Le amministrazioni di Torri, Malcesine, Brenzone e San Zeno faranno un centro promozionale. Lo acquisteranno i quattro Comuni

Cordata per l’ex oleificio

02/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Il Comune di Tor­ri acquista in com­pro­pri­età l’ex oleifi­cio Coag di Bren­zone. La deci­sione è sta­ta pre­sa nell’ultima sedu­ta del Con­siglio comu­nale con sette voti favorevoli, l’astensione di Vir­gilio Poz­zani e il voto con­trario di Gior­gio Bonol­di. L’edificio è quel­lo dell’ex oleifi­cio Coag, «di cui era sta­to dichiara­to il fal­li­men­to alcu­ni anni fa», com’è sta­to illus­tra­to in Con­siglio comu­nale, «e per il quale già da due anni ci sono trat­ta­tive in cor­so con gli altri Comu­ni di Mal­ce­sine, Bren­zone e San Zeno di Mon­tagna». «Data la sen­si­bil­ità di ques­ta ammin­is­trazione nei con­fron­ti dell’agricoltura e dell’olio, e non solo per l’annuale fes­ta del­l’o­li­va di fine gen­naio», ha illus­tra­to il sin­da­co Alber­to Vedovel­li, «abbi­amo deciso di pro­cedere con gli altri Comu­ni vici­ni all’acquisto dell’ex oleifi­cio Coag che si tro­va a Magug­nano di Bren­zone in local­ità Ca’ Romana. Pen­si­amo infat­ti che, con questo immo­bile, si pos­sa incre­mentare la val­oriz­zazione del­l’o­lio che, da alcu­ni anni, ha ottenu­to pure il mar­chio Dop (denom­i­nazione di orig­ine pro­tett a), e in questo modo favorire la polit­i­ca agri­co­la comu­nale sul ter­ri­to­rio». «In estate infat­ti si è sbloc­ca­ta la trat­ta­ti­va con i legali che cura­no il fal­li­men­to dell’ex oleifi­cio e, dopo alcune riu­nioni con le ammin­is­trazioni comu­nali, siamo ora a dis­cuterne l’acquisto» , ha det­to il sin­da­co. L’accordo tra i quat­tro Comu­ni preved­erebbe quat­tro quote: il 32% cias­cuno per Mal­ce­sine, Bren­zone e Tor­ri, e il rima­nente 4% per San Zeno. Il cos­to totale di tale oper­azione si aggir­erebbe attorno ai 735 mila euro cir­ca, da sud­di­videre tra i quat­tro Comu­ni in pro­porzione alle quote. Inoltre, uno «scon­to» del 10% sul prez­zo com­p­lessi­vo i Comu­ni sem­bra ries­cano ad otten­er­lo in accor­do con i ven­di­tori. Sul­la oppor­tu­nità dell’acquisto dell’oleificio tut­ti i con­siglieri si sono trovati d’accordo. Un pun­to, non cer­to trascur­abile, su cui però si è acce­sa la dis­cus­sione è sta­to soll­e­va­to dal con­sigliere di mino­ran­za Gior­gio Bonol­di. «Riten­go oppor­tuno l’acquisto dell’oleificio», ha spie­ga­to il con­sigliere di una mino­ran­za in atte­sa di riconosci­men­to uffi­ciale, dopo le polemiche del­la prece­dente sedu­ta con­sil­iare, «ma l’am­min­is­trazione non ha chiar­i­to chi e come gestirà l’oleificio una vol­ta acquis­ta­to. Vis­to che la spe­sa non sarà indif­fer­ente e porterà ad accen­dere un mutuo con la Cas­sa deposi­ti e presti­ti, ci si sarebbe dovu­ti infor­mare su cosa fare poi dell’immobile, assieme agli altri Comu­ni. Inoltre, a Mal­ce­sine c’erano dis­ac­cor­di con oleifi­ci pri­vati già esisten­ti: la ges­tione dell’ex Coag sarà ora pub­bli­ca o pri­va­ta? E in che rap­por­ti sarà il Comune di Mal­ce­sine con questi pri­vati? Non si creer­an­no dei con­flit­ti che riguarder­an­no anche Tor­ri?» «Pare azzarda­to», ha con­clu­so il con­sigliere, «il coin­vol­gi­men­to in un acquis­to, anche se oppor­tuno, sen­za una chiara pro­gram­mazione ges­tionale da parte del­l’am­min­is­trazione comu­nale». «La situ­azione, di cui si par­la da anni», ha repli­ca­to a Bonol­di il pri­mo cit­tadi­no, «si è sbloc­ca­ta in estate e ora, con i legali del fal­li­men­to è sta­to rag­giun­to l’accordo: si trat­ta­va di pren­dere o las­cia­re. Inoltre, anche se alcune cose non sono anco­ra state chiarite e molto lavoro res­ta da fare, l’amministrazione di Mal­ce­sine si è impeg­na­ta uffi­cial­mente a coin­vol­gere gli oper­a­tori pri­vati del set­tore, in modo da non gener­are ten­sioni. Infine, l’acquisto dell’oleificio non va a mod­i­fi­care il mer­ca­to oleario, dato che già esiste­va e fun­zion­a­va come altri oleifi­ci di Castel­let­to, Mal­ce­sine e Tor­ri».