muraglie sono diven­tate mon­tagne di bloc­chi squa­drati di pietra gri­gia del Brione, fer­ri, travi di leg­no vec­chie di un sec­o­lo, pilas­tri di cemen­to arma­to. Una pro­ces­sione di grossi camion da cava le ha can­cel­late nel giro di qualche giorno. Dove c’era la casa, c’è una spi­ana­ta bian­ca, ara­ta dai cingoli.Nata come caser­ma alla fine del sec­o­lo scor­so, quan­do l’Aus­tria-Unghe­ria prov­vide alla for­ti­fi­cazione del con­fine merid­ionale del­l’im­pero, con­tin­uò ad ospitare mil­i­tar sol­i­dati fino al «rebaltòm», ossia all’8 set­tem­bre ’43: quel giorno il colon­nel­lo coman­dante del­la «Mon­tecorno di Val­larsa» davan­ti allo sfas­cio dei ver­ti­ci del­l’e­serci­to, piut­tosto che irreg­i­men­ta­r­li e con­seg­narli ai tedeschi, scelse di las­ciar andare a casa tut­ti i suoi ragazzi. Nel­l’ed­i­fi­cio, cor­po cen­trale su cinque piani, due lat­er­ali su quat­tro, entrò Rober­to Zon­ti­ni con la sua faleg­name­ria. Forse è meglio par­lare di rien­tro: la costruzione del­l’ed­i­fi­cio infat­ti è dovu­ta all’im­pre­sario Gio­van­ni Zon­ti­ni, atti­vo anche nel­la real­iz­zazione dei for­ti del Brione. Zon­ti­ni rimase lì fino al ’54 quan­do si trasferì nei capan­noni che intan­to ave­va fat­to costru­ire su viale Rovere­to, di fronte al du Lac: quei capan­noni che oggi sono oggi occu­pati dal­l’Al­i­men­ta­ri spa di Gen­tili­ni. Com­in­ci­a­va a metà degli anni Cinquan­ta l’era Mar­i­ot­ti, quel­la del­lo splen­dore massi­no del­l’in­dus­tria che arrivò ad un totale di 130 dipen­den­ti. Sot­to la gui­da di Alfre­do ‑nati­vo di Peru­gia ma pre­sente con la dit­ta sul­la piaz­za di Gen­o­va- la Mar­i­ot­ti pro­duce­va il miglior pan­forte che si potesse trovare in Italia. Era­no lis­tel­li di leg­no incol­lati e ricop­er­ti di fogli interi di piop­po, o d’al­tra essen­za. Altro tipo di pro­duzione, quel­lo del com­pen­sato di piop­po e delle cen­tine di leg­no delle navi. In quegli ulti­mi anni Cinquan­ta l’im­pre­sa di Gia­co­mo Lot­ti sta­va costru­en­do nel­la cam­pagna di fronte alla Mar­i­ot­ti, la cartiera del veronese com­menda­tor Legren­zi, quel­la che sarebbe diven­ta­ta la Cartiere del Gar­da. Allo­ra essere operaio del­la Mar­i­ot­ti era moti­vo di van­to, seg­no di pro­fes­sion­al­ità oltrechè di stipen­dio pingue e garan­ti­to, in anni dif­fi­cili per tut­ti. La morte del pri­mo tito­lare, la prob­a­bile minore capac­ità impren­di­to­ri­ale del fratel­lo Orlan­do erede del­lo sta­bil­i­men­to, aggiunte ai muta­men­ti dei mer­cati invasi sem­pre più mas­s­ic­cia­mente dal­la plas­ti­ca, accel­er­arono la crisi. Dal ’76 al ’79, per evitare la chiusura, gli operai nel frat­tem­po calati ad una ottan­ti­na di unità, sper­i­men­ta­rono anche l’au­to­ges­tione: Augus­to Mar­ti­ni era il loro pres­i­dente; il geome­tra Stirpe per la provin­cia e Bruno San­ti, che ave­va da poco smes­so di fare il sin­da­co, cura­vano la parte ammin­is­tra­ti­va. Tra­mon­ta­ta l’e­poca del pan­forte, tan­to per tirare avan­ti s’ac­con­tenta­vano di met­tere insieme i pal­lets: poco val­ore aggiun­to, poca qual­i­fi­cazione. Servì a trascinare, tre anni più tar­di, uno spet­tro di sta­bil­i­men­to fino all’At­las Holzw­erke del­l’al­toatesino Pich­ler che impostò una pro­duzione indus­tri­ale di porte. Crisi del­l’edilizia ed alcu­ni errori nel­la pro­duzione dec­re­tarono la fine: operai in cas­sa inte­grazione, capan­noni svuo­tati e deser­ti. Il resto è sto­ria di ieri: la Cartiera affama­ta di spazio com­pra, facen­do un grosso favore alla Provin­cia, con la prospet­ti­va di ampli­ar­si ad est almeno con un mag­a­zz­i­no. Il comune e la provin­cia — altri anni, altri pro­tag­o­nisti — stop­pano poi le mire espan­sion­is­tiche. Tar e piano rego­la­tore in itinere diran­no ora quale potrà essere il futuro di quell’area.