Il collettore che trasporta a Peschiera gli scarichi del medio-alto lago bresciano

Condotta sublacuale, i lavori saranno ultimati per Pasqua

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Dovran­no essere com­ple­tati entro Pasqua i lavori per la sis­temazione del­la con­dot­ta sub­lacuale di otto chilometri, che col­le­ga Lazise a Peschiera. Il dis­cor­so inter­es­sa anche la spon­da bres­ciana vis­to che i liqua­mi del medio-alto lago, da Salò a Gar­done Riv­iera a Gargnano, ven­gono inviati sul­la riv­iera veronese (e, da qui, al depu­ra­tore di Peschiera, sit­u­a­to in local­ità «Par­adiso») gra­zie al tubo col­lo­ca­to sui fon­dali, da Toscolano Mader­no a Tor­ri del Bena­co. Real­iz­za­to negli anni Novan­ta dal­la Fondedile di Napoli a sup­por­to del col­let­tore a ter­ra, e costa­to la bellez­za di 15 mil­iar­di, il man­u­fat­to in vetroresina non è mai sta­to uti­liz­za­to, finen­do in un’in­tri­ca­ta vicen­da giudiziaria. Le rot­ture reg­is­trate in sede di col­lau­do, con rel­a­ti­va fuo­rius­ci­ta di liqua­mi, ne ave­va imped­i­to l’en­tra­ta in fun­zione. E l’Azien­da garde­sana dei servizi, sorel­la veronese del , si era invis­chi­a­ta in una lun­ga azione giudiziaria con l’im­pre­sa parteno­pea, cul­mi­na­ta con la richi­es­ta di seque­stro con­ser­v­a­ti­vo, un proces­so penale, la seg­nalazione dei fat­ti alla Corte dei Con­ti e all’au­torità per i Lavori pub­bli­ci. L’ac­cor­do rag­giun­to recen­te­mente ha con­sen­ti­to di chi­ud­ere il brac­cio di fer­ro: la Fondedile ripar­erà i dan­ni, e per­cepirà 900 mil­ioni. L’in­ter­ven­to con­sen­tirà di rad­doppi­are l’at­tuale por­ta­ta, è già inizia­to e ver­rà segui­to dal­l’ingeg­n­er Graziano Falap­pa, un esper­to di con­dotte sot­toma­rine. Intan­to la Ags ha rin­no­va­to il con­siglio di ammin­is­trazione, sos­ti­tu­ito in bloc­co. Il nuo­vo pres­i­dente è il ragion­ier Vit­tori­no Zanet­ti, libero pro­fes­sion­ista, con­sulente del lavoro con uffi­cio a Gar­da. La Provin­cia ha inser­i­to Luciano Ter­leth, ex sin­da­co di Valeg­gio, dipen­dente di un ente pub­bli­co. Gli oper­a­tori eco­nomi­ci sono invece rap­p­re­sen­tati dal per­i­to indus­tri­ale Gian­car­lo Salan­di­ni, con­sulente del­l’As­so­ci­azione alber­ga­tori di , e dal geome­tra Enri­co Rizzetti. Gli altri: Lui­gi Dal­l’Ag­no­la, libero pro­fes­sion­ista di Gar­da con lau­rea in ingeg­ne­r­ia civile, Daniele Luc­chi­ni, com­mer­cial­ista, e Gio­van­ni San­dri, dipen­dente del­l’U­nità socio san­i­taria di Bus­solen­go, lau­re­ato in med­i­c­i­na. Al diret­tore gen­erale Gae­tano Romano, in pen­sione per rag­giun­ti lim­i­ti di età, è suben­tra­to Euge­nio Azza­li. I prece­den­ti ammin­is­tra­tori, rimasti in car­i­ca quat­tro anni, si sono ritrovati a dipanare una quar­an­ti­na di cause legali. Han­no real­iz­za­to la con­dut­tura sub­lacuale da San Vig­ilio a Cisano di Bar­dolino, in acciaio; ripara­to e imper­me­abi­liz­za­to buona parte del­l’in­tero col­let­tore (imbar­ca­va una notev­ole quan­tità di acqua), con una riduzione delle anal­isi neg­a­tive sul­la bal­ne­abil­ità; ottenu­to la cer­ti­fi­cazione di qual­ità pro­ce­du­rale (Iso 9001) e ambi­en­tale (Iso 14001); risparmi­a­to oltre 400 mila euro all’an­no sul­l’en­er­gia. Ma come sarà il futuro? E quali gli obi­et­tivi? I comu­ni sem­bra­no ori­en­tati a seguire la stra­da per­cor­sa dal­la spon­da bres­ciana, pun­tan­do sul­la ges­tione uni­taria di acque­dot­ti, fog­na­ture, impianto di , rac­col­ta dei rifiu­ti soli­di urbani, pulizia delle spi­agge, ecc. Nel ’98 le Provin­cie di Bres­cia, Man­to­va e Verona han­no sot­to­scrit­to un pro­to­col­lo d’in­te­sa, che recepi­va le indi­cazioni del­la «Car­ta euro­pea del­l’ac­qua» (la ges­tione delle risorse idriche va inquadra­ta nel baci­no nat­u­rale piut­tosto che entro gli attuali lim­i­ti ammin­is­tra­tivi). Qual­cuno, però, sostiene che i comu­ni deb­bano grad­ual­mente pri­va­tiz­zare i loro servizi pub­bli­ci. Zanet­ti ha dichiara­to di ritenere «con­di­vis­i­bile l’u­ti­liz­zo con­sor­tile delle risorse, in quan­to il lago esprime una pre­cisa realtà socio-eco­nom­i­ca. E’ quin­di nec­es­saria un’azione allarga­ta all’Azien­da con­sorel­la del­la riv­iera occi­den­tale, in col­lega­men­to anche con la Provin­cia autono­ma di Tren­to. Bisogna inoltre fare il pun­to sul­l’in­tero sis­tema di col­let­tazione, alla luce di quan­to emer­so dal­lo stu­dio del­l’ di Tori­no». Che ha evi­den­zi­a­to una serie di caren­ze strut­turali. Al di là del fat­to che sarebbe sta­to meglio costru­ire quat­tro depu­ra­tori anziché uno, i docen­ti piemon­te­si met­tono il dito sulle com­pli­cazioni sorte in ven­t’an­ni di fun­zion­a­men­to. La soluzione defin­i­ti­va richiederebbe notevoli inves­ti­men­ti: almeno 62 mil­ioni di euro, oltre all’adegua­men­to delle reti fog­nar­ie comunali.

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