L’Istituto tecnico raggiunge una «quota» storica anche grazie ai ragazzi di altri paesi

È «Super-Battisti»Iscritti oltre quota 1000

25/09/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Salò il numero degli stu­den­ti con­tin­ua a crescere: dai 2.602 del 2002, di cui 1.024 res­i­den­ti in loco e 1.578 nei pae­si vici­ni, si è pas­sati a 2.722 nel 2003 (1.067+1.651), dai 2.836 del 2004-05 (1.092+1.744) ai 3.020 dell’anno suc­ces­si­vo (1.161+1.869), dai 3.169 del 2006 (1.146+2.023) agli attuali 3.364 (1.163+2.201).Il 65% deei ragazzi giunge anco­ra da fuori, il 35% invece «gio­ca» in casa, a dimostrazione del ruo­lo com­pren­so­ri­ale svolto dalle scuole supe­ri­ori. In cinque anni c’è sta­to un aumen­to di 762, pari al 29 per cen­to. I maschi (1.742) han­no ripreso il sopravven­to sulle fem­mine (1.622), che l’anno scor­so era­no in mag­gio­ran­za (1.692 con­tro 1.477). Il numero delle clas­si è sal­i­to da 106 (2002–03) a 130 (2004–05), da 138 (2006–07) a 139.[FIRMA]È il «BOOM» per l’Istituto tec­ni­co «Cesare Bat­tisti» (ragione­r­ia, geometri, pro­gram­ma­tori, per­i­ti azien­dali Eri­ca, tur­is­ti­co, ind­i­riz­zo sporti­vo, serale Sirio) che, per la pri­ma vol­ta nel­la sua sto­ria, ha sfonda­to quo­ta mille iscrit­ti. Il «Bat­tisti» rac­colto, infat­ti, 1.054 iscrit­ti, rispet­to agli 851 di due anni fa e ai 927 dell’anno scorso.La scuo­la di via IV novem­bre, diret­ta da Cosi­mo Calò, ha gremi­to ogni spazio. All’interno dell’edificio l’Amministrazione provin­ciale sta effet­tuan­do alcu­ni lavori (sman­tel­la­men­to e mes­sa a nor­ma dei servizi igien­i­ci dell’ala vec­chia, ampli­a­men­to del­la seg­rete­ria). La sper­an­za è che ter­mini­no rap­i­da­mente, poiché cre­ano disagi.L’attività è inizia­ta con l’intitolazione del­la palestra a Car­oli­na Almi­ci Bologna, la pre­side rimas­ta in car­i­ca dal 1983 al 2004, dece­du­ta pochi giorni dopo essere anda­ta in pen­sione, e con la con­seg­na delle , vinte da Rena­to Fontana, Mar­co Verone­si, Marzia Cetti, Giu­lia Fil­ip­pi­ni e Gio­van­ni Bor­di­ga. Alla dotazione in euro han­no con­cor­so la scuo­la, la dit­ta Zava e la stes­sa famiglia Bologna.IL LICEO «Enri­co Fer­mi» (sci­en­tifi­co, clas­si­co, lin­guis­ti­co, scien­ze sociali) ha pure fat­to reg­is­trare un incre­men­to, ma più con­tenu­to: da 927 a 946. La nuo­va sede, sul­la col­li­na di Cam­pov­erde, ha aper­to nel set­tem­bre 2004, ed è sta­ta uffi­cial­mente inau­gu­ra­ta dieci giorni fa, come rifer­i­to. In pas­sato la scuo­la, gui­da­ta da Lil­iana Aimo Peri­no, era dis­lo­ca­ta in quat­tro edi­fi­ci: i due di via Fan­toni (l’ex orfan­otrofio e l’ex caser­ma degli ), nel­la Casa del­la par­roc­chia di via S. Jago e al Bat­tisti (un paio di aule).Come numero di allievi ven­gono poi le ele­men­tari «Tere­sio Oliv­el­li» ai Due Pini (pas­sate da 368 a 403), le medie «D’Annunzio» di via Pietre Rosse (238), dove è avvenu­to l’unico cam­bio diri­gen­ziale, col pas­sag­gio da Pasquale Petul­là a Tul­lia Roghi, la mater­na di via Montes­sori (179), la media cat­toli­ca «Enri­co Medi» (149), eccetera.È oppor­tuno ricor­dare tra l’altro che ques­ta estate alla «Oliv­el­li» sono sta­ti effet­tuati lavori di sis­temazione di alcu­ni locali per pot­er ampli­are la men­sa. Per ques­tione di spazio, l’anno scor­so i ragazzi delle quinte anda­vano a pran­zo nel­la vic­i­na casa di riposo. Ora il rien­tro alla base.

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