Una sentenza che fa discutere. La decisione del giudice Dario Bertazzolo d'infliggere una condanna e tre oblazioni per la vicenda del daino abbattuto nel marzo del '97.

Condanna per daino abbattuto

16/05/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Una sen­ten­za che fa dis­cutere. La deci­sione del giu­dice Dario Bertaz­zo­lo d’in­flig­gere una con­dan­na e tre oblazioni per la vicen­da del daino abbat­tuto nel mar­zo del ’97 a Castel­lo si pres­ta a dis­parati com­men­ti e diver­si sta­ti d’an­i­mo. In gen­erale traspare un sen­so di sod­dis­fazione per una sto­ria che dopo tré anni ha prodot­to un giudizio finale ma non man­ca ohi si atten­de­va pene ben più severe.Il caso assur­to all’onore del­la cronaca nazionale (se ne occupò anche “Striscia la Notizia” invian­do a Bren­zone Vale­rio Staffel­li) e diven­ta­to mate­ria di una inter­rogazione par­la­mentare sot­to­scrit­ta da 25 dep­u­tati del­la Lega Nord capeg­giati da Umber­to Chm­cari­ni, si chi­ude con ammende di due mil­ioni e mez­zo per il geome­tra Lui­gi Gira­men­ti, pre­si dente del com­pren­so­rio alpino cac­cia del Monte , l’a­gri­coltore Mar­co Verone­si e Ansel­mo Furlani, guardia Avi respon­s­abile di zona. Il col­le­ga Ren­zo Fac­chi­ni che ha rin­un­ci­a­to all’oblazione per sot­tostare al proces­so è sta­to invece con­dan­na­to a tre mil­ioni di ammen­da oltre al ris­arci­men­to del dan­no al Wwfe alla Lipu.Delusa per questo tipo di epi­l­o­go è Lin­da For­mag­gioni, una tra i cit­ta­di­ni accor­si sul pos­to del bru­tale abbat­ti­men­to del daino pri­ma fer­i­to con un colpo a pal­la e poi ucciso a panet­toni. Una fine crudele per il povero “Bam­bi” ami­co dei bam­bi­ni con­suma­ta a piogtemetri dal­l’abitazione di Sil­vano Dona­ti­ni nelle vic­i­nanze del­la Chiesa par­roc­chiale. “Gli autori di quel­l’­ef­fer­a­to gesto oltre ad aver spara­to con­tro una bes­tia innocua, da tem­po gira­va sen­za creare prob­le­mi, han­no agi­to in pieno cen­tro stori­co met­ten­do a peri­co­lo l’in­co­lu­mità dei bam­bi­ni. Mi sem­bra insom­ma che i quat­tro se la siano cava­ta a buon mer­ca­to”, sostiene la For­mag­gioni. Ben più diret­to il mar­i­to: “Tut­ti san­no come sono andate le cose e alla fine i colpevoli han­no rime­di­a­to una sen­ten­za fin trop­po mite”.Più paca­to ma non meno duro Francesco ^Gai­et­ti, cac­cia­tore di Assen­za. “E sta­to un fat­to increscioso, forse trop­po ampli­fi­ca­to dal­la stam­pa. Non met­to in dub­bio che il daino potesse cos­ti­tuire un peri­co­lo se fos­se anda­to sul­la stra­da. Si pote­va però agire diver­sa­mente. Bas­ta­va cat­turar­lo. Quel­lo che mi mer­av­iglia è vedere nonos­tante la gravi­ta del fat­to com­pi­u­to Lui­gi Gira­men­ti anco­ra a capo del com­pren­so­rio alpino del Monte Bal­do. Pos­si­bile che le autorità del­la Fed­er­azione cac­cia non abbiano pre­so alcun provved­i­men­to? I sol­di del­l’oblazione non ridaran­no cer­to la vita all’ungulato”.“Da tut­ta ques­ta vicen­da l’im­mag­ine del cac­cia­tore ne esce scon­fìt­ta”, inter­viene Alessan­dro Salvel­li, pres­i­dente del­la Fed­er­azione provin­ciale del­la cac­cia. “Come dis­si allo­ra si pote­va e dove­va inter­venire con la cat­tura del­l’an­i­male”. “Non voglio entrare nel mer­i­to delle deci­sioni assunte dal tri­bunale, sostiene il dep­u­ta­to . Di pos­i­ti­vo noto che si è arrivati a un giudizio finale il che fa ben sper­are per altri abusi ambi­en­tali che si sono ver­i­fi­cati sul Garda”.Stefano Joppi

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