Il Consiglio comunale ha approvato il piano di recupero della fabbrica L’ex Cedrinca trasformata in alloggi e uffici

Dalle caramelle alle case

05/07/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Caramelle, cioc­co­la­ti­ni e uova di Pasqua se ne sono andati da tem­po. Al loro pos­to, in futuro, arriver­an­no appar­ta­men­ti e uffi­ci. Dis­co verde, in con­siglio comu­nale a Salò, per l’op­er­azione-Cedrin­ca. Anni fa lo sta­bil­i­men­to, di pro­pri­età del­la famiglia Zane, è pas­sato a un grup­po che fa capo a Orazio Rag­gi (Sait), Emilio Comi­ni, Roc­co Tono­li (ex ), ecc., e ha sposta­to la pro­duzione in Valte­n­e­si, a Bot­te­na­go di Polpe­nazze. La fab­bri­ca sit­u­a­ta in viale Mar­co Enri­co Bossi, che dal cen­tro stori­co por­ta a Cam­pov­erde, è rimas­ta mal­in­coni­ca­mente vuo­ta, con le erbac­ce a crescere sem­pre più alte. Adesso il via lib­era alla trasfor­mazione. Il piano di recu­pero, denom­i­na­to «Il cedro», di inter­esse sovra­co­mu­nale, è pas­sato con il voto del­la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra, e l’as­ten­sione delle mino­ranze: Margheri­ta, Ds, Fiamma tri­col­ore, Rifon­dazione, indipen­den­ti. «Nel Prg — spie­ga l’asses­sore all’Ur­ban­is­ti­ca Bar­bara Bot­ti- l’area di seim­i­la metri qua­drati è clas­si­fi­ca­ta arti­gianale, con pos­si­bil­ità di ricon­ver­sione res­i­den­ziale. La nuo­va pro­pri­età ha pre­sen­ta­to una serie di prog­et­ti. L’ul­ti­mo prevede la demolizione del­l’ed­i­fi­cio e la costruzione di un con­do­minio in un cor­po uni­co, a L. Sorg­er­an­no una dozzi­na di uffi­ci e appar­ta­men­ti. Vol­ume­tria: 8.920 metri cubi, entro i lim­i­ti sta­bil­i­ti dal piano rego­la­tore (9mila). Super­fi­cie cop­er­ta: 1.078 mq., con l’ag­giun­ta di 2.221 inter­rati, des­ti­nati a garage per­ti­nen­ziali. I pri­vati dovreb­bero reperire 2.506 mq. come aree stan­dard. Invece ne ced­er­an­no 1.192, una striscia pro­prio in fre­gio a viale Bossi, da adibire a verde e a parcheg­gi pub­bli­ci; per il resto (1.314 mq.), pagher­an­no 90 euro al metro quadro». Le mino­ranze han­no espres­so critiche sul­la bon­tà del prog­et­to. «L’al­tez­za di tre piani non si inserisce nel­la zona, carat­ter­iz­za­ta da palazz­ine (al mas­si­mo) di due — ha osser­va­to il pro­fes­sor Rena­to Cobel­li -. Non c’è omo­geneità. Per­chè non ipo­tiz­zare un inter­ven­to con­ven­zion­a­to, anche per un solo allog­gio? I 90 euro, poi, mi sem­bra­no pochi». Vin­cen­zo Zam­bel­li: «Sono pre­oc­cu­pa­to per la qual­ità (piut­tosto bas­sa) del­l’ed­i­fi­cio. Occorre mod­i­fi­care la tipolo­gia. Chiedo inoltre di aumentare il verde in super­fi­cie, reperen­do nel­l’in­ter­ra­to anche i posti macchi­na pub­bli­ci». Mau­ro Ven­tu­ra: «Dopo cinque anni si con­clude un’­op­er­azione che ha por­ta­to al sal­vatag­gio del­l’im­pre­sa. Qua­si cer­ta­mente 9mila metri cubi fuori ter­ra sono esor­bi­tan­ti. Per real­iz­zarli, viene mon­e­tiz­za­ta più del­la metà degli stan­dard. La qual­ità si miglio­ra anche rin­un­cian­do a una cer­ta vol­ume­tria, in modo da andare incon­tro sia alle esi­gen­ze del­la pro­pri­età che del­la col­let­tiv­ità». Di diver­so avvi­so la mag­gio­ran­za. L’avvo­ca­to Bruno Faus­ti­ni, capogrup­po di Forza Italia: «Noi sti­amo sem­plice­mente attuan­do le pre­vi­sioni del Prg ered­i­ta­to dal­la prece­dente giun­ta di cen­trosin­is­tra, che in alcu­ni casi prevede un cari­co urban­is­ti­co sig­ni­fica­ti­vo. In viale Bossi non abbi­amo con­ces­so l’au­men­to di vol­ume­tria del 10%, in base alla legge 23. A mio giudizio l’im­pat­to visi­vo del prog­et­to di Dario Alessi, che ha avu­to una lun­ga mat­u­razione, non sarà sgrade­v­ole». Bot­ti: «Il piano di recu­pero è pas­sato ripetu­ta­mente in com­mis­sione, che ha dato numerosi sug­ger­i­men­ti. Ques­ta è pro­prio l’ul­ti­ma soluzione, bene inseri­ta nel con­testo del­la zona» La Cedrin­ca venne fon­da­ta nel 1910 da un cer­to sign­or Dal­la Bona; pro­duce­va cioc­co­la­to al cedro. L’avven­to del­la famiglia Zane risale al ’33. Il patri­ar­ca, Francesco, sin­da­co di Sirmione, Salò e Limone, nonchè sen­a­tore dal ’48 al ’68, ha pas­sato le redi­ni alla moglie Elisa (pres­i­dente del­la soci­età) e agli otto figli (i più coin­volti nel­la ges­tione del­l’azien­da era­no Fran­co e Pier­gior­gio). Nell’88 dal­lo sta­bil­i­men­to usci­vano cen­to quin­tali di caramelle al giorno. Eppoi uova di Pasqua e crem­i­ni di cioc­co­la­to, ven­du­ti persi­no a Max­im, il cele­bre ris­tora­tore francese. Nel ’96–97 la crisi, con la riduzione di per­son­ale, la ces­sione al grup­po Rag­gi & Comi­ni, e il trasfer­i­men­to a Polpe­nazze. Cinque anni fa la Cedrin­ca ha acquisi­to la Felet­ti, a Pont Saint Mar­tin, in valle d’Aosta.

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