Un’area verde che si affaccia direttamente sul lago di Garda e unisce richiamo a luoghi di memoria storica, rilievo turistico e utilità per la comunità locale.

A Desenzano del Garda aperto il Parco Idroscalo

Di Redazione

Aper­to uffi­cial­mente il par­co di Desen­zano del Gar­da, cir­ca 12mila metri qua­drati di verde vista lago.

Tut­ta l’area dell’ex Idrosca­lo del­lo stori­co Repar­to di Desen­zano  (cir­ca 41.000 mq) è da un sec­o­lo pro­pri­età del Min­is­tero del­la Dife­sa e da oggi una porzione di questo stu­pen­do spazio affac­cia­to sul lago (grande qua­si quan­to l’area verde del­la Spi­ag­gia d’oro) è fruibile da tut­ti i desen­zane­si e ospi­ti del­la città.

In un soleg­gia­to saba­to di pri­mav­era, accom­pa­g­nati dal­la Ban­da di Desen­zano e alla pre­sen­za delle autorità civili e mil­i­tari, molti cit­ta­di­ni han­no potu­to godere di quel­lo che il colon­nel­lo Davide Re del 6° Stor­mo di Ghe­di ha defini­to «un vero ango­lo di paradiso».

Questo luo­go è lega­to lago e alla sto­ria del repar­to alta veloc­ità e, in par­ti­co­lare, al nome del mares­cial­lo Francesco Agel­lo che con­quistò il record mon­di­ale di veloc­ità rag­giun­gen­do i 709,209 km orari ed entran­do così nel­la sto­ria del volo.

In memo­ria dell’epoca del Rav, il 1° otto­bre 1967 fu inau­gu­ra­to in piaz­za Mat­teot­ti il mon­u­men­to agli avi­a­tori del Repar­to Alta Veloc­ità. Il Gior­nale di Bres­cia ne dava notizia su quat­tro colonne ripor­tan­do pun­tual­mente tut­ti gli inter­ven­ti, aper­ti dal sin­da­co Tul­lio Zago e con­clusi dal Gen. Aldo Remondi­no in rap­p­re­sen­tan­za del Min­is­tero del­la Dife­sa. Così l’anonimo cro­nista chi­ude­va l’articolo: «Al ter­mine dell’applaudito inter­ven­to del Capo di Sta­to Mag­giore, gli avieri, i par­en­ti dei Cadu­ti e i numerosi cit­ta­di­ni pre­sen­ti han­no com­pi­u­to una visi­ta all’ex Idrosca­lo ric­co di tante mem­o­rie del repar­to Alta veloc­ità. Il bel­lis­si­mo par­co, ha aus­pi­ca­to il Sin­da­co di Desen­zano, starebbe bene aper­to al pub­bli­co». Mez­zo sec­o­lo dopo, l’auspicio del sin­da­co di allo­ra è diven­ta­to realtà.

L’attuale sin­da­co ha ringrazi­a­to per questo tra­guar­do i colon­nel­li Anto­nio Saraceni e Davide Re, pre­sen­ti all’apertura, e l’ex coman­dante del 6° Stor­mo di Ghe­di Andrea Di Pietro, che «con l’amministrazione comu­nale han­no con­di­vi­so un per­cor­so intel­li­gente e l’obiettivo di val­oriz­zare di una zona pres­soché inuti­liz­za­ta dell’idroscalo, per met­terne una parte a ben­efi­cio di tut­ti i cit­ta­di­ni. Un per­cor­so dura­to più di tre anni e che oggi con­seg­na ai desen­zane­si un luo­go di relax e di social­iz­zazione, dove godere del lago e del nos­tro ter­ri­to­rio. Un pos­to dove si aprono lo spir­i­to, la mente e il cuore».

Anche il colon­nel­lo Anto­nio Saraceni ha così sot­to­lin­eato l’importanza del per­cor­so con­di­vi­so: «Quan­do non ci si fa la guer­ra, ma si col­lab­o­ra, nel nos­tro Paese si pos­sono rag­giun­gere risul­tati molto pos­i­tivi. Ringrazio la giun­ta di Desen­zano per aver saputo sem­pre dialogare».

Tut­ta l’area dell’ex Idrosca­lo, cir­ca 41.000 mq, è da un sec­o­lo di pro­pri­età del Min­is­tero del­la Dife­sa e il Comune non pote­va dis­porne in alcun modo. Con la nasci­ta, nel 2010, di Dife­sa Servizi Spa, qual­cosa è cam­bi­a­to. Cos­ti­tui­ta come soci­età per azioni del Min­is­tero del­la Dife­sa, Dife­sa Servizi può oper­are come sogget­to giuridi­co di dirit­to pri­va­to per la ges­tione eco­nom­i­ca di beni e servizi non legati all’operatività delle FF.AA.

