Nuova dotazione per la Polizia municipale, che si affianca a etilometro e autovelox E’ il primo sul lago: individua chi guida dopo aver fatto uso di droga

Controlli, ecco il «narco-test»

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

La di Toscolano Mader­no ha com­in­ci­a­to a effet­tuare i nar­co-test, e ora la dotazione delle attrez­za­ture è com­ple­ta. Per pot­er­si impratichire, i vig­ili urbani han­no segui­to un cor­so speci­fi­co. «Se un auto­mo­bilista, fer­ma­to e sot­to­pos­to all’e­same — spie­ga il coman­dante, Bruno Bor­dignon -, ver­rà trova­to pos­i­ti­vo, dovrà las­cia­r­ci la patente, oltre a subire la penal­iz­zazione di dieci pun­ti e ad andare incon­tro al pro­ced­i­men­to penale». E se qual­cuno con­tes­tasse il risul­ta­to? «Ha la pos­si­bil­ità di far­lo, è nelle sue facoltà. In tal caso lo accom­pa­g­nerem­mo al pron­to soc­cor­so più vici­no, nel nos­tro caso l’ospedale di Gavar­do, e inviterem­mo i medici di guardia a sot­to­por­lo all’e­same dei liq­ui­di bio­logi­ci (uri­na). Tem­po dieci minu­ti, ed ecco il respon­so defin­i­ti­vo, sen­za equiv­o­ci di sor­ta». Bor­dignon fa notare che il suo nucleo è «il pri­mo del a dis­porre del­l’in­tero kit: dal­l’au­tovelox all’etilometro, dal­la pos­si­bil­ità di accertare i doc­u­men­ti fal­si ai nar­co-test. Per gli inter­ven­ti su stra­da pos­si­amo insom­ma dis­porre del­la gam­ma com­ple­ta. Ne approf­it­to per lan­cia­re un mes­sag­gio: bisogna evitare l’u­so di droghe, e tan­tomeno met­ter­si alla gui­da di un’au­tovet­tura o di una moto­ci­clet­ta in con­dizioni pre­carie. Gli effet­ti sul fisi­co dal­l’as­sun­zione di cocaina o di altre sostanze proib­ite non si smaltiscono tan­to rap­i­da­mente, e dura­no alcune ore». L’an­no scor­so i vig­ili urbani di Toscolano Mader­no han­no com­in­ci­a­to a oper­are sul­l’uf­fi­cio mobile: un Fiat Scu­do 2000, costa­to una set­tan­ti­na di mil­ioni di vec­chie lire, muni­to di ogni attrez­zatu­ra per l’im­me­di­a­ta ril­e­vazione di inci­den­ti o la stesura di ver­bali. Dal com­put­er, in gra­do di scari­care più di 300 doc­u­men­ti (dai ver­bali sul­la cir­co­lazione stradale all’in­for­tunis­ti­ca, da quel­li sulle vio­lazioni urban­is­tiche agli atti giudiziari, ammin­is­tra­tivi o di com­mer­cio), alla stam­pante, dal­la foto­copi­atrice ai col­lega­men­ti tele­foni­ci (bas­tano pochi istan­ti per accedere alla Ban­ca dati del­la Motor­iz­zazione o all’e­len­co dei mezzi rubati). Nel­l’am­bito del «Prog­et­to sicurez­za» sono poi arrivati un mod­er­no autovelox, uti­liz­za­to soprat­tut­to nel peri­o­do esti­vo, e l’etilometro di ulti­ma gen­er­azione. «Non inten­di­amo tar­tas­sare nes­suno — con­clude Bor­dignon -. Siamo ricor­si ad esem­pio all’etilometro, in occa­sione di inci­den­ti stradali o quan­do il con­du­cente dava l’im­pres­sione di avere esager­a­to nel­l’u­so di bevande alcol­iche. Il nos­tro vuole essere un avver­ti­men­to che può far riflet­tere quan­ti abbiano l’abi­tu­dine di alzare un po’ trop­po il gomi­to, e poi si met­tono al volante». Nes­suna imbosca­ta, quindi.

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