In località Campagnola si è essiccata soprattutto la parte verso riva. Usato un diserbante?

Denuncia della Lipu. Spellato il canneto nel lago

18/07/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Can­neto dev­as­ta­to. E non è la pri­ma vol­ta. Forse una mano nem­i­ca dell’ambiente ha ver­sato in riva al lago una buona dose di dis­er­bante, che ha qua­si total­mente «spel­la­to» il rigoglioso can­neto che da anni vive nel­la zona anti­s­tante l’albergo Cam­pag­no­la, nell’omonima local­ità, fra Cisano e Bar­dolino. Lo spet­ta­co­lo che ora si pre­sen­ta dinanzi agli occhi è des­olante. La grande mac­chia di can­neto lacus­tre è qua­si total­mente essi­ca­ta, come se sul­la zona fos­se esplosa una bom­ba al Napalm o ci fos­se sta­ta una grande fiamma­ta. La parte più col­pi­ta è ovvi­a­mente quel­la più vic­i­na alla riva, men­tre la parte più avan­za­ta ver­so il cen­tro del lago è anco­ra suf­f­i­cen­te­mente verde e più rigogliosa. Sul­la spon­da una grande ammuc­chi­a­ta di fogliame di can­na. L’acqua è tor­bi­da e mel­mosa, seg­no inequiv­o­ca­bile del­la putre­fazione delle foglie di can­na acquat­i­ca. Molto più verde, alto e rigoglioso il can­neto prospi­cente il lido di Cisano. Là, infat­ti, non sem­bra asso­lu­ta­mente siano inter­venu­ti agen­ti o azioni tali da elim­inare la flo­ra lacus­tre. A dare l’allarme è sta­to il del­e­ga­to regionale del­la LIPU (Lega ital­iana pro­tezione uccel­li), Francesco Di Grazia. «Noi nei giorni scor­si abbi­amo vis­to mate­rial­mente appas­sire, e con celer­ità, il can­neto», spie­ga. «Lì abbi­amo annusato il clas­si­co odore chim­i­co del dis­er­bante, anche se devo dire che non abbi­amo prove che sia sta­to effet­ti­va­mente spar­so né pos­si­amo fare ipote­si su chi even­tual­mente abbia per­pe­tra­to ques­ta orren­da azione di inquina­men­to». «Pro­prio fra quei can­neti», con­tin­ua, «vivono moltissime ana­tre con le loro gio­vanis­sime cov­ate. Ci sono can­naiole, folaghe e persi­no cig­ni. Ma quel­lo che più con­ta, oltre allo scem­pio ambi­en­tale ed eco­logi­co, è che quest’azione può essere o divenire peri­colosa per l’uomo». La zona è ambi­en­tal­mente pro­tet­ta ed è vieta­ta la bal­neazione. Ci sono ben vis­i­bili i cartel­li di divi­eto col­lo­cati dal Comune. «C’è bisog­no di una vig­i­lan­za assid­ua e fre­quente», aggiunge Di Grazia, «e gli autori di questi scem­pi van­no sanzionati pesan­te­mente. Noi sti­amo val­u­tan­do l’opportunità di denun­cia­re il fat­to al Cor­po fore­stale del­lo Sta­to e, se occorre, alla mag­i­s­tratu­ra. È ora e tem­po che anche il Gar­da abbia una seria tutela, sia per chi ci vive tut­to l’anno che per i tur­isti. Non siamo più dis­posti a chi­ud­ere un occhio, vogliamo la tutela del­la flo­ra e del­la fau­na lacus­tre». Quel­lo che è cer­to che le ana­tre in questi giorni non nuotano più nell’acqua con la loro pro­le ma si sono, per così dire, rifu­giate a riva. Da dove non si muovono. Anche le folaghe sono migrate in altre zone del lago, soprat­tut­to ver­so Cisano. Dei cig­ni poi neanche l’ombra. Forse han­no capi­to che c’è qual­cosa che non va.

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