In base a una con­ces­sione siglata nel 2015 tra Dife­sa Servizi S.p.A. e il Comune di Desen­zano, una parte non più d’interesse oper­a­ti­vo per l’Aeronautica, è sta­ta mes­sa a dis­po­sizione del­la cit­tà. Un’area verde che si affac­cia diret­ta­mente sul lago di Gar­da e unisce richi­amo a luoghi di memo­ria stor­i­ca, rilie­vo tur­is­ti­co e util­ità per la comu­nità locale.

L’accordo prevede che il Comune dispon­ga di una porzione di cir­ca 12.000 mq di area verde dietro ver­sa­men­to di un canone poco più che sim­bol­i­co di 1.000 euro annu­ali fino al 2034, con pos­si­bil­ità di rin­no­vo. Res­ta invece al demanio l’immobile prin­ci­pale (vil­la Spar­avieri), men­tre l’alloggio dell’ex cus­tode – abban­do­na­to da tem­po e com­ple­ta­mente da ristrut­turare – entra nel­la disponi­bil­ità del Comune.

In anni recen­ti l’area era sta­ta uti­liz­za­ta come cir­co­lo ricre­ati­vo per i mil­i­tari e depos­i­to logis­ti­co a servizio del 6° Stor­mo dell’Aeronautica mil­itare con base a Ghe­di. Ma al suo inter­no non è rimas­to nul­la di val­ore storico.

Nel mar­zo 2017 il Con­siglio comu­nale di Desen­zano ha approva­to la vari­ante al Piano di gov­er­no del ter­ri­to­rio (Pgt), preve­den­do per gli hangar una des­ti­nazione tur­is­ti­co-ricetti­va che, ove ci sia un prog­et­to con­di­vi­so, con­sen­tirà l’uso delle attuali super­fi­ci a fronte di una riduzione dei volu­mi da più di 17.000 a cir­ca 12.000 metri cubi.

La carat­ter­is­ti­ca più impor­tante del nuo­vo par­co è quel­la di col­le­gare il per­cor­so pedonale a lago Desen­zano-Riv­oltel­la, di prossi­mo com­ple­ta­men­to, con la passeg­gia­ta ciclo-pedonale par­al­lela a viale Mot­ta e via Dal Molin. Il par­co, con vialet­ti in ter­ra bat­tuta, è illu­mi­na­to con lam­pi­onci­ni a led e arreda­to con pan­chine e tavoli­ni. È sta­ta man­tenu­ta la piantu­mazione attuale, ric­ca di essen­ze cen­te­nar­ie d’alto fusto.

L’area Vil­lio — Sparavieri

L’area dove sorse il Repar­to alta veloc­ità era a cav­al­lo tra i comu­ni di Riv­oltel­la e Desen­zano sul lago: il con­fine era cos­ti­tu­ito da un fos­so, chiam­a­to Val­lone, che sep­a­r­a­va l’area mil­itare dal­la pro­pri­età pri­va­ta con­fi­nante a ovest, apparte­nente alla Con­tes­sa Spar­avieri. Con espro­pri e acqui­sizioni le due par­ti­celle furono riu­nite. Ai pri­mi del ‘900 l’area dell’Idroscalo, nel Comune di Riv­oltel­la, era di pro­pri­età del Con­te Pietro Vil­lio; nel 1905 passò ad Antoni­et­ta Zanel­la vedo­va Pace e nel 1914 alla figlia Maria per real­iz­zare l’aeroporto “Lionel­lo Caf­farat­ti”. Nel 1918 il ter­reno di 16.157 mq venne espro­pri­a­to con Decre­to prefet­tizio e intes­ta­to al Demanio pub­bli­co del­lo Sta­to, pri­ma al ramo guer­ra e poi, nel 1932, al ramo aeronautica.

L’area del par­co, di 26.250 mq, si trova­va invece nel Comune di Desen­zano sul lago e rimase di pro­pri­età del Con­te Lui­gi Spar­avieri fino al 1911, quan­do per suc­ces­sione passò alla figlia Eleono­ra Spar­avieri. Nel 1931 fu ven­du­ta al Demanio del­lo Sta­to (ramo aero­nau­ti­ca) per 600.000 lire.

L’immobile – come ripor­ta­to nel con­trat­to di com­praven­di­ta – era cos­ti­tu­ito da una casa padronale di tre piani più un fab­bri­ca­to per la servitù (l’attuale Vil­la Spar­avieri al cen­tro del par­co), una casa di due piani per il cus­tode (sul con­fine ovest del par­co, di fronte all’ex Ses­to Sen­so), ter­reni tenu­ti a par­co con abeti, piop­pi ed alberi da frut­ta, un vigneto.

L’Idroscalo di Mot­ta e Agel­lo è sor­to dunque su una preesistente area del demanio mil­itare, det­to “nec­es­sario” o “nat­u­rale” a sot­to­lin­eare il carat­tere di non commerciabilità.